
Un Boeing 777-200ER di British Airways diretto da Londra Heathrow a Chicago O'Hare ha effettuato una rapida discesa d'emergenza scendendo di circa 28.000 piedi in pochi minuti mentre sorvolava l'Irlanda, passando da circa 37.000 piedi a 9.000 piedi. Le maschere dell'ossigeno si sono sganciate in cabina, i piloti hanno dichiarato un'emergenza trasmettendo il codice transponder 7700, e l'aereo è tornato indietro verso Londra, atterrando in sicurezza a Heathrow dopo essere rimasto in volo per alcune ore per consumare carburante e ridurre il peso prima dell'atterraggio. Fortunatamente, tra i passeggeri non risultano feriti.
Le cause non sono ancora state chiarite ma, secondo gli esperti, potrebbe essersi trattato di un problema di pressurizzazione della cabina: ma cosa succede fisicamente a un aereo (e ai suoi occupanti) quando la cabina perde pressurizzazione e quali sono le procedure di sicurezza in questi casi?
Cosa sappiamo sul volo British Airways BA295
Il volo BA295 di British Airways, operato da un Boeing 777-200ER, è decollato dall'aeroporto di Londra Heathrow la mattina del 5 ottobre 2026 con destinazione l'aeroporto Chicago O'Hare. Secondo il tracciamento di Flightradar24, l'aereo è partito intorno alle 11:50 (ora locale) e ha raggiunto una quota di crociera di circa 37.000 piedi (circa 11.300 metri).
Circa un'ora dopo il decollo, mentre sorvolava lo spazio aereo irlandese, il Boeing 777 ha iniziato una discesa molto rapida (ma apparentemente controllata) perdendo circa 28.000 piedi di quota fino a raggiungere i 9.000 piedi in meno di dieci minuti. I piloti hanno trasmesso il codice 7700, il segnale universale per comunicare un'emergenza generale ai controllori del traffico aereo e segnalare che l'aereo ha bisogno di attenzione prioritaria.
In cabina, le maschere dell'ossigeno si sono sganciate automaticamente dai pannelli superiori. Dopo aver raggiunto la quota di sicurezza, l'aereo ha invertito la rotta e ha volato per alcune ore sopra l'Irlanda e il Mare d'Irlanda prima di atterrare. Il motivo di questa attesa è legato al peso: i voli a lungo raggio caricano grandi quantità di carburante e un aereo che torna indietro poco dopo la partenza potrebbe trovarsi al di sopra del peso massimo consentito per l'atterraggio. I piloti hanno quindi volato in cerchio per scaricare il carburante in eccesso prima di poter effettuare l'atterraggio in sicurezza a Heathrow.
In ogni caso, la causa tecnica esatta dell'emergenza non è stata resa nota, ma secondo gli esperti una discesa rapida verso i 10.000 piedi, accompagnata dal codice di emergenza 7700, potrebbe essere associata a un problema di pressurizzazione della cabina.
La procedura di sicurezza quando la cabina perde pressurizzazione
Per capire perché i piloti del volo BA295 hanno deciso di tornare indietro all'aeroporto di Heathrow, bisogna fare un passo indietro: a cosa serve la pressurizzazione e cosa accade quando viene a mancare?
Gli aerei di linea volano abitualmente a quote comprese tra i 30.000 e i 40.000 piedi (circa 9.000-12.000 metri). A queste altitudini, l'aria esterna è troppo rarefatta per consentire la respirazione normale: la pressione atmosferica è così bassa che il corpo umano non riesce ad assorbire abbastanza ossigeno. Per questo motivo, gli aerei commerciali sono generalmente dotati di un sistema di pressurizzazione, che mantiene l'interno della cabina a una pressione equivalente a quella che si troverebbe a un'altitudine molto più bassa rispetto alla quota effettiva di volo.
Come riportato dalla FAA (Federal Aviation Administration, l'Agenzia federale statunitense per l'aviazione), il funzionamento del sistema è piuttosto delineato: l'aria viene normalmente prelevata dai motori dell'aereo, compressa e convogliata nella cabina attraverso il sistema di condizionamento. Una valvola di uscita controllata (chiamata outflow valve) regola la velocità con cui l'aria lascia l'aereo, mantenendo così la pressione interna al livello desiderato. Si tratta di un sistema progettato con più livelli di sicurezza: se l'alimentazione d'aria da un motore si guasta, l'altro motore può compensare. Se entrambi i motori cessano di fornire aria, l'APU (l'unità di potenza ausiliaria) può subentrare.
Ma cosa accade se, per un guasto al sistema o per una perdita, la pressione della cabina non può più essere mantenuta? È qui che entra in gioco la procedura di discesa d'emergenza, quella che molto probabilmente hanno eseguito i piloti del volo BA295.
Secondo le linee guida pubblicate da SKYbrary (la piattaforma di sicurezza aerea gestita da EUROCONTROL in collaborazione con ICAO e la Flight Safety Foundation), la prima azione dell'equipaggio è indossare le maschere a ossigeno. Il motivo è legato a quello che viene definito “tempo di coscienza utile”, ossia il tempo che trascorre tra l'esposizione a un ambiente povero di ossigeno e il momento in cui una persona non è più in grado di agire in modo lucido. Secondo la documentazione aeromedica della FAA, a 35.000 piedi il tempo di coscienza utile è di soli 30-60 secondi. In caso di decompressione rapida, il tempo si dimezza ulteriormente, arrivando a 15-30 secondi. A 43.000 piedi, il tempo scende a 9-12 secondi.
Una volta indossata la maschera, i piloti avviano la discesa d'emergenza. L'obiettivo è portare l'aereo a 10.000 piedi (circa 3.000 metri) o alla quota minima di sicurezza, se questa è più alta a causa del terreno. Questo perché a 10.000 piedi, la pressione atmosferica è generalmente sufficiente per respirare normalmente senza ossigeno supplementare.
Contemporaneamente alla discesa, i piloti dichiarano l'emergenza e informano i controllori del traffico aereo che, come spiega sempre la FAA, coordinano il traffico aereo sottostante per consentire all'aereo di scendere in sicurezza, senza rischio di collisione con altri velivoli.
In cabina, nel frattempo, le maschere a ossigeno si sganciano automaticamente dai pannelli sopra i sedili, che forniscono ossigeno supplementare per un tempo limitato, nella maggior parte degli aerei tra i 12 e i 20 minuti circa. È un tempo che può sembrare breve, ma è più che sufficiente: un aereo che vola a 37.000 piedi può raggiungere i 10.000 piedi in circa sette minuti.