0 risultati
video suggerito
video suggerito
11 Giugno 2026
7:00

La storia di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano morto l’11 giugno 1984

Poche persone hanno segnato la storia del nostro Paese al pari di Enrico Berlinguer: dirigente comunista capace di rivendicare l’autonomia del partito italiano dall’Unione Sovietica e di proporre strategie politiche innovative.

Ti piace questo contenuto?
La storia di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano morto l’11 giugno 1984
Enrico Berlinguer copertina

Enrico Berlinguer, nato a Sassari il 25 maggio 1922 e morto a Padova nel 1984 a causa di un'emorragia cerebrale, è stato un dirigente politico comunista italiano.

Dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Sardegna, dove fu attivo nei movimenti antifascisti locali, si trasferì a Roma nel 1944 per lavorare come funzionario del Partito Comunista Italiano (PCI) a cui era iscritto. Fece rapidamente carriera nei ranghi del partito e ne fu segretario nazionale dal 1972 alla morte improvvisa, avvenuta l'11 giugno 1984 e causata dalle conseguenze di un ictus che lo colpì pochi giorni prima, il 7 giugno, durante un comizio a Padova.

Tra i più importanti leader del Novecento, si mise in luce come promotore del compromesso storico e dell’eurocomunismo, rivendicando l’autonomia del PCI dall’Unione Sovietica. Ottenne grandi successi elettorali, facendo crescere in misura significativa i consensi del PCI, e fu membro della Camera dei deputati della Repubblica italiana.

Biografia di Enrico Berlinguer: nascita e formazione

Enrico Berlinguer nacque a Sassari il 25 maggio 1922 da una famiglia molto in vista. Suo padre, Mario Berlinguer, era un antifascista di idee liberal-socialiste e sarebbe diventato senatore e deputato nel secondo dopoguerra. Per parte di madre, Enrico era imparentato con Francesco Cossiga, futuro presidente della Repubblica.

Berlinguer bambino (Wikimedia Commons)
Berlinguer bambino (Wikimedia Commons)

Da adolescente, Berlinguer studiò a Sassari, dove conseguì il diploma di maturità classica nel 1940. In seguito si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza, ma abbandonò gli studi senza conseguire la laurea per dedicarsi in toto all'attività politica: maturò molto presto, infatti, idee antifasciste e comuniste. Nel 1943 si iscrisse alla sezione di Sassari del PCI. L’anno successivo fu arrestato e detenuto per quattro mesi in quanto promotore delle manifestazioni popolari per il pane.

Nel 1944 conobbe Palmiro Togliatti, segretario del Pci, e ottenne un impiego come funzionario della Federazione giovanile del partito. Lasciò perciò la Sardegna e si trasferì a Roma. Dal punto di vista ideologico, sosteneva l’idea della democrazia progressiva, proposta da Togliatti, immaginando cioè che in Italia il socialismo dovesse essere instaurato con mezzi democratici.

La carriera nel Partito Comunista Italiano

Berlinguer si mise presto in luce per le sue qualità e fece rapidamente carriera nei quadri del partito. Nel 1947 visitò per la prima volta l’Unione Sovietica e due anni più tardi fu eletto segretario della Federazione giovanile comunista.

Giovane dirigente nel 1950 (Wikimedia Commons)
Giovane dirigente nel 1950 (Wikimedia Commons)

Conservò l’incarico fino al 1956. L’anno successivo convolò a nozze con Letizia Laurenti, dalla quale avrà quattro figli.

Dopo il matrimonio la sua carriera politica proseguì. Nel 1958 entrò a far parte della segreteria nazionale del partito ed ebbe modo di lavorare accanto a Togliatti fino alla morte di quest’ultimo, sopraggiunta nel 1964. Nel 1968 fu eletto per la prima volta deputato: candidatosi nella circoscrizione di Roma, ottenne un grande successo personale, raccogliendo oltre 150.000 preferenze. Resterà alla Camera fino alla morte, venendo eletto in tutte le consultazioni elettorali con grandi consensi.

Nel PCI assunse una posizione intermedia tra le due tendenze emerse dopo la morte di Togliatti: quella di destra, facente capo a Giorgio Amendola, e quella di sinistra, capeggiata da Pietro Ingrao. Berlinguer, senza assumere una posizione nette, agì da mediatore tra i due gruppi. Nel 1968, quando l’Unione Sovietica e gli altri Paesi del Patto di Varsavia invasero la Cecoslovacchia, non ebbe scrupoli a esprimere critiche esplicite all’invasione, respingendo «il concetto che possa esservi un modello di società socialista unico e valido per tutte le situazioni».

Berlinguer segretario del PCI e il compromesso storico

Nel 1972, il XIII congresso del PCI elesse Enrico Berlinguer segretario nazionale al posto di Luigi Longo.

Segretario del Pci (Wikimedia Commons)
Una immagine da segretario del Pci (Wikimedia Commons)

L’anno successivo il segretario propose un’idea innovativa: il compromesso storico. Fino ad allora il PCI si era sempre collocato all’opposizione, mentre il governo era composto dalla Democrazia cristiana e da alcuni partiti minori, tra i quali, dagli anni ’60, quello socialista. I comunisti avevano sempre sperato di arrivare al governo vincendo le elezioni e prendendo il posto della Dc.

Berlinguer, ribaltando questa linea, avanzò la tesi secondo la quale le forze democratiche dovevano unirsi per governare insieme il Paese, proponendo quindi che i comunisti entrassero nei governi guidati dalla Dc. Il segretario si era reso conto, dopo il colpo di stato avvenuto in Cile nel 1973, che gli Stati Uniti non avrebbero mai consentito ai comunisti di governare in Italia e pensava che fosse necessario cercare un accordo con le altre forze politiche. L’idea trovò l’appoggio di uno dei dirigenti democristiani più in vista, Aldo Moro.

Stretta di mano tra Berlnguer e Moro (Wikimedia Commons)
Stretta di mano tra Berlnguer e Moro (Wikimedia Commons)

Il compromesso storico non si realizzò pienamente e i comunisti non entrarono mai nel governo, ma tra il 1976 e il 1979 il PCI sostenne (o, per lo meno, non  contrastò) gli esecutivi guidati dalla Dc. I governi di “solidarietà nazionale”, anche grazie al sostegno dei comunisti, approvarono importanti riforme e gli elettori premiarono la nuova strategia del PCI, che aumentò significativamente i suoi consensi alle elezioni. Nel 1979, dopo il rapimento e la morte di Moro, l’esperienza della solidarietà nazionale terminò e il PCI tornò all’opposizione.

Il distacco dall’Unione Sovietica e l’eurocomunismo

Con il passare degli anni Berlinguer accentuò la distanza del PCI dall’Unione Sovietica. Insieme ai partiti comunisti della Spagna e della Francia lanciò la proposta dell’eurocomunismo, cioè l’idea, secondo la quale nei Paesi dell’Europa occidentale il comunismo doveva assumere forme democratiche. Dalla fine degli anni ’70 rinunciò ai finanziamenti che l’Urss versava al PCI (ma i sovietici continuarono a finanziare la corrente del partito più vicina a Mosca). Nel 1982 non ebbe scrupoli nel dichiarare che la «spinta propulsiva» della Rivoluzione d’ottobre si era esaurita.

Nello stesso tempo, Berlinguer rilanciò l’impegno del PCIi nelle lotte sociali. Nel 1980 andò personalmente ai cancelli della Fiat per portare sostegno agli operai in sciopero. Si schierò inoltre a favore delle rivendicazioni dei popoli del Sud del mondo e della causa palestinese, coltivando rapporti stretti con il presidente Yasser Arafat.

Con Yasser Arafat a Roma nel 1982 (Wikimedia Commons)
Con Yasser Arafat a Roma nel 1982 (Wikimedia Commons)

La morte e i funerali: cosa successe

Berlinguer morì improvvisamente nel 1984. Il 7 giugno, mentre stava tenendo un comizio a Padova, in Piazza della Frutta, nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni europee, fu colpito da un ictus – nonostante i segni, visibili nel video della sua ultima apparizione pubblica sul palco, volle terminare il suo intervento, prima di cadere in un coma irreversibile. Condotto in ospedale, morì l’11 giugno. Il corpo fu portato a Roma dal presidente della Repubblica, Sandro Pertini, sull’aereo presidenziale. I funerali, tenuti il giorno 13, si trasformarono in una grande manifestazione popolare, alla quale prese parte più di un milione di persone, tra le quali numerosi esponenti delle istituzioni e leader politici stranieri.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views