
Il ghiaccio che si accumula sulle pareti del freezer deriva principalmente dall'ingresso di aria umida quando apriamo lo sportello: a contatto con pareti molto fredde, il vapore acqueo può trasformarsi direttamente allo stato solido. Revisioni come quella di Liu e colleghi del 2024 mettono in evidenza come, nei modelli No Frost questo accumulo viene limitato automaticamente, mentre gli altri congelatore richiedono uno sbrinamento manuale. Innanzitutto si mettono al sicuro gli alimenti, per esempio in un altro freezer o in una borsa frigo, facendo particolare attenzione alla carne e al pesce i quali, se esposti per troppo tempo a temperature più basse, potrebbero sviluppare contaminazioni microbiche come la Salmonella. Poi il freezer va spento, scollegato e lasciato aperto, permettendo al calore di sciogliere progressivamente il ghiaccio. Introdurre una pentola con acqua calda all'interno può accelerare il processo, mentre si sconsiglia di usare oggetti appuntiti per staccare direttamente la brina.
Perché si forma il ghiaccio nel freezer
Come succede per il frigo, anche nel freezer possono formarsi strati di ghiaccio lungo le pareti interne. Questo accade soprattutto perché, ogni volta che apriamo lo sportello, una certa quantità di aria esterna, più calda e contenente vapore acqueo, entra nel congelatore. A contatto con le pareti fredde, questo vapore abbassa talmente tanto la propria temperatura fino a trasformarsi in cristalli di ghiaccio, senza passare dallo stato liquido intermedio: un processo chiamato brinamento. È sostanzialmente lo stesso fenomeno che, in meteorologia, porta alla formazione della brina sul terreno, sull'erba o sugli oggetti esposti all'aria durante le notti particolarmente fredde. Per quanto riguarda l'eliminazione del ghiaccio dalle pareti del freezer, basta aggiungere una s privativa davanti al nome del fenomeno: ecco che allora si parla di sbrinamento del freezer.
Lo sbrinamento del freezer: i passaggi veloci e cosa evitare
Nei moderni freezer No Frost, questo lavoro viene svolto automaticamente: un sistema di ventilazione a cicli periodici di sbrinamento limita l'accumulo di ghiaccio sulle superfici. Se invece il nostro congelatore richiede lo sbrinamento manuale, è bene seguire dei passaggi precisi:
- Preparazione: bisogna innanzitutto svuotarlo, poi spegnerlo e scollegarlo dalla corrente.
- Scongelamento: sistemiamo asciugamani o recipienti per raccogliere l'acqua e a questo punto, lasciando lo sportello aperto, possiamo lasciar fare tutto alla fisica. Il principio fisico è piuttosto semplice: una volta interrotta la refrigerazione, il ghiaccio assorbe calore dall'ambiente fino a raggiungere il punto di fusione. Da quel momento, l'energia assorbita viene usata per rompere i legami che tengono insieme la struttura solida e trasformarlo in acqua. Il classico "rimedio della nonna" del recipiente con acqua calda inserito nel congelatore può aiutare ad aumentare il vapore acqueo interno, permettendo al ghiaccio di fondersi più velocemente.
- Staccare i pezzi: quando il ghiaccio si è ammorbidito, possiamo aiutarne il distacco con una spatola di plastica.
- Passaggi finali: terminato lo sbrinamento, basta raccogliere l'acqua residua e gli eventuali pezzi di ghiaccio, pulire e asciugare accuratamente l'interno e riaccendere il freezer, seguendo comunque sempre le indicazioni specifiche per il proprio modello.

Ci sono però delle cose a cui fare attenzione e metodi da evitare per preservare il congelatore:
- Se usate il "rimedio della nonna", bisogna fare attenzione che il recipiente non sia bollente e usare per sicurezza un sotto-pentola, per evitare che la superficie troppo calda vada a danneggiare gli interni.
- Nel raschiare via i pezzi più grandi, non è una buona idea "forzare" il ghiaccio a staccarsi subito tramite cacciaviti, coltelli o altri oggetti appuntiti: oltre al rischio di farsi male, si possono perforare o danneggiare le pareti e i componenti del congelatore.
Fare attenzione ai cibi che togliamo dal congelatore
Il punto più delicato dello sbrinamento, però, non riguarda tanto il freezer quanto quello che c'è dentro. Gli alimenti vanno trasferiti rapidamente in un altro congelatore, frigorifero o borse frigo. Il congelamento, infatti, non sterilizza il cibo: una volta che questo torna a basse temperature, molti microrganismi possono tornare a moltiplicarsi. Secondo le indicazioni dell'United Stated Department of Agricolture (USDA), un alimento non dovrebbe essere ricongelato se è stato tenuto per più di due ore in frigorifero o per un'ora a temperature superiori a 32°C. Sempre secondo l'USDA, bisogna fare particolarmente attenzione agli alimenti deperibili, come carne rossa, pesce o pollame: se rimangono a temperature superiori a 4°C per più di due ore, le condizioni possono favorire la proliferazione di microrganismi patogeni, tra i quali batteri come Salmonella o alcuni ceppi di Escherichia coli. Annusarlo, guardarlo o assaggiarne un pezzetto non permette di stabilire se un alimento sia sicuro o meno: se è contaminato può infatti non presentare alterazioni evidenti.
Per evitare il problema alla radice, quindi, conviene organizzare lo sbrinamento quando il freezer contiene pochi alimenti e trasferirli rapidamente in un posto sufficientemente freddo. E una volta rimesso tutto in funzione, c'è un piccolo comportamento quotidiano che può rallentare la formazione di nuova brina: non tenere lo sportello aperto più del necessario. Ogni nuova apertura permette infatti uno scambio di aria con l'ambiente e quindi l'ingresso di nuova umidità. Una parte di quell'acqua, una volta entrata nel freezer sotto forma di vapore, potrebbe essere proprio il ghiaccio che ci ritroveremo a togliere dalle pareti qualche mese dopo.