
Ai Campi Flegrei l’acqua piovana contribuisce in modo significativo all’innalzamento del suolo, e quindi anche ai terremoti legati al fenomeno del bradisismo. A dimostrare il fenomeno, con uno studio pubblicato sulla rivista Geoscience Frontiers, sono stati i ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si è calcolato che ben il 20% del sollevamento totale registrato tra il 2005 e il 2025 nell’area di Pozzuoli è dovuto all’acqua meteorica che si infiltra nel sottosuolo della caldera. Qui, tra 1 e 2 km di profondità, si accumula e fa aumentare la pressione nei pori contribuendo alla deformazione del suolo.
I Campi Flegrei e l'effetto della pioggia: l’analisi della struttura sotto la caldera
Per comprendere il ruolo delle acque meteoriche nel bradisismo ai Campi Flegrei, i ricercatori hanno dovuto innanzitutto ricostruire nel dettaglio la conformazione del sottosuolo della caldera dal punto di vista stratigrafico e tettonico. Dalla ricostruzione emerge la presenza, sotto l’area di Pozzuoli dove il sollevamento è maggiore, di una piega anticlinale, cioè di una curvatura degli strati rocciosi convessa verso l’alto. Questa sorta di “cupola” è il risultato di sforzi di tipo compressivo, e favorisce l’accumulo dei fluidi e il progressivo aumento della pressione. Questi fluidi si trovano in due serbatoi: quello più superficiale, situato tra 1 e 2 km di profondità, raccoglie l’acqua meteorica che si infiltra in superficie ed è delimitato superiormente da uno strato impermeabile di materiali vulcanici; quello inferiore, situato tra 2 e 4 km di profondità, raccoglie i fluidi provenienti rilasciati dal magma sottostante. A una profondità di 2 km, tra un serbatoio e l’altro, si trova uno strato impermeabile di sedimenti marini. I fluidi di origine magmatica riscaldano quelli meteorici, che così si espandono ed esercitano una notevole pressione anche a causa dello strato roccioso impermeabile più superficiale che ne ostacola la fuoriuscita. Di conseguenza, il suolo si deforma e la sismicità aumenta.

Il ruolo delle acque meteoriche nel bradisismo
I ricercatori hanno analizzato dati storici relativi alle precipitazioni avvenute tra il 1950 e il 2025 e li hanno incrociati con quelli relativi alla deformazione del suolo registrati dalla stazione GNSS RITE, installata nella zona di massimo sollevamento. Il confronto ha fatto emergere un’evidente correlazione tra l’infiltrazione di acqua meteorica e la deformazione verticale della caldera. Tra gennaio 2005 e gennaio 2025 il centro di Pozzuoli ha subìto un sollevamento di circa 1,4 m, di cui il 20% è stato attribuito dai ricercatori all’infiltrazione di acqua meteorica. Secondo i loro calcoli, quest’ultima può determinare fino a 5 cm di sollevamento all’anno, dal momento che il suo accumulo comporta un aumento di pressione nei pori. Uno dei fattori che favoriscono l’infiltrazione di grandi quantità di acqua nel sottosuolo è la presenza nell’area di bocche vulcaniche in grado di fungere da imbuto raccogliendo l’acqua, che da qui si infiltra facilmente nel terreno attraverso le fratture. Inoltre, si è notato che a partire dal 2010 il tempo di ricarica, cioè quello che le precipitazioni impiegano per raggiungere l’acquifero, si è accorciato passando da 4 a 3 anni. Ciò significa che la permeabilità del sottosuolo è aumentata a causa di una maggiore fratturazione legata all’attività sismica. Questi risultati mostrano come finora il ruolo dell’acqua meteorica nel bradisismo sia stato sottostimato.
Gli autori dello studio suggeriscono come intervento per la mitigazione del rischio bradisismo ai Campi Flegrei il controllo del deflusso superficiale delle acque meteoriche, che ne ridurrebbe l’infiltrazione nel terreno. In particolare, si potrebbe drenare l’acqua meteorica superficiale che cade all’interno del cratere Astroni, situato a monte dell’area Solfatara-Pisciarelli. Tali interventi, comunque, avrebbero risultati significativi soltanto dopo qualche anno.