
Gli affreschi della celebre Tomba François di Vulci, capolavoro dell'arte etrusca, entrano ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano e saranno presto visibile al pubblico. Per celebrare l'acquisizione, costata 15 milioni di euro, il prossimo 25 giugno sarà infatti inaugurata una grande esposizione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, destinata a diventare la sua casa. Databile tra il 340 e il 320 a.C, è una tomba etrusca a più camere della necropoli di Ponte Rotto e il ciclo di affreschi che ospita e tra i più famosi della pittura non solo etrusca, ma in antica, in cui è rappresentato anche un episodio dell'Iliade.
Cos'è la Tomba François e perché le pitture sono importanti
Parliamo di uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e della pittura antica in generale. La tomba venne scoperta il 1° maggio 1857 da Alessandro François (archeologo e commissario regio di guerra e marina del Granducato di Toscana) nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci (in provincia di Viterbo). Il monumento funebre è costituito da più ambienti scavati nel tufo: il sepolcro apparteneva ai Saties, una delle più importanti famiglie aristocratiche di Vulci. Le camere sono riccamente decorate da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso.
Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., gli affreschi raffigurano scene ispirate al mito greco (in particolare tratte dal ciclo troiano e dal ciclo tebano), a tradizioni e memorie locali etrusche e a personaggi aristocratici di Vulci. Grazie alle iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, è possibile ancora oggi riconoscere nomi, volti ed episodi di storie e leggende.
Staccati dalle pareti nel 1863, gli affreschi sono stati suddivisi in pannelli per ordine del principe Alessandro Torlonia e trasferiti a Villa Albani a Roma, nella collezione Torlonia, mentre nella tomba sono rimasti solo pochi frammenti pittorici. La tomba è visitabile all'interno del Parco naturalistico ed archeologico di Vulci. Se i visitatori volessero vedere la ricostruzione della Tomba come originariamente affrescata e a grandezza naturale, potreste andare al Museo della Ricerca Archeologica di Vulci nell'ex convento di San Francesco a Canino.

Gli affreschi più belli del capolavoro etrusco
Tra le immagini più celebri della tomba c'è il grande pannello con un episodio dell'Iliade, cioè il sacrificio dei prigionieri troiani presso la tomba di Patroclo. Ma non è proprio tutto materiale omerico: il mito greco viene qui reinterpretato secondo la sensibilità etrusca, evidente dalla presenza del demone Charun, essere dalla pelle bluastra e armato di martello, accompagnato dalla figura alata di Vanth.

Sono rappresentate anche la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna (identificato dalla tradizione con il futuro re di Roma Servio Tullio) e il più lungo fregio animalistico noto dell’antichità, animato da grifoni, leoni, pantere, cervi, cinghiali e altre creature reali e fantastiche.
L'acquisto per 15 milioni di euro e la grande mostra a Villa Giulia a Roma
L'operazione, resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell'opera, rappresenta uno dei più importanti investimenti realizzati negli ultimi anni dal Ministero della Cultura nel campo delle acquisizioni patrimoniali: il compimento di un percorso avviato oltre un secolo fa, nel 1921, quando lo Stato manifestò interesse per l’acquisizione.
Grazie alla collaborazione di alcune delle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, sarà possibile ricomporre il contesto originario del monumento nella mostra in apertura il 25 giugno 2026. Il Musée du Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Royal Museum of Art and History di Bruxelles, il Musée cantonal d'archéologie et d'histoire di Losanna, i Musei Vaticani e l'Istituto Archeologico Germanico di Roma hanno concesso infatti dei prestiti eccezionali che permetteranno di riunire reperti, documenti, copie storicamente accurate e opere provenienti dal corredo della tomba o in qualche modo connesse alla sua vicenda.