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26 Aprile 2026
8:00

Le istituzioni di cui ci fidiamo di più: sì ai Vigili del Fuoco, no ai politici, dati Istat

Noi italiani ci fidiamo di più delle istituzioni che vediamo agire concretamente sul territorio: Vigili del Fuoco in primis, ma anche Forze dell'Ordine e amministrazioni locali. Riponiamo invece poca fiducia nelle istituzioni politiche regionali e nazionali.

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Le istituzioni di cui ci fidiamo di più: sì ai Vigili del Fuoco, no ai politici, dati Istat
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I dati Istat ci dicono che le istituzioni di cui ci fidiamo di più sono i Vigili del fuoco, le Forze dell’ordine e il Presidente della Repubblica. Prevale poi, soprattutto nel Nord Italia, la fiducia nelle amministrazioni locali rispetto a quelle regionali, nazionali ed europee. L’istituzione di cui ci fidiamo di meno continuano invece ad essere i partiti politici.

L’indagine multiscopo Istat “Aspetti della vita quotidiana” permette di valutare quanto gli italiani (a partire dai 14 anni) ritengano che le istituzioni agiscano efficacemente nell’interesse collettivo. La fiducia viene misurata attraverso una scala da 0 a 10, dove:

  • 0 indica totale sfiducia
  • 10 indica fiducia completa

Questa scala ci consente anche di osservare come è cambiata la fiducia nel tempo: oggi, infatti, disponiamo di una serie storica lunga oltre dieci anni (2012–2024), che permette di individuare trend stabili e cambiamenti significativi.

Il primo dato interessante che emerge è che la fiducia nelle istituzioni cambia poco nel lungo periodo. Le posizioni nella classifica sono rimaste infatti sorprendentemente stabili negli anni. Ad esempio, dal 2012 quasi il 90% degli italiani dichiara di fidarsi dei Vigili del fuoco (cioè assegna loro un punteggio di fiducia pari o superiore a 6).

Anche nel 2024 (il dato più aggiornato), i Vigili del fuoco si confermano infatti l’istituzione più apprezzata, con livelli di fiducia altissimi: più dei due terzi degli italiani assegna loro un voto di fiducia tra l’8 e il 10.

Al secondo posto troviamo le Forze dell’ordine, che mantengono livelli di fiducia molto elevati: circa il 40% assegna un voto di fiducia molto alto (8-10) e un altro 33% voti sufficienti (6-7). Tuttavia, rispetto al 2023 c’è stato un leggero calo tra i più fiduciosi, con una riduzione di oltre due punti percentuali nei voti più alti.

La Presidenza della Repubblica si conferma al terzo posto, con il 45% degli italiani che gli attribuisce una fiducia molto alta (8–10) e un ulteriore 23% un punteggio sufficiente (6–7). Anche in questo caso si osserva però una lieve flessione rispetto all’anno precedente.

A metà classifica troviamo il sistema giudiziario, a cui viene attribuita una fiducia moderata: nel 2024 il 44% degli italiani gli ha assegnato un punteggio tra 6 e 10.  Questa percentuale interrompe una crescita iniziata nel 2020 e culminata nel picco del 2023 (46%). Un altro aspetto interessante riguarda la distribuzione territoriale: il sistema giudiziario è l’unica istituzione verso la quale i livelli la fiducia risultano più elevati nel Mezzogiorno rispetto che al Nord.

Scendendo nella graduatoria, Parlamento italiano e Parlamento europeo risultano allineati:

  • Parlamento italiano: 40,8% voti ≥ 6
  • Parlamento europeo: 40,2% voti ≥ 6

Questo è un cambiamento importante: nel 2018 il divario tra i due era ancora significativo, ma il progressivo aumento della fiducia verso il Parlamento italiano è riuscito ad azzerarlo.

Un altro dato rilevante riguarda le istituzioni di governo: più sono geograficamente vicine ai cittadini, più tendiamo a fidarci. Nello specifico, se confrontiamo la percentuale di italiani che ha assegnato un voto di fiducia almeno pari al 6, otteniamo:

  • Amministrazioni comunali: 50%
  • Amministrazioni regionali: 41%
  • Governo nazionale: 37%

Inoltre, i livelli di fiducia nelle amministrazioni comunali risultano più elevati nei comuni di piccole dimensioni: il 56% dei cittadini ha assegnato voti tra 6 e 10 nei comuni fino a 10 mila abitanti, contro solo il 38% registrato nei comuni metropolitani. Tutte queste differenze suggeriscono quindi che la prossimità territoriale conta molto nella percezione delle istituzioni.

Pur avendo recuperato consensi negli ultimi anni, i partiti politici restano su tutto il territorio nazionale l’istituzione di cui ci si fida di meno:

  • poco più di 1 cittadino su 5 esprime fiducia (6-10)
  • oltre la metà assegna voti insufficienti (1–5)
  • più di 1 su 5 assegna voto 0

Dai dati non emergono differenze significative tra uomini e donne, mentre sia l’età che il titolo di studio risultano essere due fattori rilevanti. In particolare, più si invecchia, più cresce la fiducia nelle istituzioni, soprattutto nei confronti del Presidente della Repubblica e delle Forze dell’Ordine.

I laureati sono, invece, più fiduciosi verso il Presidente della Repubblica e il Parlamento europeo, mentre i diversi livelli di governo e i partiti politici registrano livelli di fiducia relativamente più elevati tra chi possiede titoli di studio inferiori.

Mettendo insieme tutte queste informazioni, emerge un quadro piuttosto chiaro: gli italiani tendono a fidarsi di più di chi agisce concretamente e in modo visibile sul territorio (come Vigili del fuoco, Forze dell’ordine e amministrazioni locali) e meno di chi opera su piani percepiti come più distanti o astratti. Unica eccezione a questa tendenza sembra essere il Presidente della Repubblica: pur non essendo una figura territorialmente vicina, questa apparente anomalia può essere spiegata considerando il suo ruolo super partes, meno legata allo scontro politico e più al rispetto delle regole costituzionali.

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