
Il ponte di terra conosciuto come Doggerland, che collegava l’Inghilterra alla Germania e alla Danimarca durante l’ultima era glaciale, era ricoperto da foreste quando gran parte dell’emisfero settentrionale era invece occupato dai ghiacci. Un nuovo studio dell’Università di Warwick, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, rivela che queste foreste erano presenti già 16.000 anni fa, alcune migliaia di anni prima che terminasse l’ultima era glaciale, mentre finora si riteneva fossero comparse molto più tardi. Doggerland costituiva un importante rifugio per molti organismi vegetali e animali, compreso l’uomo, e alcuni suoi territori sopravvissero fino a 7000 anni fa, prima di essere sommersi dal Mare del Nord.
Il nuovo studio sul ponte di terra Doggerland nel Mare del Nord
Durante l’ultima era glaciale, iniziata 110.000 anni fa e terminata 12.000 anni fa, una coltre di ghiaccio spessa all’incirca 3 km ricopriva gran parte dell’emisfero settentrionale. I ghiacci occupavano anche l’Islanda, la Scandinavia, l’Irlanda e la Gran Bretagna, fino al confine tra Scozia e Inghilterra. Dal momento che questi intrappolavano enormi quantità d’acqua, il livello del mare era molto più basso rispetto a oggi, di ben 120 m. Di conseguenza, alcuni territori ora sommersi erano emersi. Dove ora c’è il Mare del Nord, in particolare, si trovava un lembo di terra emersa conosciuto come Doggerland (dal nome di una barca da pesca medievale olandese chiamata “dogger”).

I ricercatori da tempo sanno che questo territorio era ricoperto da foreste, ma non conoscevano esattamente l’età della loro comparsa. Adesso sappiamo che esistevano già 16.000 anni fa, mentre finora si riteneva che in quel periodo Doggerland ospitasse ancora la tundra, una pianura arida e priva di alberi. La scoperta è stata possibile analizzando il cosiddetto DNA sedimentario, cioè quello conservato nei sedimenti, di ben 252 campioni estratti da 41 carote prelevate sul fondale del Mare del Nord al largo dell’Inghilterra. I campioni rivelano la presenza a Doggerland di un’enorme biodiversità. Sono state trovate tracce di piante tipiche di un clima temperato, come querce, olmi, noccioli e tigli, oltre alla Pterocarya, un noce che si riteneva scomparso dalla regione 400.000 anni fa.
Tra gli animali che abitavano queste foreste vi erano cinghiali, cervi e orsi. Doggerland costituiva insomma un vero e proprio rifugio dai ghiacci per tanti organismi vegetali e animali. I risultati delle analisi mostrano inoltre che alcuni territori di Doggerland sopravvissero a grandi inondazioni, come quella causata dalla frana sottomarina di Storegga che circa 8000 anni fa generò uno tsunami, rimanendo emersi fino a circa 7000 anni fa.

Perché la scoperta su questa terra sommersa è importante
La scoperta risolve il cosiddetto “paradosso di Reid”, cioè il motivo per cui le foreste europee si sono espanse così rapidamente in Gran Bretagna e nel resto dell’Europa settentrionale con la fine dell’ultima era glaciale e il ritiro dei ghiacci che l’ha accompagnata. Lo studio mostra anche che Doggerland non fu sommersa all'improvviso dalle acque, ma scomparve in modo graduale, diventando un arcipelago di isole. Inoltre, la presenza di habitat boschivi popolati da molti animali a Doggerland indica che questo territorio poteva offrire importanti risorse per l’uomo. Si ritiene quindi che qui si siano rifugiate comunità preistoriche che si insediarono poi nel resto dell’Europa settentrionale, di cui nell'area sono anche stati ritrovati numerosi utensili.