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4 Gennaio 2026
13:00

Come funzionano i purificatori d’aria, a cosa servono e quando andrebbero usati in casa o in ufficio

Negli ambienti chiusi si accumulano polveri e allergeni. I purificatori d'aria possono essere di aiuto, soprattutto se gli ambienti sono frequentati da persone con difficoltà respiratorie. Ecco quali sono le principali tipologie e come funzionano.

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Come funzionano i purificatori d’aria, a cosa servono e quando andrebbero usati in casa o in ufficio
purificatori

Gli ambienti chiusi tendono ad accumulare polvere, pollini, composti chimici leggeri, microrganismi e odori più di quanto accada all’aperto, perché la nostra stessa attività quotidiana introduce e intrappola questi contaminanti. Chi soffre di allergie, asma o ha una sensibilità respiratoria particolare può risentire maggiormente di ambienti poco salubri, e in questi casi la riduzione delle particelle tramite l'uso di purificatori d'aria si traduce spesso in un beneficio concreto, tangibile già nel breve periodo. Ma come funzionano questi dispositivi? Dipende dalla tipologia di purificatore, visto che non tutti i sistemi di depurazione sono uguali: alcuni si servono di filtri meccanici, altri ancora sfruttano ionizzatori e generatori di ozono, altri sistemi ancora sfruttano la luce UV germicida o l’impiego di materiali adsorbenti. Vediamo più nel dettaglio il funzionamento di tutti questi sistemi e cerchiamo di capire anche quando i purificatori andrebbero usati negli ambienti domestici o in ufficio.

Cos’è un purificatore d’aria e come funziona

Se guardiamo da vicino cosa succede tra le pareti domestiche, scopriamo che l’aria interna tende ad accumulare contaminanti: esportiamo polveri e pollini da fuori, generiamo continuamente residui di pelle e capelli, cuciniamo, usiamo prodotti chimici e facciamo funzionare impianti di riscaldamento e raffreddamento che rimettono in circolo tutto ciò che si deposita nei condotti. In presenza di umidità elevata, inoltre, muffe e spore trovano un ambiente ideale per proliferare. Senza cadere in pericolosi allarmismi e paranoie varie, questo non significa che le nostre abitazioni siano di per sé spazi pericolosi, ma questa riflessione ci ricorda che, soprattutto per alcune categorie più fragili, anche piccole variazioni nella qualità dell'aria possono migliorare la qualità di vita, o peggiorarla. È qui che nasce la logica dell'utilizzo di un purificatore nei momenti o nei luoghi in cui la concentrazione di allergeni e particolati aumenta. Per capire come funzionano i purificatori d'aria, vi elenchiamo le 5 principali tecnologie con cui questi dispositivi funzionano.

  • Filtri meccanici: costringono l'aria a passare attraverso materiali porosi (come schiuma, fibre sintetiche, cotone o fibra di vetro) che intrappolano le particelle. Quando il materiale è molto denso e la superficie è ampia, come accade nei filtri pieghettati, la capacità di trattenere particelle minute aumenta. I filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air), che rispettano la soglia di penetrazione inferiore allo 0,03% per particelle di 0,3 micrometri, sono uno standard diffuso perché garantiscono prestazioni misurabili. Quelli ULPA (Ultra-Low Penetration Air) sono ancora più selettivi, ma vengono usati soprattutto in contesti industriali. Questi filtri vanno però sostituiti regolarmente e riducono leggermente il flusso d'aria, quindi è necessario considerarne i costi e la manutenzione.
  • Purificatori ionizzanti: sfruttano la cosiddetta scarica effetto corona, un fenomeno in cui la corrente elettrica passa da un conduttore con alto potenziale elettrico verso il fluido neutro che lo circonda e che avviene quando un campo elettrico intenso è in grado di modificare la carica delle particelle nell’aria. Una particella ionizzata tende ad attaccarsi a una piastra di segno opposto o ad aggregarsi con altre particelle, diventando più pesante e depositandosi. Va detto che vari test indipendenti hanno mostrato che la riduzione reale delle particelle sospese è spesso minima. E, sebbene questi sistemi generino piccole quantità di ozono come sottoprodotto, il vero nodo critico sta nei dispositivi progettati proprio per produrre ozono.
  • Generatori di ozono: questi modificano le molecole di ossigeno attraverso scariche elettriche o radiazione UV, trasformandole in ozono, una molecola instabile che reagisce facilmente con altre sostanze presenti nell’aria interna, generando composti secondari. I produttori sostengono spesso che ciò contribuisca a neutralizzare odori o microrganismi, ma studi condotti anche su richiesta dell'EPA (United States Environmental Protection Agency) indicano che l’ozono non ripulisce l’aria interna in modo efficace e che, a concentrazioni relativamente basse, può irritare le vie respiratorie. L’EPA, dopo test su diversi modelli, ha riscontrato livelli di ozono superiori ai limiti consigliati anche seguendo le istruzioni dei produttori, oltre alla formazione di sottoprodotti indesiderati derivati dalle reazioni chimiche con i composti presenti negli ambienti. Per questo l’agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente invita a preferire metodi già consolidati e non include i generatori di ozono tra le soluzioni raccomandate.
  • Purificatori Adsorbenti: i purificatori basati su questa tecnologia sfruttano materiali, come il carbone attivo, che trattengono molecole odorigene o composti volatili sulla loro superficie porosa. L'adsorbimento (da non confondere con l'assorbimento) è il processo di intrappolamento di una sostanza sulla superficie di un'altra sostanza. In questo processo vengono sfruttati pori microscopici del carbone attivo (o di altri materiali adatti) che intrappolano le molecole di passaggio rendendo questo metodo particolarmente utile per neutralizzare odori e fumi (meno utile per la cattura di polvere e pollini).
  • Lampade UV: i dispositivi che le integrano sono in grado di rendere inattivi virus e batteri esposti alla radiazione.

Quando e perché usare un purificatore d’aria

Veniamo, ora, alla domanda delle domande. Quando è consigliabile usare un purificatore d'aria? Sicuramente in tutti quei casi in cui in casa o in ufficio c'è qualcuno che soffre di allergie, asma o altre difficoltà respiratorie. Jill Heins, direttrice senior dell'American Lung Association, infatti dice che in realtà, in presenza di un indice di qualità dell'aria di 150 o superiore «tutti dovrebbero prendere in considerazione l'uso di un purificatore d'aria».

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