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26 Settembre 2026
18:30

Da Marsiglia a Barcellona: il maxi-progetto di un corridoio per l’idrogeno verde

Una infrastruttura lunga più di 400km, in grado di trasportare idrogeno verde e di abbattere le emissioni di Co2 nell'ordine di 20 milioni di tonnellate l'anno. Vediamo, da vicino, l'H2Med!

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Da Marsiglia a Barcellona: il maxi-progetto di un corridoio per l’idrogeno verde
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Il corridoio di idrogeno verde tra Marsiglia e Barcellona.

Denominato inizialmente BarMar e inserito nel quadro del più ampio progetto europeo H2Med, il corridoio dell'idrogeno verde Marsiglia-Barcellona consiste in un idrogenodotto sottomarino concepito per l'esportazione di energia pulita dalla Penisola iberica al territorio francese ed europeo. Si tratta di un'infrastruttura strategica destinata a cambiare il volto del mercato energetico continentale. Parliamo di un condotto di trasporto che si estenderà per oltre 400 km, affrontando sfide ingegneristiche notevoli e raggiungendo profondità sottomarine impressionanti nel Mediterraneo.

Il progetto H2Med per l’energia pulita e l’infrastruttura sottomarina

L'H2Med (precedentemente noto come BarMar) è, ad oggi, senza dubbio uno dei più particolari e ambiziosi progetti di ingegneria infrastrutturale energetica d'Europa, pensato al fine di  trasportare idrogeno verde gassoso dalla penisola iberica al cuore del continente. Dal punto di vista ingegneristico ed infrastrutturale, il cuore pulsante dell'intero progetto è la tratta offshore che collegherà Barcellona (Spagna) a Marsiglia (Francia).

Per quanto riguarda le dimensioni del progetto, i numeri sono davvero enormi. La pipeline offshore, infatti, andrà a corprire  una distanza di circa 450 chilometri, raggiungendo profondità marine davvero notevoli nel bacino del Mar Mediterraneo che supereranno i 2.000 metri nella fossa del Golfo del Leone.

Dal punto di vista dei materiali impiegati per la realizzazione del progetto, possiamo dire che a differenza dei metanodotti convenzionali, le condotte per l'idrogeno richiedono acciai speciali a costo davvero contenuto  di carbonio e microlegati (tipicamente di grado API 5L X65 o X70) accoppiati a rivestimenti interni polimerici avanzati. Questo è indispensabile per mitigare il fenomeno dell'infragilimento da idrogeno (hydrogen embrittlement), un processo chimico-fisico in cui l'idrogeno atomico penetra nel reticolo cristallino dell'acciaio, riducendone la duttilità e causando fessurazioni  con conseguenze potenzialmente catastrofiche.

Il diametro nominale della condotta ipotizzato ha dimensioni che variano  tra i 28 e i 36 pollici (circa 700-900 mm). Al fine di ottimizzare la densità energetica dell'idrogeno (che ha un'altissima energia specifica per massa ma una bassissima densità volumetrica), il gas verrà compresso a pressioni operative comprese tra i 100 e i 150 bar. La stazione di compressione iniziale a Barcellona richiederà l'installazione di compressori centrifughi o alternativi totalmente di nuova generazione, progettati proprio per le proprietà termodinamiche dell'idrogeno (basso peso molecolare e alto calore specifico).

L’impatto economico del corridoio di idrogeno verde

L'analisi dei costi e benefici dell'H2Med si fonda sulla sua capacità di ridefinire il mercato energetico europeo, con un investimento stimato per la sola tratta BarMar di circa 2,5 miliardi di euro. L'infrastruttura è stata concepita per arrivare a trasportare fino a 2 milioni di tonnellate di idrogeno verde all'anno, che corrisponde a circa il 10% della domanda totale stimata per l'Unione Europea al 2030 all'interno del piano REPowerEU.

Dal punto di vista economico-ingegneristico, il trasporto di energia tramite pipeline di idrogeno su distanze superiori ai 400-500 km presenta una serie di vantaggi economici decisamente superiori rispetto alla trasmissione della stessa quantità di energia sotto forma di elettricità tramite cavi sottomarini in corrente continua ad alta tensione (HVDC), seguita da elettrolisi a destinazione.

L'infrastruttura consentirà alla penisola iberica (grazie all'elevato fattore di capacità dei suoi impianti fotovoltaici ed eolici) di andare a monetizzare il surplus energetico, trasformandosi da "isola energetica" a hub di esportazione verso i distretti industriali fortemente energivori della Francia, della Germania e del Nord Europa, stabilizzando i prezzi del vettore energetico sul mercato spot europeo.

Da Marsiglia a Barcellona: l’impatto ambientale e la CO2

Dal punto di vista della sostenibilità,  l'H2Med rappresenta un vero e proprio pilastro strategico per il raggiungimento della neutralità carbonica. Grazie alla possibilità di trasportare idrogeno prodotto tramite elettrolisi dell'acqua alimentata da fonti rinnovabili, il progetto consentirà di evitare l'emissione di circa 20 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, con la sostituzione dell'idrogeno grigio (prodotto da steam reforming del metano) e i combustibili fossili nei settori industriali hard-to-abate (come le acciaierie e la petrolchimica).

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