
Uno stereogramma è la combinazione di due immagini bidimensionali che, se guardate nel modo giusto, ci appaiono tridimensionali, magari rivelando un’immagine nascosta con particolari applicazioni pratiche.
Il loro funzionamento si ispira al modo in cui il nostro cervello determina la profondità di una scena combinando l'immagine recepita dall'occhio destro con quella recepita dall'occhio sinistro, che sono una leggermente diversa dall'altra. Un particolare tipo di stereogramma è l'autostereogramma che è composto da una sola immagine apparentemente indecifrabile ma che, a chi riesce a visualizzarlo, rivela un'immagine tridimensionale.
Per capire come funziona uno stereogramma possiamo provare a guardare un oggetto chiudendo prima un occhio e poi l'altro. L'oggetto sembrerà spostarsi da destra a sinistra e viceversa, questo perché i due occhi non si trovano esattamente nella stessa posizione ed offrono due visuali diverse: il nostro cervello elabora le due immagini e riesce a determinare la profondità della scena che vedremo come una sola immagine 3D. Questo fenomeno si descrive con il termine visione stereoscopica e venne studiato negli anni 30 del XIX secolo secolo dall’inventore inglese Charles Wheatstone.

L’idea degli stereogrammi è proprio questa: mettere insieme due immagini piane leggermente diverse in modo che il nostro cervello possa fonderle in un'immagine tridimensionale. Questa capacità di far saltare fuori un'immagine 3D da due immagini 2D può avere delle applicazioni pratiche, ad esempio durante la seconda guerra si usava per per scovare dispositivi militari mimetizzati che, combinando 2 fotografie aeree scattate da angolazioni leggermente diverse, si rivelavano in 3D agli occhi dell'osservatore. Analogamente i ricercatori della NASA possono visualizzare in 3D la superficie di Marte grazie ad immagini scattate dai rover che esplorano il pianeta.
Per visualizzare uno stereogramma ad occhio nudo bisogna
guardare l’immagine come se volessimo mettere a fuoco un punto fuori dall'immagine (più lontano o più vicino a seconda di come è fatto lo stereogramma), ma mantenendo l'attenzione sull’immagine.

In alcuni casi, come quello dell'immagine sopra, gli stereogrammi presentano 2 pallini guida che aiutano a mettere a fuoco nella maniera giusta, in questo caso possiamo procedere così:
- ci si concentra sui pallini bianchi, e si mettono fuori fuoco fino a farli diventare 4
- si continua a sfuocare finche i due pallini centrali non si fondono perfettamente cos' che restano solo 3 pallini
- Senza perdere il fuoco sui 3 pallini si da un’occhiata alle immagini sotto che sono diventate 3: quella centrale risulterà tridimensionale.
La tecnica che abbiamo appena descritto è la stessa che si usa anche per gli autostereogrammi, anche in assenza di pallini guida. Proviamo ad applicarla con uno semplice del tipo a carta da parati come quello dell’immagine sotto dove si vedono 3 serie di oggetti ripetute, come la fantasia di una carta da parati che si ripete.

In questo caso, se riusciamo a fissare la situazione abbastanza a lungo in maniera che le 7 figure di ogni tipo siano ben nitide, vedremo che pesci, meduse e squali appaiono su piani diversi: gli squali sono più vicini a noi, i pesci più lontani e le meduse stanno nel mezzo. L’effetto può essere evidenziato ulteriormente muovendo leggermente la testa a destra e sinistra. Se guardiamo con attenzione l'immagine ci accorgiamo che le meduse sono un po’ ravvicinate tra loro e gli squali sono ancora più vicini tra loro: con questo trucco possiamo creare autostereogrammi a piacere simili a questo.

Ma come si fa a visualizzare uno stereogramma più complesso come quello dell'immagine sopra? Anche questa immagine risulta in qualche modo ripetitiva, un po' come le meduse di prima: la tecnica per visualizzarlo sarà allora la stessa e si potrà mettere in atto sia sdoppiando e fondendo i pallini guida, che (in loro assenza) sdoppiando e fondendo due parti ripetute vicine tra loro (come avevamo fatto con le meduse).

A parole sembra facile, ma non tutti riescono a visualizzare gli autostereogrammi, per questo abbiamo schematizzato (vedi immagine sopra) le fasi che si attraversano durante la visualizzazione: in questo modo è possibile sapere cosa aspettarsi di vedere mentre si cerca di visualizzare un autostereogramma, come descritto nel video sotto.