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12 Giugno 2026
8:51

Come distinguere una vipera da una biscia: le differenze per riconoscerle da occhi, testa e coda

Distinguere una biscia da una vipera è facile: la prima ha pupille rotonde, testa ovale e corpo snello. La vipera (velenosa ma schiva e mai aggressiva) ha invece pupille verticali, testa triangolare e corpo tozzo. In caso di morso bisogna mantenere la calma e chiamare il 112.

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Come distinguere una vipera da una biscia: le differenze per riconoscerle da occhi, testa e coda
thumb vipere bisce

Con l'arrivo della bella stagione e le immancabili gite all'aria aperta, la probabilità di incrociare un serpente sui nostri sentieri aumenta notevolmente. In Italia sono presenti oltre 20 specie di serpenti ed è fondamentale saper distinguere due categorie ben precise: le bisce, del tutto innocue, e le vipere, che sono invece dotate di veleno. Riconoscerle al primo sguardo non è difficile se si conoscono i quattro dettagli chiave che le differenziano: la forma della pupilla (rotonda per le bisce, verticale per le vipere), la geometria della testa, le squame e le proporzioni di corpo e coda. Imparare queste differenze è fondamentale non solo per la tranquillità personale, ma anche per evitare di fare del male ad animali innocui che sono importanti per l'equilibrio dei nostri ecosistemi.

Le differenze principali e caratteristiche

Distinguere una vipera da un innocuo colubride (la famiglia a cui appartengono le bisce) è piuttosto semplice se si sa dove guardare. I dettagli a cui prestare attenzione sono quattro:

  • Occhio e pupilla: è il tratto distintivo più marcato. Le bisce hanno pupille rotonde, molto simili a quelle umane. Le vipere, invece, hanno una pupilla verticale ed ellittica, proprio come quella dei gatti.
occhi bisce vipere
La differenza più evidente: la pupilla rotonda di un colubride (sinistra) a confronto con la pupilla verticale ed ellittica tipica delle vipere sulla destra.
  • Testa: la forma del capo ci dà un ottimo indizio. Le bisce hanno una testa ovale e affusolata, che segue in modo dolce e continuo la linea del corpo senza stacchi netti. Le vipere hanno invece una testa a forma di triangolo (con base larga e muso stretto), ben distinta dal resto del corpo. Attenzione però: sebbene sia un buon indizio, non è un carattere distintivo assoluto, in quanto anche alcuni serpenti innocui possono appiattire la testa assumendo questa forma se spaventati.
  • Squame sulla testa: se si guarda l'animale da vicino, si può notare che le bisce hanno squame grandi e lisce, simili a delle placche. Sulla testa delle vipere, invece, le squame sono molto piccole e numerose.
testa vipera biscia
La testa ovale ricoperta da grandi squame a placche di un biacco (Hierophis viridiflavus) a confronto con la testa triangolare a squame piccole di una vipera dal corno (Vipera ammodytes).
  • Corpo e coda: le bisce sono agili, solitamente più lunghe e dalla corporatura snella, con una coda che si assottiglia in modo molto graduale. Tra le bisce e gli innocui colubridi più comuni troviamo la biscia dal collare (Natrix natrix), frequentatrice dei corsi d'acqua, che raggiunge facilmente i 120 cm di lunghezza, potendo sfiorare i 150-200 cm negli esemplari femmina più grandi; simile per habitat e dimensioni (100-130 cm) è la biscia tassellata (Natrix tessellata). Molto noto è anche il biacco (Hierophis viridiflavus), il classico serpente nerastro o giallo-nero delle nostre campagne: innocuo e velocissimo, misura tra i 150 e i 200 cm. Le vipere, al contrario, appaiono molto più tozze e corte, e la loro coda si restringe in modo brusco, quasi come se fosse un'appendice separata dal resto del corpo. La vipera comune (Vipera aspis), la specie più diffusa in Italia, e il marasso (Vipera berus), diffuso sulle Alpi, misurano in media appena 60-80 cm. Leggermente più grande è la vipera dal corno (Vipera ammodytes), presente nel Nord-Est e riconoscibile per un piccolo corno sul muso, che arriva a 90 cm. Negli Appennini centrali vive invece la vipera dell'Orsini (Vipera ursinii), la più piccola in assoluto, che raramente supera i 40-50 cm.
corpo vipere e bisce
La corporatura a confronto: a sinistra il corpo lungo e snello di un biacco (Hierophis viridiflavus), a destra la sagoma più tozza con la coda che si restringe bruscamente di una vipera comune (Vipera aspis).

Cosa fare in caso di incontro e morso

Se vi trovate faccia a faccia con uno di questi rettili e appurate dalle pupille o dalla forma del corpo che si tratta di una biscia (quindi non velenosa), potete stare tranquilli: al primo rumore, molto probabilmente, scapperà via.

Se invece vi rendete conto di avere davanti una vipera, dovete sapere che non sono assolutamente animali aggressivi pronti a rincorrere le persone. Essendo sorde ai suoni aerei ma capaci di percepire in modo eccellente le vibrazioni del terreno, se sentono i vostri passi in avvicinamento, la loro prima e unica opzione è sempre nascondersi e fuggire. Questi animali amano frequentare luoghi assolati e poveri di vegetazione, nascondendosi sotto le pietre o fra gli arbusti bassi. L'attacco, quindi, avviene solo ed esclusivamente per difendersi: mordono se vengono calpestate accidentalmente o se ci si mettono le mani sopra inavvertitamente.

Per prevenire questi inconvenienti in campagna o in montagna, basta indossare un abbigliamento adeguato (scarpe chiuse e pantaloni lunghi), evitare di muovere pietre a mani nude e usare robusti guanti di cuoio se si raccolgono bacche o funghi sotto i cespugli.

Se dovesse verificarsi un morso e l'animale dovesse inoculare il veleno, l'avvelenamento genererà effetti locali e sistemici. Inizialmente si avverte dolore intenso, gonfiore e arrossamento nella parte colpita. Dopo circa 30 minuti possono manifestarsi disturbi generali come secchezza della bocca, cefalea, vomito, tachicardia e abbassamento della pressione arteriosa. Una simile dose di veleno ha solitamente effetti poco rilevanti in un individuo adulto in salute, ma può rivelarsi pericolosa in un bambino o in un piccolo animale domestico.

In caso di morso, le linee guida del Soccorso Alpino e del Dipartimento di Prevenzione delle ASL sono chiare: è assolutamente necessario mantenere la calma e non correre, perché il movimento rende più rapida la diffusione del veleno nel sangue. Bisogna chiamare immediatamente il 112 e, nell'attesa, lavare se possibile la ferita con acqua e sapone, evitando rigorosamente l'alcol. Sono assolutamente inutili e dannosi i tentativi "fai-da-te" di incidere la ferita o aspirare il veleno.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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