
In queste ore è girato molto il video di un vortice di polvere e sabbia, che gira a tutta velocità alzandosi verso il cielo, avvistato e ripreso da un automobilista domenica 9 agosto nel foggiano, in Puglia, lungo la strada provinciale 76 che porta a Zapponeta, durante questa quarta ondata di calore estiva: si tratta di un dust devil, noto in italiano come diavolo di sabbia o di polvere, un vortice d'aria del tutto naturale, fenomeno meteorologico tipico dei territori desertici e secchi che, a differenza di trombe d'aria e tornado tradizionali, si origina con cielo sereno, senza la presenza di alcuna nube temporalesca. Ma com'è possibile che si generi un mulinello improvviso proprio mentre il meteo è perfettamente sereno?
Cos’è un diavolo di sabbia e come si è formato in Puglia: il riscaldamento del suolo
Come detto, il dust devil o diavolo di sabbia è un fenomeno meteorologico tipico dei territori desertici e secchi, che si verifica anche in assenza di temporali e perturbazioni. Per comprendere cosa sia accaduto in Puglia, ma in generale anche per tutti gli altri eventi, bisogna osservare il meccanismo termodinamico che innesca il fenomeno. A differenza delle classiche trombe d'aria, che nascono sotto la base di imponenti nubi temporalesche a causa di forti correnti d'aria in quota, il diavolo di sabbia si forma rigorosamente dal basso verso l'alto.
Il processo richiede tre ingredienti fondamentali: cieli limpidi, un'intensa radiazione solare e l'assenza di vento generalizzato. Durante le roventi giornate estive, le superfici secche e chiare, come la sabbia asciutta dei litorali pugliesi o i terreni aridi dell'entroterra, assorbono ed emettono un'enorme quantità di calore fornita dal Sole. Questa superficie incandescente scalda lo strato d'aria posizionato subito sopra il terreno, portandolo a temperature decisamente più alte rispetto a quelle dell'aria situata a qualche metro d'altezza.
Come fa il vortice a ruotare?
La marcata differenza di temperatura tra il suolo e la quota crea un forte gradiente termico verticale, ovvero un'importante differenza di temperatura tra il basso e l'alto. Diventando molto più calda e meno densa rispetto all'aria circostante, la sacca d'aria a contatto con la sabbia comincia a salire rapidamente verso l'alto, generando un forte moto convettivo.
Durante questa risalita, piccolissime turbolenze locali o minime deviazioni nella direzione del vento al suolo conferiscono un primo movimento rotatorio alla colonna d'aria. A questo punto interviene il principio fisico di conservazione del momento angolare: man mano che l'aria calda viene risucchiata e concentrata verso il centro, il diametro della struttura si stringe e la velocità di rotazione aumenta nettamente. Il vortice inizia così a sollevare sabbia rendendo la struttura verticale perfettamente visibile a occhio nudo.
Dust Devil e trombe d'aria: le differenze fondamentali
La meteorologia e la climatologia distinguono chiaramente i diavoli di sabbia dalle trombe marine o d'aria. Mentre una tromba d'aria richiede l'instabilità di un cumulonembo e si sviluppa dall'alto verso il basso (dalla nube al suolo), il dust devil ha una vita del tutto autonoma e si genera esclusivamente al suolo per via dell'intenso riscaldamento radiativo.
Inoltre, le dimensioni e la durata differiscono notevolmente. I diavoli di sabbia hanno solitamente un diametro contenuto, compreso tra pochi metri e una decina di metri, ed esauriscono la loro energia in tempi brevi, tra pochi secondi e due o tre minuti. Il vortice si dissolve in modo naturale quando si sposta su una superficie più fredda, come la battigia bagnata o direttamente lo specchio di mare, dove l'interruzione dell'afflusso di aria calda dal basso ne spegne istantaneamente la spinta convettiva.
Velocità dei venti e rischi reali per la sicurezza al suolo
In termini di pericolosità, nella stragrande maggioranza dei casi i diavoli di sabbia sono eventi di debole intensità, con velocità dei venti che oscillano solitamente tra i 30 e i 60 km/h. Tuttavia, negli esemplari più sviluppati le raffiche possono toccare i 70/80 km/h.
In contesti affollati come i lidi e le spiagge libere pugliesi durante il picco delle vacanze estive, il pericolo principale non deriva dalla forza del vento in sé, ma dal sollevamento e dal trascinamento di oggetti leggeri. Ombrelloni non fissati saldamente, gazebo, teli da mare o materassini, se risucchiati dalla rotazione del vortice, possono trasformarsi in piccoli proiettili vaganti e causare lievi ferite o spavento tra i bagnanti prima che il fenomeno cessi del tutto.