
Dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia e fino in Sicilia, in Italia ci sono 13 linee storiche di treni nate a cavallo tra Ottocento e Novecento su cui possiamo ancora oggi viaggiare per ammirare panorami mozzafiato: prima dismesse, sono state recuperate grazie al progetto “Binari senza tempo”, avviato nel 2014 da Fondazione FS Italiane. Queste linee ferroviarie attraversano la provincia italiana come linee turistiche e attraversano molte regioni per un totale di 1000 km.
Cosa sono i treni storici e i “Binari senza tempo”
Quando parliamo di "treni storici" intendiamo convogli composti da rotabili d'epoca (locomotive a vapore, elettriche o diesel, e carrozze degli anni '20-'50 come le celebri "Centoporte" e le "Corbellini") perfettamente restaurati e rimessi in circolazione. Non si tratta di repliche, ma degli stessi mezzi che decenni fa trasportavano passeggeri e merci, oggi riportati in vita.
L’idea, avviata da Fondazione FS Italiane (fondata da Ferrovie dello Stato, RFI e Trenitalia nel 2013) e portata avanti da FS Treni Turistici Italiani, che si occupa materialmente di mettere in viaggio i convogli, è stata di recuperare le linee ferroviarie "sospese", non più utili al trasporto regolare, perché poco frequentate o poco redditizie, e trasformarle in ferrovie turistiche.
Nel 2017 il Parlamento ha approvato all'unanimità la Legge 128 del 9 agosto 2017 (poi modificata nel 2019), che per la prima volta riconosce e tutela in Italia l'istituto della "ferrovia turistica", individuando 18 linee di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico da salvaguardare. Oggi il progetto conta 13 tratte recuperate per quasi 1.000 chilometri complessivi. Tra il 2014 e il 2018 i treni d'epoca hanno trasportato circa 275mila persone, e nel solo 2018 se ne contavano 80mila con oltre 400 "eventi treno" organizzati in un anno.
Gli oltre 400 rotabili storici (di cui circa la metà funzionanti) sono custoditi dalla Fondazione in tutta Italia, insieme ad archivi, biblioteche ferroviarie, e due musei: quello di Pietrarsa, vicino Napoli, e quello di Trieste Campo Marzio, un'ex stazione austro-ungarica.

Le 13 tratte recuperate dal 2014 a oggi
La ferrovia dei Parchi
Si estende per 128,7 km tra Abruzzo e Molise, da Sulmona a Isernia, toccando 19 tappe intermedie (Sulmona-Introdacqua; Vallelarga; Pettorano sul Gizio; Cansano; Campo di Giove; Campo di Giove Majella; Palena; Rivisondoli-Pescocostanzo; Roccaraso; Alfedena-Scontrone; Castel di Sangro; San Pietro; Avellana-Capracotta; Villa San Michele; Vastogirardi; Carovilli-Roccasicura; Pescolanciano-Chiauci; Sessano del Molise; Carpinone), è una delle più famose, ma le linee operative sono a oggi 13, in ordine di attivazione:
La ferrovia del Sebino
In Lombardia, si estende per appena 10 chilometri lungo il Lago d'Iseo, da Palazzolo sull'Oglio a Paratico-Sarnico, e vanta 150 anni di storia: la linea fu costruita infatti tra il 1874 e il 1876 per servire le attività siderurgiche del lago. Riaperta nel 2014, dal 2026 ospita le prime carrozze panoramiche, ricavate da tre vecchi carri merci rigenerati. Il biglietto costa 7,50 per gli adulti ed è scontato al 50% per i ragazzi dai 4 ai 12 anni.
La ferrovia della Val d'Orcia
Con il Treno Natura a vapore, collega Asciano e Monte Antico in Toscana, attraversando le colline senesi patrimonio UNESCO per 51,2 km. Costruita tra il 1865 e il 1872, dismessa temporaneamente dal 1994, è anch'essa tra le prime tratte riattivate nel 2014.
La ferrovia dei Templi
Collega le stazioni di Agrigento Bassa e Porto Empedocle Succursale in Sicilia in una tratta di appena 12 km e permette di accedere alla Valle dei templi, dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
La ferrovia della Valsesia
Attiva dal 2015, collega in un paio d'ore Vignale, in provincia di Novara, e Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, attraverso oltre 50 km di binari, dalla Pianura Padana ai paesaggi montani. Il Treno del Sacro Monte prende il nome dal Sacro Monte di Varallo (la “Nuova Gerusalemme”), il più antico del Piemonte, costruito in varie tappe tra il 1486 e il 1713.
La ferrovia del Tanaro
Anch'essa in Piemonte, lungo 35 km di binari collega dal 2016 Ceva a Ormea, in provincia di Cuneo, attraversando l'Alta Valle del fiume Tanaro. L'itinerario muove a bordo di un treno storico con carrozze anni '30 con partenza anche da Torino Porta Nuova.

La ferrovia dell'Irpinia
119 km da Avellino a Rocchetta, con 18 tappe intermedie, rappresenta la principale linea interna della Campania, costruita per l’attraversamento dell’Appennino. L'Irpinia Express attraversa oggi Campania, Basilicata e Puglia. Dal capoluogo campano prosegue verso nord e la valle del Calore. Seguono viste sui monti Picentini, l'attraversamento del fiume Ofanto, con arrivo finale in Puglia.
La ferrovia del Sannio
Congiunge Benevento, in Campania, con Bosco Redole, in Molise, lungo un itinerario di 66,2 km. Progettata come alternativa alla ferrovia Napoli-Foggia per congiungere il Tirreno all'Adriatico, e parte del più lungo tracciato Benevento-Campobasso, attraversa anche i luoghi di Padre Pio a bordo del Sannio Express.
La ferrovia Pedemontana
Da Sacile a Gemona del Friuli-Venezia Giulia in circa 75 km, riaperta nel dicembre 2017, è altamente panoramica: da un lato la cerchia delle Prealpi friulane con gli imbocchi delle valli del Cellina, del Colvera, del Meduna e dell’Arzino, dall’altro la pianura aperta e luminosa, con campi intensamente coltivati alternati a boschi e greti dei torrenti, lungo la Riserva naturale del Lago di Cornino.
La ferrovia delle Langhe Roero e Monferrato
Il tragitto tutto piemontese si snoda lungo 58 km, muovendo dalla stazione di Alba per arrivare a Castagnole delle Lanze, dove si biforca: da un lato si prosegue verso Asti; dall'altro si raggiunge Nizza-Monferrato, attraversando i paesaggi vitivinicoli di astigiano, albese e Monferrato. Tra i prossimi itinerari disponibili, il Torino-Canelli, in programma le domeniche 1, 8, 15 e 22 novembre 2026: in partenza da Torino Porta Nuova, arriverà a Canelli con fermate a Torino Lingotto, Bra e Alba, si svolgerà a bordo delle carrozze anni 20’ Centoporte, trainate da una locomotiva a vapore.
La ferrovia del Basso Monferrato
Da Asti, si può proseguire verso Chivasso (51 km), alla scoperta del Basso Monferrato. La linea fu costruita dall’impresa svizzera Sutter: questo influenzò il particolare stile architettonico degli edifici di stazione che ancora oggi caratterizza questa infrastruttura ferroviaria. Nel 1994 la linea subì gravi danni a causa dell'alluvione del fiume Po. I lavori di recupero sono cominciati nel 2021, con inaugurazione a ottobre 2022.
La ferrovia Subappennina Italica
31,6 km da Fabriano a Pergola, lungo la Valle del Cesano e le colline marchigiane, nacque per inserirsi nella linea Bologna-Ancona e Roma-Ancona, ma venne relegata al trasporto minerario.
La ferrovia delle Murge
Attraverso l’Alta Murgia barese e parte della Murgia lucana, la linea collega Rocchetta S.Antonio-Lacedonia, in provincia di Foggia, a Gioia del Colle, in provincia di Bari, facendo capolino in Campania e Basilicata.
Gli altri treni
L'Archeotreno Campania congiunge Napoli con le vicine aree archeologiche di Pompei e Paestum, entrambe patrimonio UNESCO. Il percorso del treno storico si snoda lungo il litorale vesuviano, con il Vulcano sulla sinistra e a destra il Golfo di Napoli. Il Pietrarsa Express è invece il treno storico che porta al Museo di Pietrarsa direttamente dal centro di Napoli, a bordo delle carrozze Centoporte, attive dalla fine degli anni Venti e fino agli anni Ottanta, così chiamate per le numerose porte lungo ogni fiancata. Il Reggia Express, invece, collega Napoli alla Reggia di Caserta, su vagoni Centoporte e Corbellini (questi ultimi anni '50).
Ci sono poi gli "itinerari d'autore", un format di viaggi a bordo di treni storici, come la Ferrovia delle Meraviglie: attiva a luglio e agosto, da Torino a Imperia, con un viaggio di 4 ore e mezza che passa per Cuneo, Limone, Tende e Breil Sur Roya, Ventimiglia e Sanremo. A ottobre, per 3 domeniche consecutive, sarà invece attiva la tratta Milano-Alba, con un treno dedicato alla scoperta delle eccellenze gastronomiche delle Langhe, come tartufi e vino: è il programma per le domeniche 11, 18 e 25 ottobre 2026 e passerà da Pavia, Alessandria e Asti. I biglietti si possono acquistare dal sito ufficiale di Trenitalia.