
Negli ultimi giorni diverse località alpine sono state interessate da valanghe, che in alcuni casi hanno travolto anche delle persone: mentre a Livigno una valanga si è staccata all'altezza del Carosello 3000 travolgendo uno snowboarder, a Courmayeur un blocco di neve si è staccato dal versante del Monte Bianco scendendo fino a un comprensorio sciistico dove si trovavano diversi sportivi. Guardando fuori dall'Italia, in California una valanga ha travolto un gruppo di 16 sciatori, con 10 di loro ancora dispersi nella Sierra Nevada.
Come riportato dai bollettini dell'AINEVA (l'Associazione Interregionale che produce i bollettini relativi a neve e valanghe), al momento su gran parte della catena montuosa il rischio di valanghe è classificato come forte, con un grado di pericolo 4 – in una scala che va da 1 a 5. L'Associazione ha infatti avvisato che «con le nevicate e il vento a tratti tempestoso proveniente da Nord-ovest, negli ultimi tre giorni si sono formati nuovi accumuli di neve ventata»: il problema è che questi accumuli instabili possono facilmente «subire un distacco già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali».
Prima di intraprendere un'escursione in montagna, è bene sapere come comportarsi, cosa è meglio evitare e soprattutto come agire in sicurezza in caso di valanga: la prevenzione migliore, infatti, è la conoscenza del territorio e dei rischi che si corrono.
Cosa fare prima di iniziare un'escursione in montagna: prevenzione e sicurezza
Prima di organizzare un'escursione in montagna, è necessario sapere bene come comportarsi: la prevenzione nel caso di valanghe consiste innanzitutto nel conoscere quali sono le aree più soggette a questo tipo di fenomeni. In questo caso, è possibile consultare i bollettini dell'AINEVA, che classifica giorno per giorno il rischio di slavine nelle diverse zone montuose: la scala di pericolo va da 1 (pericolo debole, valanghe rare e di piccole dimensioni) a 5 (molto forte, previste valanghe spontanee di grandi dimensioni che possono minacciare anche le zone antropizzate).
Come la stessa Associazione evidenzia, la maggior parte degli incidenti si verifica con un grado di pericolo 3 (marcato), perché si sottovaluta il rischio di valanghe. Se il primo suggerimento resta quello di consultare i bollettini neve, le altre linee guida fornite dalla Protezione Civile comprendono:
- Non rimanere mai da soli: affinché sia reso possibile l’autosoccorso, è essenziale che almeno uno dei componenti della comitiva non venga travolto dalla valanga.
- Rispettare la segnaletica e le indicazioni presenti sulle piste, soprattutto quelle riguardanti le discese fuori pista.
- Evitare di passare attraverso versanti a forte pendenza e a notevole innevamento, specialmente nelle ore più calde, o di intraprendere sentieri sconosciuti.
- Evitare l’attraversamento di zone sospette come pendii aperti, canaloni, zone sottovento, muovendosi invece in punti più sicuri del terreno, come rocce e tratti pianeggianti.
- Comunicare sempre a familiari o amici il luogo in cui ci si reca.
- In caso di nevicate intense, individuare un percorso sicuro per raggiungere un riparo.
- Durante le uscite in alta montagna, la Protezione Civile suggerisce inoltre di portare con sé l'apparecchio ARTVA: si tratta di un trasmettitore sempre attivo che segnala la presenza sotto neve e valanghe e che si rivela fondamentale in caso di perdita di coscienza.
Come comportarsi in caso di valanga
Una volta capito come preparare un'escursione in montagna, come ci si deve comportare se una valanga travolge noi o qualcuno del nostro gruppo? Le valanghe non sono altro che una perdita improvvisa di stabilità della neve presente su di un pendio, con il successivo scivolamento verso valle di quella porzione di manto nevoso. Le slavine, però, avvengono quasi sempre negli stessi luoghi, ovvero nelle aree di alta montagna con terreni rocciosi nudi, tra i 2.000 e i 3.000 metri prive per lo più di copertura vegetale.
In caso di valanga, quindi, è necessario:
- Ricordare che durante una slavina la neve tende ad accumularsi nella zona centrale e quindi potrebbe essere più facile trovare una via di fuga laterale.
- Cercare di mantenere uno spazio libero davanti al petto, provando a creare un “imbuto” davanti alla bocca e al naso.
- Muovere braccia e gambe, come se si stesse nuotando, per cercare di avvicinarsi al margine della valanga e di rimanere in superficie.
- Se si dispone di uno zaino airbag, bisogna aprirlo non appena ci si rende conto del pericolo di una valanga.
- Se si è testimoni di una valanga, è fondamentale chiamare il prima possibile il soccorso alpino, digitando il 112, numero unico per le emergenze, fornendo il proprio nome e cognome, il numero telefonico e la propria posizione se si dispone di un localizzatore o di un GPS.
Come per tutte le emergenze, anche in questo caso è essenziale agire il prima possibile: questo perché quando una persona resta intrappolata in una valanga, la neve copre la bocca e il naso, impedendogli di respirare. Al tempo stesso, la massa di neve potrebbe impedire di muoversi, portando anche rapidamente all’ipotermia e al congelamento.