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31 Dicembre 2022
7:30

Cosa sono e come funzionano le comunità energetiche?

Collaborare e produrre energia con fonti rinnovabili. Le comunità energetiche aiutano lo sviluppo sostenibile massimizzando il risparmio. Eccone i pro e contro.

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Cosa sono e come funzionano le comunità energetiche?
comunità energetiche

Avete mai sentito parlare di comunità energetiche? Si tratta di un gruppo di soggetti che si organizza e collabora per produrre energia con fonti rinnovabili e a prezzi più accessibili: in sostanza un consumo energetico a "chilometro zero". Vediamo insieme cosa sono, come funzionano e quali vantaggi offrono.

Origini delle comunità energetiche

Una comunità energetica è costituita da un gruppo di persone che collaborano alla produzione di energia tramite l'impiego di fonti rinnovabili. Essere una comunità energetica è come appartenere ad una cooperativa che si fonda sul concetto di autoconsumo e "scambio locale" di energia. Queste realtà sono state recentemente regolate con apposite normative. Ma in cosa consiste questo autoconsumo?
Sostanzialmente, gli utenti che aderiscono alla comunità energetica, cercano di essere il più possibile autosufficienti diminuendo la dipendenza dal sistema elettrico nazionale.

comunità energetica drone

Tutto ciò incide su un altro fattore molto importante: il risparmio. In termini anglosassoni, gli utenti diventano prosumers, ossia produttori (producers) e consumatori (consumers) consumando corrente a chilometro zero.

Chi fa parte delle comunità energetiche?

Tutti noi possiamo essere parte di una comunità energetica e, questa partecipazione, può avvenire in dioversi modi:

  • come singoli cittadini – producendo autonomamente ciò che consumiamo tramite fonti rinnovabili;
  • come collettività – usando impianti rinnovabili (non necessariamente di nostra proprietà) installati a beneficio di tutti; un esempio può essere il tetto del palazzo di un condominio;
  • come comunità – usando e condividendo quanto prodotto da impianti pubblici di fonti rinnovabili situati in prossimità delle abitazioni.

Quante forme di comunità energetiche esistono?

Sostanzialmente due sono le forme di collaborazione come comunità:

  • le cosiddette comunità energetiche rinnovabili (cosiddette C.E.R.);
  • le cosiddette comunità dei cittadini (cosiddette C.E.C.).

La differenza tra le due è che le C.E.R. sono gruppi di cittadini che beneficiano dell’energia prodotta da impianti rinnovabili situati in prossimità della loro abitazione. Ad esempio, i pannelli fotovoltaici di una scuola, potrebbero fornire corrente alle abitazioni vicine. Al contrario, le C.E.C. possono attuare solo politiche di gestione dell’elettricità non necessariamente prodotte con fonti rinnovabili.

comunità energetica tipi

Come funzionano le comunità energetiche?

Solitamente consideriamo la rete elettrica come una linea che congiunge i produttori con i consumatori: l’energia prodotta dalle centrali arriva alle case, alle città, alle industrie. Tuttavia, grazie a nuovi modelli di gestione della rete e all’adozione di nuove tecnologie, è possibile “orientare” i flussi energetici. In sostanza si adotta un modello simile al vigile urbano che dirige il traffico nelle strade cittadine, dirottandolo per evitare congestioni. Partendo da questo concetto, analizziamo quindi gli aspetti fondamentali che costituiscono una comunità energetica:

  • un complesso di impianti che forma la Generazione Distribuita;
  • gli impianti di accumulo;
  • la microrete;
  • la rete intelligente o smart grid.

Generazione distribuita

Il supporto proveniente da fonti rinnovabili (pubbliche o private) affianca la distribuzione di energia proveniente dalla rete elettrica nazionale. Gli impianti rinnovabili vengono connessi tra loro e confluiscono nella microrete.

Gli impianti di accumulo

Sostanzialmente sono delle batterie, degli accumulatori. Sebbene non siano determinanti per la costituzione della comunità energetica, aiutano nella gestione dell'energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Queste, infatti, hanno lo svantaggio di non essere costanti nel tempo (pensiamo a un pannello solare in ore notturne). Come per le automobili, l’energia viene immagazzinata nei momenti di massima produzione per poi  essere usata all’occorrenza. In questo modo si ha una sorta di “tira e molla” tra produzione, stoccaggio e consumo.

La microrete

Il concetto di microrete è la base di partenza su cui si fonda la comunità energetica: rappresenta una parte della rete elettrica nella quale confluiscono i contributi degli impianti rinnovabili. A questa saranno quindi collegate le utenze degli aderenti alla comunità energetica.

Vediamola quindi così:

Microrete = Generazione distribuita + Accumulo.

https://www.istockphoto.com/it/foto/solar-panel-community-ad-austin-texas-gm1173165996-325740385?phrase=comunit%C3%A0%20energetiche

Le reti smart

Come molti sistemi per la gestione della nostra casa, ciò che permette di renderli intelligenti o smart è la capacità di fornirci costantemente informazioni per poter interagire con loro.
Quindi arriveremo a dialogare con il nostro contatore della luce? Quasi.
In realtà, per permettere al “vigile” di orientare più corrente laddove serva, occorre fargli sapere quanta ne serve. Tramite dei sensori chiamati “energy box” installati presso i contatori degli utenti, il sistema di gestione energetica può conoscere la domanda di corrente verificando quanta di questa è disponibile in un dato momento, incentivando i consumatori a sfruttare le occasioni di massima produzione.

Eccoci giunti finalmente all’evoluzione della nostra rete: la smart grid.

Smart grid = Microrete + Sensori

smartgrid

Pro e contro delle comunità energetiche

Perché dovremmo aderire ad una comunità energetica? Ottimizzare la produzione di energia ha indubbiamente molti vantaggi. Primo tra tutti quello ambientale: adottando un modello comunitario, contribuiamo alla diminuzione della nostra dipendenza dalle fonti fossili più inquinanti. Esiste inoltre un doppio beneficio per chi produce e per chi consuma: i produttori possono usufruire di incentivi, mentre gli utenti possono ottenere sgravi fiscali per opere di efficentamento energetico delle abitazioni. L'energia infatti è un bene prezioso e avere un impianto efficiente aumenta il risparmio!

Non dimentichiamo infine che riuscire a risparmiare sui costi dell’energia aiuta a ridurre o a mitigare situazioni di disagio energetico, dando una mano a chi vive in condizioni difficili a causa dei costi elevati dell’energia.

Per contro, quando consideriamo l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, dobbiamo necessariamente mettere in conto che, essendo legate a fattori naturali (in particolare sole e vento), potrebbero avere una produzione discontinua. Nei casi di reti prive di accumulatori, questo aspetto potrebbe ridurre i margini di risparmio poiché si dovrà necessariamente ricorrere al sistema elettrico nazionale in caso di produzione insufficiente.  Va infine considerato che, per poter beneficiare appieno dei vantaggi delle comunità energetiche, occorre adottare comportamenti responsabili e agire con buon senso per poter minimizzare gli sprechi.

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