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Durante l’ultima Era glaciale, iniziata 110.000 anni fa, le temperature in Europa scesero fino a raggiungere i 9-11 °C. L’Homo sapiens sopravvisse vivendo in caverne, dove si scaldava con il fuoco, ma anche costruendo rifugi con ossa di mammut, cacciando animali giganti e nutrendosi di vegetali. Le comunità svilupparono riti complessi, culto dei morti e forme d’arte, furono poi le migrazioni verso sud che permisero loro di adattarsi al clima, preparando l’uomo alla grande rivoluzione dell’agricoltura.
Cos'è un'Era glaciale
Quando parliamo di “era glaciale” non ci riferiamo a un singolo evento, ma a periodi lunghissimi in cui la Terra ha visto un drastico abbassamento delle temperature. Questo ha portato a enormi cambiamenti geologici e ha avuto un impatto diretto sulla vita sul Pianeta. Gli studiosi hanno individuato otto grandi periodi glaciali, di cui quattro principali nel Pleistocene (tra 2 milioni e 10 mila anni fa). L’ultima è la Glaciazione di Würm, iniziata circa 110 mila anni fa: il momento più freddo si ebbe tra i 25 e i 19 mila anni fa, quando l’Homo sapiens già popolava gran parte della Terra.
In Europa, le temperature medie oscillavano tra i 9 e gli 11 °C. Per sopravvivere, i nostri antenati si rifugiavano nelle rocce, isolavano le caverne con pelli di animali e usavano il fuoco per scaldarsi. Quando il ghiaccio si ritirava, si spostavano verso sud, costruendo capanne con ossa di mammut e trovando nuove strategie di adattamento.
La sopravvivenza dell'Homo sapiens durante l’Era Glaciale
Durante l’ultimo periodo glaciale, l’uomo ha coabitato sulla Terra insieme al ghiaccio, alla neve e ad animali che, oggi, ci sembrano mitologici: mammut, orsi e leoni delle caverne, ma anche lupi, bisonti, ghiottoni – un piccolo orso, oggi estinto – e molti altri tra cui, secondo uno studio, anche la tigre dai denti a sciabola. Tra le impervie condizioni climatiche e la qualità dei predatori con cui convivere, l’Homo Sapiens ha dovuto affinare moltissimo le proprie capacità cognitive e sociali.
La sopravvivenza era basata quindi principalmente sulla caccia di animali terrestri, ma anche pesci come il salmone e frutti di mare. Grazie ai resti di tartaro trovati sui denti – proprio come accadde per le popolazioni dell’Antico Egitto, che infatti usavano degli spazzolini rudimentali – sappiamo che l’Uomo durante la glaciazione si nutriva anche di semi e alimenti vegetali, che però scarseggiavano quando il freddo tornava a coprire la Terra.
Nonostante le difficoltà, l’Homo sapiens sviluppò già allora una vita comunitaria strutturata. Le pitture rupestri ci parlano di rituali legati al soprannaturale e di pratiche funerarie molto raffinate. Un esempio è la sepoltura della “Signora Rossa”, ritrovata in Spagna: ricoperta di ocra e fiori, testimonia un forte rispetto per i defunti e un ruolo importante nella comunità. Le sepolture mostrano nuclei familiari completi (uomini, donne, bambini), segno che la famiglia era già un’unità centrale. Alcuni indizi fanno pensare che i rituali fossero accompagnati da danza e musica, coinvolgendo l’intera tribù.
La migrazione durante l'Era glaciale
I reperti genetici della “Signora Rossa” mostrano legami con popolazioni molto più a nord, in Belgio: la prova che gli uomini dell’era glaciale si spostavano per adattarsi ai cambiamenti climatici. Uno studio sui denti fossili ha rivelato che le migrazioni furono intense tra 47.000 e 28.000 anni fa, per poi diminuire quando il freddo rese più difficili gli spostamenti. Durante i viaggi, le tribù costruivano tende con ossa giganti e pelli animali, simili ai tepee dei nativi americani. Le donne erano considerate preziosissime per la sopravvivenza delle tribù, tanto che alcune ricerche ipotizzano possibili “scambi” tra gruppi per mantenere la natalità.
L’ultima era glaciale non è stata solo un periodo di gelo e difficoltà: è stata una vera “palestra evolutiva”. Ha spinto l’Homo sapiens a rafforzare la cooperazione, sviluppare nuove tecniche di sopravvivenza e affinare la cultura.
Quando i ghiacci si ritirarono definitivamente, l’umanità era pronta a fare un salto enorme: la nascita dell’agricoltura e la rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre la nostra storia. I nostri antenati, quindi, non solo sono sopravvissuti durante l’ultima era glaciale, ma hanno anche “sfruttato” l’occasione a loro favore, implementando la loro organizzazione, la vita quotidiana, la ritualità e le tecniche di sopravvivenza.