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19 Maggio 2026
18:30

Come funziona l’epilazione laser e quanto è efficace sui peli: il principio della fototermolisi selettiva

L'epilazione laser usa un fascio di luce che colpisce la melanina del pelo, riscalda il bulbo e ne danneggia la matrice, impedendo la ricrescita. Funziona meglio su peli scuri e richiede 6-10 sedute, con una riduzione dell'80-90%.

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Come funziona l’epilazione laser e quanto è efficace sui peli: il principio della fototermolisi selettiva
epilazione laser geopop

L'epilazione laser sfrutta un principio della fototermolisi selettiva, un fascio di luce monocromatico colpisce selettivamente la melanina contenuta nel pelo, lo riscalda in pochi millisecondi e danneggia la matrice germinale, ovvero la "fabbrica" di cellule che si trova nel bulbo e che permette al pelo di ricrescere. A differenza del rasoio, che taglia solo il fusto, e della ceretta, che estirpa il pelo ma non intacca il follicolo, il laser agisce direttamente sulla struttura che produce il pelo, garantendo risultati molto più duraturi. Per funzionare, però, il pelo deve essere nella sua fase di crescita e deve contenere abbastanza pigmento: il trattamento è quindi molto efficace sui peli scuri, mentre fatica con quelli biondi, rossi o bianchi. Anche il tipo di pelle conta, e per questo esistono laser diversi pensati per adattarsi a fototipi chiari o scuri. Servono in media dalle 6 alle 10 sedute per ottenere una riduzione stabile dei peli, che si attesta attorno all'80-90%. I costi variano molto: si parte da circa 30-50 euro a seduta per le zone piccole e si arriva a 80-100 euro per quelle più estese.

Com'è fatto un pelo e il ciclo di vita

Per capire come agisce il laser, dobbiamo prima sapere com'è fatto un pelo. Quello che vediamo all'esterno della pelle è il fusto: una struttura non viva, fatta essenzialmente di cheratina, una proteina. È per questo che tagliarsi i capelli o passare il rasoio non provoca dolore: non si stanno toccando cellule vive, ma soltanto dei "bastoncini" di proteine infilati in piccole cavità della pelle chiamate follicoli piliferi. La parte viva e interessante si trova alla radice. Come descritto nel manuale di biologia umana della Thompson Rivers University , nel bulbo del pelo c'è la cosiddetta matrice germinale, un agglomerato di cellule che, dividendosi continuamente, producono le nuove cellule cheratiniche che andranno a formare il fusto. La matrice, in pratica, è la "fabbrica" del pelo: tenete a mente questo concetto, perché sarà fondamentale per capire come agisce il laser.

Sempre nel bulbo si trovano i melanociti, le cellule che producono la melanina, cioè il pigmento che dà colore al pelo (e che spiega perché esistono peli neri, castani, biondi o rossi). All'interno del follicolo, infine, troviamo anche una ghiandola sebacea che lubrifica il pelo con il sebo, e un piccolo muscolo erettore, quello che ce li fa rizzare quando abbiamo freddo.

anatomia pelle pelo
Anatomia della pelle.

Ogni pelo segue un ciclo di vita scandito da quattro fasi. La prima è la crescita, in cui la matrice è attiva e il fusto si allunga. Segue l'involuzione, in cui l'attività della matrice rallenta, poi il riposo, in cui la crescita si ferma del tutto, e infine la caduta, momento in cui il pelo cade in modo fisiologico e ne nasce uno nuovo nello stesso follicolo.

La durata di queste fasi varia molto a seconda della zona del corpo. I capelli, per esempio, hanno una fase di crescita che dura dai 3 ai 6 anni, ed è per questo che possono diventare molto lunghi. I peli delle braccia, invece, crescono per appena una trentina di giorni: ecco perché restano corti.

Depilazione ed epilazione: due cose diverse

Prima di parlare di laser, vale la pena chiarire una distinzione spesso confusa. Come spiega l'American Academy of Dermatology, la depilazione rimuove soltanto la parte esterna del pelo, il fusto: è quello che facciamo con rasoio e creme depilatorie. L'epilazione, invece, estrae il pelo dalla radice, come accade con ceretta, epilatori elettrici e, appunto, il laser.

Non è una pratica moderna: già nel 3000 a.C. egizi e antichi greci si depilavano per motivi estetici, igienici e sociali, usando rasoi di rame o bronzo e cerette rudimentali a base di miele, zucchero o resine.

Il problema di tutti questi metodi tradizionali è che non sono definitivi. Il rasoio recide soltanto il fusto senza toccare il ciclo vitale del pelo, che quindi ricresce praticamente subito. La ceretta va un po' meglio perché estirpa il pelo alla radice, costringendolo a ripartire dall'inizio del suo ciclo, ma anche in questo caso, dopo qualche giorno o settimana, ci ritroviamo punto e a capo.

Come il laser distrugge il pelo: la fototermolisi selettiva

Nel 1960 viene costruito il primo laser. All'epoca non si pensava certo all'epilazione, ma negli anni successivi ci si è resi conto che quella tecnologia poteva essere utilissima per affrontare il problema dei peli in modo molto più radicale.

Ma cos'è esattamente un laser? La parola è un acronimo inglese: Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, cioè "amplificazione della luce attraverso l'emissione stimolata di radiazioni". Detto in parole semplici: la luce è fatta da onde elettromagnetiche che normalmente si propagano in tutte le direzioni. Come spiega un approfondimento della University of Southern California, il laser, invece, è un dispositivo che concentra tutte queste onde in un'unica direzione, producendo un fascio compatto e potentissimo.

C'è poi un'altra caratteristica cruciale: il fascio laser è monocromatico, cioè ha un'unica lunghezza d'onda. Questo permette di colpire bersagli molto specifici e di concentrare tutta l'energia in un punto preciso.

Ed eccoci al punto. Come abbiamo visto, i peli contengono melanina, il pigmento che ne determina il colore. Il laser per epilazione viene impostato su una lunghezza d'onda capace di colpire selettivamente la melanina del pelo, ignorando in larga parte i tessuti circostanti. Questo principio si chiama fototermolisi selettiva.

Il laser emette impulsi velocissimi, dell'ordine dei millisecondi. La melanina assorbe l'energia luminosa, si scalda rapidamente e trasmette quel calore alle strutture vicine, in particolare alla matrice germinale del pelo. Il risultato è che la "fabbrica" di cellule del pelo viene danneggiata, e di conseguenza il pelo non viene più prodotto. La rapidità dell'impulso è fondamentale: il calore si concentra nel pelo senza propagarsi alla pelle circostante, che resta protetta.

epilazione laser

Un dettaglio importantissimo: perché il trattamento funzioni, il pelo deve trovarsi nella fase di crescita, l'unica in cui la matrice è attiva e quindi vulnerabile al danno termico. Per questo motivo l'epilazione laser richiede più sedute: serve sia perché un singolo impulso non basta a danneggiare tutte le cellule della matrice, sia perché i nostri peli non sono mai tutti nella stessa fase del ciclo. A ogni seduta, in pratica, si "neutralizza" una parte della peluria, mentre il resto verrà colpito nelle sedute successive.

Colore del pelo e tipo di pelle: i due fattori chiave

Due variabili condizionano fortemente l'efficacia del trattamento: il colore del pelo e il tipo di pelle. Sul colore del pelo c'è poco da fare: il laser funziona bene solo su peli sufficientemente scuri, perché ha bisogno di melanina da colpire. Su peli biondi, rossi o bianchi l'efficacia crolla, perché il bersaglio è praticamente invisibile al fascio luminoso.

Come spiegano i medici dell'Istituto Clinico Humanitas, la condizione ideale, in linea teorica, è quella del pelo scuro su pelle chiara: il contrasto è massimo e il laser riesce a centrare con precisione l'obiettivo, lasciando intatti i tessuti circostanti. Sulle pelli più scure, invece, la melanina dell'epidermide rischia di assorbire una parte dell'energia, riducendo l'efficacia e aumentando il rischio di effetti collaterali.

Per fortuna, negli ultimi anni la tecnologia è migliorata molto. Come riporta l'Istituto Dermatologico Europeo, esistono diversi tipi di laser, tra cui i più diffusi sono l'Alexandrite, con una lunghezza d'onda di 755 nanometri, particolarmente efficace sulle pelli chiare, e l'Nd:YAG, con una lunghezza d'onda di 1064 nanometri. Quest'ultimo, grazie alla maggiore lunghezza d'onda, riesce a penetrare più in profondità nella pelle, "bypassando" la melanina dell'epidermide e raggiungendo direttamente il bulbo: per questo è indicato sulle pelli più scure.

È davvero definitiva e quanto dura?

Veniamo alla domanda da un milione di dollari: l'epilazione laser è definitiva? La risposta onesta è no, o meglio: non del tutto. Secondo quanto riportato dall'Ospedale Pio XI Bocconi-Gavazzeni, il trattamento garantisce una riduzione permanente della quantità di peli molto significativa, ma raramente arriva al 100%. In media, si parla di un'efficacia attorno all'80-90%.

Le ragioni sono principalmente due. Da un lato, alcuni follicoli possono essere stati danneggiati solo parzialmente durante le sedute (che in genere sono dalle 6 alle 10, in base al tipo di pelo e di pelle). Dall'altro, fattori soprattutto ormonali possono attivare nel tempo nuovi follicoli che fino a quel momento erano "silenti", facendo crescere peli in zone già trattate.

Quanto costa l'epilazione

I prezzi variano molto in base alla zona del corpo trattata, alla tecnologia utilizzata e al centro a cui ci si rivolge. Indicativamente, per zone piccole come inguine, baffetti o ascelle si parte da circa 30-50 euro a seduta, mentre per zone più ampie come gambe, braccia o schiena si sale a 80-100 euro. A questo va moltiplicato il numero di sedute necessarie, che possono andare da 4 a 10 a seconda del tipo di pelo e di pelle.

Nel complesso, l'investimento iniziale è significativo, ma considerando che il risultato è una riduzione stabile e duratura dei peli, per molte persone vale la pena, soprattutto rispetto al costo cumulativo di una vita intera di cerette o rasoi.

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Maria Bosco
Creator
Classe 1993, sono laureata in Matematica e Ingegneria Matematica, con la grande convinzione che sia possibile rendere la matematica divertente e comprensibile. Ex-pallanuotista, amante dello sport, dopo aver lavorato nella consulenza informatica, in piena crisi dei trent’anni sono finita a lavorare in televisione per poi finalmente approdare in Geopop.
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