
Vi è mai capitato di svegliarvi con dei pomfi rossi e fortemente pruriginosi su caviglie o collo, troppo dolorosi per essere "le solite" punture di zanzara, ma senza aver sentito il classico ronzio notturno? Probabilmente non è stata una zanzara a punirvi nel sonno, ma un suo "cugino" molto meno conosciuto e altrettanto silenzioso: il pappatacio, o flebòtomo (Phlebotomus papatasi).
Si tratta di un piccolo Dittero (lo stesso ordine di mosche e zanzare) che a un primo sguardo può sembrare un insetto qualunque, ma che ha caratteristiche, abitudini e rischi sanitari ben diversi da quelli della zanzara comune e della zanzara tigre. Queste ultime sono più grandi, preannunciano l'arrivo con il loro ronzio, si riproducono nell'acqua stagnante e trasmettono malattie come Dengue e West Nile.
I pappataci, al contrario, sono minuscoli e volano in silenzio, crescono nel terreno umido e buio, e sono i vettori della leishmaniosi (nei cani) e del virus Toscana (nell'uomo).
Come riconoscerli: le caratteristiche nell'aspetto
A occhio nudo, zanzare e pappataci possono confondersi, ma basta avvicinarsi un po' (con cautela) per notare differenze nette.
- Dimensioni e aspetto: il pappatacio (Phlebotomus papatasi e specie affini) è molto piccolo, parliamo di appena 1-3 mm. Ha una colorazione giallognola o color paglierino – con un addome semitrasparente che si colora di rosso dopo che ha punto – ed è ricoperto da una fitta peluria che riveste anche le ali. Le zanzare, invece, sono più grandi (3-10 mm) e slanciate: la zanzara tigre (Aedes albopictus), per esempio, misura 4-8 mm e ha un corpo nero lucido con striature bianche ben visibili.

- Il volo: le zanzare producono il fastidioso ronzio dovuto al battito alare durante il volo, mentre i pappataci si muovono e pungono in totale silenzio. Il nome stesso richiamerebbe proprio questa capacità di avvicinarsi e nutrirsi senza far rumore.
- Habitat larvale: le larve di zanzara hanno bisogno di acqua, anche minima (un sottovaso, un tombino o una ciotola all'aperto). Le larve di pappatacio, al contrario, si sviluppano nel terreno umido (da qui il nome inglese, sand flies), buio e ricco di materiale organico in decomposizione come cantine poco illuminate, fessure nei muri o cumuli di foglie.
La puntura e i rischi (anche per il cane)
Essere punti da un pappatacio provoca un prurito intenso, con pomfi rossi che tendono a comparire "a grappolo", specialmente su caviglie, gambe e collo, e che possono persistere per cinque o sette giorni. Questo insetto è attivo soprattutto al crepuscolo e di notte. A pungere sono esclusivamente le femmine di flebotomo, che hanno bisogno di sangue per far maturare le uova, e nel farlo possono trasmettere due agenti patogeni temibili.
Il primo è il protozoo Leishmania infantum, responsabile della leishmaniosi, una parassitosi particolarmente pericolosa per i cani, che può colpire anche i gatti e, più raramente, l'uomo. In Italia i casi sono in aumento dagli anni '90, complici i cambiamenti climatici e i viaggi internazionali, spingendo la malattia a espandersi anche al Nord, dove un tempo era piuttosto rara.
Come spiega l'Istituto Superiore di Sanità, il secondo rischio è legato al virus Toscana, un arbovirus che può causare febbre e, nelle forme più severe, meningite o meningoencefalite. Sebbene nella maggior parte dei casi l'infezione decorra in modo lieve, l'ISS ha registrato 607 casi di forma neuro-invasiva tra il 2016 e il 2023, con un'impennata negli ultimi anni legata in gran parte alle ondate di caldo.

Le punture di zanzara sono spesso più grandi e altrettanto fastidiose. Essendo un insetto prevalentemente diurno, la zanzara tigre punge soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio mentre la zanzara comune (Culex pipiens), è attiva anche di notte.
I segni si presentano in genere come rigonfiamenti pruriginosi isolati o sparsi, localizzati quasi esclusivamente sulle aree del corpo lasciate scoperte dai vestiti, e la reazione cutanea può comparire all'istante oppure svilupparsi fino a 24 ore dopo il morso. Anche sul fronte sanitario i rischi cambiano in base al vettore. Le zanzare, e in particolare la zanzara tigre, sono vettori riconosciuti di malattie virali come Dengue, Chikungunya e Zika, oltre che della Dirofilariasi. La zanzara comune, invece, è il principale vettore italiano del virus West Nile.

Come proteggersi
Le strategie di difesa si somigliano molto, anche se vanno tarate sull'insetto giusto, eccone alcuni:
- Repellenti cutanei efficaci su entrambi gli insetti. Per le zanzare, l’ISS consiglia di utilizzare prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici o Biocidi e in particolare di quelli a base di: dietiltoluamide (DEET), Icaridina (KBR 3023), Paramatandiolo (PMD o Citriodiol).
- Zanzariere: contro i pappataci (più piccoli) servono maglie particolarmente fitte.
- Abbigliamento chiaro e coprente, soprattutto nelle ore di maggiore attività. Per i cani, l'uso di collari alla deltametrina o spot-on a base di piretroidi è la misura più efficace contro la leishmaniosi, da abbinare sempre al consiglio del veterinario. Esiste anche un vaccino che non previene l'infezione ma riduce il rischio di malattia clinica.
Eliminare i ristagni d'acqua resta importante contro le zanzare, ma è inutile contro i pappataci, per cui conviene invece arieggiare e illuminare cantine e angoli umidi della casa.