
La donazione di midollo osseo (o di cellule staminali emopoietiche) è un atto volontario, gratuito e anonimo che può salvare la vita a pazienti affetti da leucemie e altre malattie del sangue. Per diventare donatori di midollo osseo in Italia bisogna avere tra i 18 e i 35 anni, pesare almeno 50 kg ed essere in buona salute. L’iscrizione al Registro IBMDR richiede solo un colloquio medico e un prelievo di sangue o un tampone salivare. Se un giorno si risulta compatibili con un paziente, la donazione avviene nella grande maggioranza dei casi dal sangue, senza anestesia: nel 2025 è stato così per il 92% dei prelievi. Ecco come funziona tutto il percorso e perché c’è così tanto bisogno di nuovi donatori.
Cos’è il midollo osseo e cosa sono le cellule staminali emopoietiche
Il midollo osseo è un tessuto spugnoso e molle che si trova soprattutto nelle ossa piatte, come bacino, sterno, coste e scapole, e alle estremità delle ossa lunghe come femore e omero. Non va confuso con il midollo spinale, che fa parte del sistema nervoso. Al suo interno si trovano le cellule staminali emopoietiche, cellule non ancora specializzate da cui derivano tutte le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il nome viene dal greco e significa, letteralmente, “che producono sangue”.

Proprio perché non hanno ancora un compito definito, queste cellule funzionano come un sistema interno di riparazione, capace di rinnovare continuamente il sangue. Ed è questa caratteristica a renderle preziose per il trapianto.
A cosa serve il trapianto
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore sostituisce un midollo malato o non funzionante con cellule sane, che si moltiplicano e ricominciano a produrre tutte le cellule del sangue. È indicato soprattutto in tre gruppi di malattie: i tumori del sangue, come le leucemie, in cui il nuovo sistema immunitario può anche contribuire a eliminare le cellule tumorali residue; alcune malattie genetiche del sangue, come la talassemia o alcune gravi immunodeficienze; e le insufficienze midollari, come l’aplasia midollare, in cui il midollo smette di produrre cellule.
Per il paziente il trapianto vero e proprio consiste in un'infusione endovenosa, simile a una trasfusione, preceduta da un trattamento di preparazione (chemioterapia ed eventualmente radioterapia). Le staminali infuse raggiungono il midollo guidate dai segnali chimici che le ossa rilasciano e cominciano a moltiplicarsi: è l’attecchimento, che si osserva in genere dopo due-tre settimane, con valori mediani tra 16 e 20 giorni per i neutrofili in uno studio europeo.
Perché è così difficile trovare un donatore compatibile
Per il trapianto di midollo non basta avere lo stesso gruppo sanguigno: serve una compatibilità genetica. Tra fratelli e sorelle la probabilità di essere pienamente compatibili è del 25%. Tra persone non imparentate la compatibilità è molto più rara: l’ordine di grandezza è di una persona su centomila, cioè lo 0,001%.
Per questo servono registri con moltissimi iscritti. Al 31 dicembre 2025 il Registro IBMDR contava 525.682 iscritti attivi.
Come diventare donatori di midollo osseo: il percorso passo passo
- Iscrizione e tipizzazione. Ci si pre-registra online sul sito dell’IBMDR o delle associazioni ADMO e ADoCeS, oppure durante gli eventi di piazza. Il Centro Donatori della propria città fissa poi un colloquio medico e un prelievo di sangue o un tampone salivare, da cui si ricava la tipizzazione HLA, la “carta d’identità genetica” che verrà confrontata con quella dei pazienti.
- Attesa e chiamata. Si resta disponibili fino al compimento dei 55 anni . Molti iscritti non verranno mai chiamati; se invece si risulta compatibili, si viene ricontattati per un nuovo prelievo di conferma.
- Work-up. Prima della donazione il donatore effettua un check-up completo e gratuito, con esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografie ed ecografie, per tutelare sia lui sia il paziente. I lavoratori dipendenti hanno diritto a permessi retribuiti per le giornate necessarie (Legge 52/2001).
- Donazione. Avviene con uno dei due metodi descritti qui sotto, scelto dal medico del paziente in base alle sue necessità . Dopo la donazione il donatore viene seguito con controlli periodici.
Come avviene la donazione: sangue periferico o creste iliache
Dal sangue periferico. È il metodo più usato: nel 2025 ha riguardato il 92% dei prelievi. Nei 4-5 giorni precedenti il donatore riceve iniezioni sottocutanee di un fattore di crescita che fa uscire le staminali dalle ossa e le porta nel sangue. Le cellule vengono poi raccolte con un’aferesi: il sangue passa in un separatore cellulare che trattiene le staminali e viene restituito dall’altro braccio. La procedura dura alcune ore e non richiede anestesia.
Dal midollo osseo. È riservato a una minoranza di casi, per esempio quando il ricevente è un bambino piccolo o per specifiche patologie. Il prelievo avviene in sala operatoria, in anestesia, con punture delle creste iliache posteriori, cioè le ossa del bacino, e non della colonna vertebrale. L’intervento dura circa un’ora e il ricovero è in genere di 24-48 ore.
La donazione è rischiosa?
Il rischio zero in medicina non esiste, ma i rischi per il donatore sono minimi. Nella donazione da sangue periferico il disturbo principale è legato al fattore di crescita, che può dare stanchezza, dolori ossei e talvolta febbre, sintomi che scompaiono al termine della somministrazione. Nella donazione dalle creste iliache i rischi, rari, sono legati all’anestesia o a ematomi e infezioni nella sede del prelievo, e al risveglio si può avvertire indolenzimento al bacino.
È un tema su cui c’è molta disinformazione: secondo un’indagine realizzata per il Centro nazionale trapianti, il 41% dei giovani crede che la donazione sia dolorosa e il 45% che sia rischiosa per la salute.
Il registro IBMDR è in contatto con 139 registri nel mondo, non solo in Italia
A differenza della donazione di sangue, organizzata su base nazionale, la donazione di midollo funziona come una rete globale. L’IBMDR è in contatto con 139 registri nel mondo e, se in Italia non si trova un donatore compatibile, la ricerca si estende all’estero. Vale anche al contrario: un donatore italiano può donare a un paziente che vive dall’altra parte del pianeta. Nel 2025 l’IBMDR ha avviato 2.440 ricerche per pazienti curati in Italia. A livello globale, nel 2023 i registri aderenti alla World Marrow Donor Association hanno reso possibili 2.750 donazioni di midollo e 20.759 donazioni da sangue periferico.
Anno record per l’Italia: i numeri
Il 2025 è stato un anno record, con 490 donazioni effettive (+19,5% rispetto al 2024) e 1.161 trapianti da donatore non familiare (+6%) (CNT, Report preliminare 2025). Le nuove iscrizioni sono state 30.872, dopo le 32.184 del 2024. Il registro, però, ha bisogno di ricambio: ogni anno oltre 17mila iscritti escono per limiti di età, inidoneità o ritiro del consenso. I segnali per il 2026 sono positivi: nei primi otto mesi dell’anno si sono iscritti 24.002 giovani tra i 18 e i 35 anni, quasi 4mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Chi ha tra i 18 e i 35 anni può trovare tutte le informazioni sull’iscrizione sul sito dell’IBMDR, su sceglididonare.it sui siti delle associazioni di categoria come ADMO e ADOCES.