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Spesso ai telegiornali sentiamo parlare di "allerta meteo". Certo, è facile intuire come una zona con un livello di allerta "rosso" sia più a rischio di una in "giallo", ma forse non tutti sanno esattamente come funziona questo sistema, su quali parametri si basa e chi si occupa di realizzarlo.

Cos'è l'allerta meteo?

Quando sono previsti fenomeni meteo particolarmente intensi, la Protezione Civile può diramare un'allerta meteo. Si tratta, in breve, di una serie di procedure che permettono di ridurre il rischio, garantendo una maggiore sicurezza non solo dei cittadini, ma anche di infrastrutture ed edifici. Per sapere gli ultimi aggiornamenti sulle allerte meteo a livello nazionale, la prima fonte che dobbiamo consultare è proprio la Protezione Civile che, prima di chiunque altro, fornisce tutte le informazioni necessarie.

Più nel dettaglio, questa allerta viene diramata dai cosiddetti Centri Funzionali, ovvero dei centri operativi che si occupano dell'attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza dei fenomeni atmosferici – e del loro eventuale impatto sul territorio colpito. I dati registrati dai Centri vengono poi confrontati con i limiti imposti dalla legge: a seconda della gravità, scatta in automatico un livello di allerta piuttosto che un altro. In caso di rischio i Centri si occuperanno poi di diramare l'allerta a province, comuni e Prefetture, così da attuare tutte le operazioni necessarie per limitare i possibili danni.

Tipologie di rischio

Abbiamo visto chi deve dare lo stato di allerta meteo, ma cosa può far scattare un'allerta? Fondamentalmente ci sono due tipologie di rischio collegate all'allerta meteo:

  • meteorologico;
  • idrogeologico e idraulico.

Vediamo quali sono le differenze tra i due e che tipo di rischio comportano per i vari territori italiani.

Rischio meteorologico

I fenomeni atmosferici, specialmente se intensi, possono causare danni a persone e cose. Come ricorda la stessa Protezione Civile , nel calcolo dell'allerta non viene considerata soltanto l'intensità del fenomeno in sé, ma anche le particolari condizioni territoriali dell'area colpita. Se, ad esempio, uno stesso temporale colpisce un luogo pianeggiante e geologicamente stabile e un'area montana a rischio frana, ovviamente la seconda avrà un livello di allerta maggiore, nonostante l'intensità del fenomeno sia la stessa.

Alcuni tra gli eventi che solitamente causano un livello di rischio più alto sono abbondanti piogge, abbondanti nevicate, periodi di siccità (che possono contribuire al diffondersi di incendi), temperature molto alte, molto basse oppure nebbia.

Rischio idrogeologico e idraulico

Il rischio idrogeologico e idraulico è legato principalmente ad intensi fenomeni temporaleschi. Nel dettaglio, il rischio idrogeologico è quello associato alla formazione di frane, crolli di roccia oppure colate di fango (specialmente nelle zone montane), mentre i rischi idraulici sono quelli associati all'incapacità dei corsi d'acqua di smaltire pioggia o acqua proveniente dal sistema fognario, causando allagamenti e alluvioni.

In Italia – purtroppo – il dissesto idrogeologico è un problema di primaria importanza, e questo è dovuto principalmente alla particolare conformazione del Paese. Lungo tutto lo Stivale le catene montuose danno vita ad un complesso sistema di bacini idrografici che sono generalmente di piccole dimensioni. Questo fa sì che il tempo di risposta alle precipitazioni sia molto rapido, cioè il tempo che passa tra l'inizio delle precipitazioni e la piena del corso d'acqua sia estremamente ridotto. Ad amplificare questo fenomeno si aggiunge anche il fattore antropico che, con l'urbanizzazione, la deforestazione, la mancata manutenzione dei versanti e tecniche agricole poco rispettose dell'ambiente, non fa altro che peggiorare questa condizione già di per sé precaria.

alluvione meteo

Come funziona il sistema dell'allerta meteo

L'allerta meteo si basa sull'utilizzo di colori che, come un semaforo, ci danno indicazioni sul livello di rischio. Come riportato dalla Protezione Civile, i livelli di allerta meteo sono quattro: verde, giallo, arancione e rosso.

Allerta verde

Si riferisce ad una zona stabile, all'interno della quale possono verificarsi localmente eventi di intensità ridotta (come caduta di fulmini, caduta massi o grandine).

Allerta gialla

L'allerta gialla riguarda criticità ordinarie facilmente affrontabili a livello locale. Questo può comportare esondazione improvvisa dei corsi d'acqua, allagamenti di tunnel, sottopassi e seminterrati, caduta massi su strade e ferrovie, caduta di rami e alberi e possibili fulmini.

Allerta arancione

L'allerta arancione corrisponde a fenomeni moderati ma con una portata ampia. Includono danni a centri abitati, edifici e attività produttive, frane, danni agli argini, erosione delle sponde e inondazioni.

Allerta rossa

L'allerta rossa indica una situazione estrema, sia per gravità che per estensione. Di solito a questo evento sono associati fenomeni di allagamento anche in aree lontane dai corsi d'acqua, frane di grandi dimensioni e variazioni del corso dei fiumi.

allerta protezione civile
in foto: Allerta meteo–idro della Protezione Civile (credit: Protezione Civile).
Articolo a cura di
Stefano Gandelli