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5 Ottobre 2026
18:30

Come funziona davvero un estintore e come usarlo: la lezione dei Vigili del Fuoco

Come funzionano davvero gli estintori e quale usare per ogni tipo di incendio? Dai Vigili del Fuoco di Milano, Andrea prova polvere, CO₂, acqua e schiuma e spiega classi di fuoco, principi di spegnimento, rischi da evitare e tecnica corretta di utilizzo.

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Come funziona davvero un estintore e come usarlo: la lezione dei Vigili del Fuoco
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Siamo stati ospiti del Comando Centrale dei Vigili del Fuoco di Milano per un video in cui, insieme agli ufficiali, abbiamo provato tutti i tipi di estintore in condizioni di sicurezza. L'obiettivo è spiegare come funzionano davvero questi strumenti, quali scegliere a seconda del tipo ci incendio e come usarli correttamente.

Il punto di partenza è la chimica: il fuoco è una reazione di combustione che può avvenire quando sono presenti (contemporaneamente) combustibile, ossigeno e calore. Togliendo uno di questi tre elementi la combustione si può interrompere. Ogni estintore agisce proprio su questi fattori, ma in modi diversi, perché non tutti gli incendi sono uguali.

Esistono infatti cinque classi di incendio:

  • A per i materiali solidi come legno, carta e tessuti;
  • B per i liquidi infiammabili come benzina e solventi;
  • C per i gas come metano e GPL;
  • D per i metalli combustibili come magnesio e sodio;
  • F per oli e grassi da cucina.

Sapere a quale classe appartiene un incendio è fondamentale, perché utilizzare un agente estinguente non adatto può essere inefficace o addirittura peggiorare la situazione.

L'estintore a polvere ABC, tra i più diffusi, può essere utilizzato sui fuochi di classe A, B e C, e quindi su solidi, liquidi infiammabili e gas: la polvere estinguente, espulsa grazie a un gas pressurizzante come l'azoto, toglie ossigeno alle fiamme e blocca la reazione di combustione, ma può danneggiare apparecchiature elettroniche e superfici.

L‘estintore a CO₂, riconoscibile dal caratteristico cono erogatore, utilizza anidride carbonica compressa, che agisce riducendo la concentrazione di ossigeno intorno alle fiamme, contribuendo al raffreddamento. Non lascia residui ed è quindi  particolarmente indicato in presenza di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Va impugnato con attenzione, solo dalla apposita impugnatura, per evitare ustioni da freddo, e in ambienti piccoli e chiusi va considerato il rischio legato all'accumulo di CO₂.

L'acqua, che agisce soprattutto per raffreddamento, resta efficace su incendi di classe A relativi a materiali solidi, ma non va utilizzata su oli e grassi da cucina e metalli reattivi come sodio e potassio. Alcuni estintori a base d'acqua possono essere utilizzati su apparecchiature elettriche fino a determinate tensioni e distanze, ma solo se questa possibilità è espressamente indicata sull'etichetta dell'estintore.

Gli estintori a schiuma sono indicati generalmente per le classi A e B: la schiuma forma uno strato sulla superficie del combustibile che una barriera e lo isola dall'aria. Limita inoltre la fuoriuscita di vapori infiammabili e contribuisce al raffreddamento. Anche in questo caso, l'utilizzo in presenza di apparecchiature elettriche è possibile solo quando previsto esplicitamente sull'etichetta.

La polvere di classe D è destinata ai rari ma possibili incendi di metalli combustibili (es. magnesio, sodio, potassio e titanio), tipici di fonderie e laboratori.

Quello degli incendi di classe F, che coinvolgono oli e grassi da cucina, è particolare: se prende fuoco una padella piena d'olio non bisogna per alcun motivo versarvi acqua sopra. La sua vaporizzazione, rapidissima, potrebbe proiettare l'olio bollente nell'ambiente. In caso l'incendio sia ancora limitato e sia possibile intervenire in sicurezza, si può togliere ossigeno alle fiamme, coprendo la padella con un coperchio, o usando uno specifico estintore di classe F.

Per usare qualsiasi estintore, è bene ricordare la tecnica che si riassume nell'acronimo PASS: Pull, cioè togliere la sicura; Aim, puntare alla base del fuoco; Squeeze, premere con decisione la leva; Sweep, muovere l'ugello lateralmente con un movimento a spazzata.

Ogni estintore deve essere sottoposto a controlli e manutenzione periodici. Le "scadenze" relative alla manutenzione cambiano in base al tipo di estintore e alle indicazioni del produttore: non esiste quindi un’unica durata valida per tutti, anche se il limite massimo di vita tecnica è di 18 anni dalla data di fabbricazione. Un estintore non correttamente manutenuto, proprio quando serve, potrebbe non funzionare come previsto.

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Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
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