delfini putin

La Russia di Vladimir Putin pare stia schierando in Crimea dei "soldati" piuttosto insoliti: i delfini da guerra.
Grazie all'analisi di immagini satellitari, l'Istituto navale degli Stati Uniti (Usni) ha individuato due strutture nel porto di Sebastopoli che sembrerebbero essere dei recinti per delfini. Questi cetacei sarebbero impiegati dalla marina russa per tracciare le potenziali minacce sottomarine che potrebbero colpire le navi russe ancorate nella baia.

"Delfini da guerra" schierati nel Mar Nero

Sebastopoli è la base navale più importante della Marina russa nel Mar Nero, situata sulla costa sud-occidentale della penisola della Crimea.
Durante la Guerra Fredda la Marina sovietica sviluppò diversi programmi che coinvolsero mammiferi marini, tra i quali l'addestramento dei delfini militari proprio nel Mar Nero. Da allora la sede di questo progetto si trova a Kazachya Bukhta (vicino a Sebastopoli) ma, con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, l'unità passò all'esercito ucraino. Fu poi con la successiva annessione russa della Crimea avvenuta nel 2014 che questa passò nuovamente sotto il controllo della Marina russa, che riprese e ampliò i programmi sui cetacei rendendoli nuovamente operativi.

I delfini potrebbero essere addestrati per svolgere operazioni contro i subacquei nemici, impedendo alle forze speciali ucraine di infiltrarsi nel porto per sabotare le navi da guerra russe. Questi animali, ben più grandi, veloci e agili dei subacquei "umani" aiutano il personale di sicurezza a rilevare e catturare i soggetti non autorizzati ad entrare nell'area. Come sviluppato in altri programmi militari americani, una delle possibili dinamiche sfruttate potrebbe essere questa:

  1. I delfini rilevano l'intruso e rientrano alla base per segnalarlo, facendo suonare un campanello;
  2. Un responsabile posiziona una boa di segnalazione sul muso del delfino, che torna indietro verso l'estraneo;
  3. Il delfino applica la boa di segnalazione al nemico, marcandolo. La boa risale e galleggia in superficie facendo lampeggiare una luce stroboscopica per contrassegnarne la posizione;
  4. Arrivo della squadra di sicurezza.

Non sappiamo con certezza se anche i delfini russi siano addestrati a riprodurre questo schema, né tantomeno se siano effettivamente armati. Si ipotizza che possano esistere veri e propri programmi in cui vengono applicati sugli animali armi e oggetti atti ad offendere come siringhe ipodermiche cariche di anidride carbonica pressurizzata capaci di uccidere i nemici. L'esperto di cetacei Doug Cartlidge, che ha visitato la base di Sebastopoli, ha dichiarato che alcuni delfini erano stati addestrati ad attaccare i nuotatori grazie ad una speciale imbracatura dotata di un ago cavo collegato ad una bombola di CO2 da 2000 psi.

nave delfini

Diverse testate giornalistiche riportano la possibilità che i militari russi abbiano sviluppato un sistema tale da acquisire e convertire presso la stazione di controllo il segnale eco dei delfini. Questi mammiferi, infatti, sono in grado di sfruttare i suoni emessi e di ritorno come un sonar captando lo spazio che li circonda grazie ad un metodo che chiamiamo ecolocalizzazione – lo stesso che usano anche balene e pipistrelli. Non sono ben chiare però le dinamiche e le tecnologie che possano effettivamente sfruttare questa tecnica e se sia veramente fattibile.

Ad ogni modo, applicare questi metodi a scopo militare garantirebbe a Mosca il recupero e il tracciamento in tempo reale di mine presenti sul fondale, nemici e altri oggetti subacquei in movimento, riducendo i casi di sabotaggio. I due delfini militari avvistati potrebbero essere stati addestrati inizialmente dagli ucraini ma poi finiti in mano russa nel 2014, che ne ha poi reclutati altri cinque.

Altri animali soldato

Già in passato alcune grandi potenze mondiali tra cui Russia e USA hanno utilizzato gli animali a proprio vantaggio per scopi militari, il che non è propriamente una novità. Non solo delfini quindi, ma anche leoni marini, beluga, orsi, cani, topi marsupiali e piccioni viaggiatori.
Tra gli animali più celebri ricordiamo il beluga-spia di proprietà di San Pietroburgo chiamato Hvladimir, rintracciato nel 2019 a largo della costa norvegese e il pastore belga che stanò il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi, l'agente speciale K-9.

agente k-9
Articolo a cura di
Nicole Pillepich