forno

Cuocere gli alimenti è sicuramente una delle attività più antiche in cui l’umanità si è impegnata. Dalla scoperta del fuoco e i primi rudimentali forni, tra i tantissimi tipi che oggi troviamo in commercio, quello più diffuso nelle nostre cucine è sicuramente il forno elettrico. Utilizzando energia elettrica, gli elementi riscaldanti del forno diventano incandescenti, trasmettendo calore e cuocendo tutto ciò che abbiamo infornato. Ma quali sono le principali tipologie di forno in commercio?  E come sono fatti al loro interno?

Tipologie di forno

Di forni ne esistono davvero tantissimi tipi e si distinguono per il principio fisico responsabile del riscaldamento della cavità. Ci sono i forni a combustione, come quelli a gas o a legna, che utilizzano un combustibile per produrre calore. Il forno a microonde, come suggerisce il nome invece, scalda i cibi utilizzando le microonde. E infine, il forno elettrico, che sfrutta l’elettricità ed è la tipologia più diffusa nelle nostre cucine.

I forni elettrici a loro volta, si suddividono in altre categorie: quelli ventilati, con una ventola in fondo alla cavità, quelli statici che invece ne sono sprovvisti. Quelli a vapore poi, hanno una piccola caldaia incorporata che permette di scaldare l'acqua e aggiungere vapore durante la cottura, per ottenere cibi più soffici. Infine i pirolitici, di ultima generazione: forni autopulenti, che riescono a sciogliere le incrostazioni più dure raggiungendo temperature altissime, più di 400°C!

forno bianco

Com’è fatto un forno elettrico?

Quando giriamo le manopole del forno per accenderlo e settare la temperatura a cui vogliamo cuocere, la prima cosa che succede è che l’energia elettrica va ad alimentare gli elementi riscaldanti del forno, posti in punti strategici: nella parte superiore della cavità, in bella vista, troviamo il grill, mentre in quella inferiore, ben nascosta sotto il fondo, c’è la suola. Se poi il forno è ventilato, una resistenza ad anello circonda la ventola, in modo da mettere in circolo aria calda.

Gli elementi riscaldanti sono delle resistenze, una versione macroscopica di quelle che troviamo all’interno delle lampadine. Le resistenze sfruttano l’effetto Joule, un fenomeno fisico che fa sì che riescano a trasformare l’energia elettrica in calore. A seconda di quali resistenze si accendono, avremo le diverse funzioni del forno, selezionabili con l’altra manopola sul frontalino: per una cottura statica si scalderanno sia il grill che la suola, ma se scegliamo la cottura ventilata invece, si scalderà solo l’anello e si metterà in moto la ventola.

forno serpentina

Come funziona un forno elettrico

La cottura avviene grazie al calore che dagli elementi riscaldanti passa al cibo, e sono ben tre i modi in cui il forno lo fa!
Il primo è grazie alla radiazione: nonostante il nome, non è nulla di pericoloso, ma è il modo principale di cottura nel forno. Le resistenze cominciano ad emanare calore sotto forma di onde elettromagnetiche che viaggiano fintanto che non incontrano un ostacolo, in questo caso la torta, che le assorbe.
Le resistenze, allo stesso tempo, scaldano l’aria dentro al forno: più l’aria diventa calda, più diventa leggera e tende a salire, prendendo il posto di quella più fredda che viene spinta in basso. Si crea quindi un movimento circolare, in cui l’aria calda avvolge continuamente la torta: toccandole la superficie, più fredda, le trasferisce calore per convezione.

Infine, un riconoscimento deve essere dato anche alla teglia su cui appoggiamo gli alimenti. Il metallo di cui è fatta è un ottimo conduttore di calore e scaldandosi più in fretta rispetto alla torta è in grado di trasferirle calore per conduzione– dato che il calore si trasferisce sempre da un corpo più caldo a uno più freddo. A livello microscopico è una festa, dato che il calore “eccita” le molecole della teglia. Il calore è vera e propria energia, per cui le molecole cominciano a vibrare e a muoversi: quelle vicino alla torta riescono ad urtarla e a trasferirle calore.

Conduzione forno

Statico o ventilato?

La famigerata domanda che sorge quando dobbiamo infornare qualcosa… la risposta è che dipende da cosa dobbiamo cuocere! Ogni volta che vogliamo uniformità di cottura, o stiamo infornando più teglie alla volta, sarebbe da preferire una cottura ventilata. La ventola aiuta il ricircolo d’aria calda, che quindi non si concentra solo nella parte alta del forno, ma si uniforma. A volte però, questo movimento d’aria può essere eccessivo per i cibi più delicati come i soufflé o che devono lievitare: in quel caso, niente ventola!

Articolo a cura di
Lucia Mascotelli