Un frigorifero fuori controllo a causa di un attacco hacker può costringere un supermercato a buttare la merce. Ma se lo stesso problema riguarda la ristorazione collettiva e la sanità, le conseguenze potrebbero andare oltre le perdite economiche.
È il rischio messo in luce dagli ultimi episodi segnalati in Europa. Accanto agli attacchi ai supermercati in Francia, a quelli che si sono verificati in Belgio, Svezia, Lussemburgo ed Estonia e ai casi registrati in Italia, sono emersi altri due episodi che hanno coinvolto un'azienda che prepara migliaia di pasti e tre strutture francesi dove viene conservato plasma per le trasfusioni. Le due vicende mostrano perché la posta in gioco cambia a seconda di ciò che viene custodito al freddo.
Attacchi hacker, le mense di Firenze e il plasma in Francia: cosa è successo
Il 2 novembre 2026 un attacco informatico ha interessato i sistemi di gestione della refrigerazione di SIAF, società con sede a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. L'azienda prepara circa 16.000 pasti al giorno destinati a scuole e strutture sanitarie, oltre a occuparsi della ristorazione aziendale.
La società ha riferito di aver individuato tempestivamente l'anomalia e attivato le misure necessarie per circoscriverla. Le forniture alle mense sono proseguite senza interruzioni. Secondo quanto emerso, però, il problema avrebbe coinvolto sei celle frigorifere nelle aree di cottura, provocando il deterioramento di alcune materie prime, con un danno stimato in circa 500 euro.
L'attacco ha interessato gli impianti utilizzati da chi prepara i pasti, non i frigoriferi degli ospedali o delle scuole riforniti da SIAF. Anche un'impresa fornitrice, dunque, può diventare un punto critico per l'attività di altri enti.
In Francia, sempre nella stessa giornata, è stato registrato un episodio diverso. Tre siti dell'Établissement français du sang (EFS), l'ente pubblico che gestisce la raccolta e la distribuzione di sangue e dei suoi componenti, sono stati coinvolti in un incidente informatico che ha colpito un fornitore delle apparecchiature frigorifere utilizzate per conservare il plasma.
In base alle ricostruzioni della stampa francese, sarebbero stati alterati i parametri relativi alla temperatura e allo sbrinamento, con valori impostati fino a 110 °C. Questo dato non indica la temperatura effettivamente raggiunta dal plasma. Gli allarmi hanno consentito al personale di mettere al sicuro o trasferire le sacche prima che venissero danneggiate. L'EFS ha confermato che nessun prodotto sanguigno è andato perduto e che le attività di raccolta e distribuzione sono continuate regolarmente. Non è stato accertato un collegamento diretto tra questo episodio e gli attacchi ai supermercati.
Cosa succede se si interrompe la catena del freddo
Nelle cucine che preparano pasti su larga scala, le celle frigorifere fanno parte di un'organizzazione che deve ricevere le materie prime, conservarle, preparare i piatti e consegnarli rispettando orari precisi. Se un impianto smette di raffreddare correttamente, possono risentirne le lavorazioni programmate, prima ancora che il cibo raggiunga i destinatari.
La catena del freddo consiste nel mantenere le temperature richieste durante le diverse fasi di conservazione e trasporto. Per capire se un'anomalia abbia compromesso la conservazione degli alimenti, non basta controllare una sola volta il display di un frigorifero: occorre ricostruire per quanto tempo e a quali temperature siano rimasti i prodotti, individuando le partite interessate.
È qui che entrano in gioco le procedure di autocontrollo alimentare basate sui principi dell'HACCP (analisi dei pericoli e punti critici di controllo). Questo sistema prevede l'individuazione dei rischi, il monitoraggio delle fasi critiche e l'adozione di misure correttive quando vengono superati determinati limiti. Un'anomalia non rende automaticamente inutilizzabili tutti gli alimenti, ma se non è possibile garantirne la sicurezza, le partite coinvolte devono essere escluse dalla preparazione dei pasti.
Per i surgelati, ad esempio, la temperatura di conservazione prevista è normalmente di -18 °C o inferiore, mentre altri alimenti deperibili richiedono valori differenti. Il freddo rallenta la proliferazione dei microrganismi, ma non sterilizza il cibo, motivo per cui anche lo scongelamento dei surgelati deve avvenire in condizioni adeguate. Se parte delle scorte deve essere scartata, una mensa può quindi trovarsi a dover reperire ingredienti sostitutivi, modificare il menù o riorganizzare la preparazione dei pasti.
Ospedali, farmaci e vaccini: i rischi per altri settori che dipendono dalla refrigerazione
La sanità aggiunge un'altra dimensione al problema. Il plasma è la parte liquida del sangue e contiene proteine, tra cui i fattori della coagulazione. Può essere utilizzato nelle trasfusioni oppure inviato all'industria farmaceutica per ricavarne medicinali. Per conservarne le caratteristiche, il plasma fresco congelato destinato all'uso clinico richiede temperature molto basse, generalmente di -25 °C o inferiori. Eventuali scostamenti possono richiedere verifiche sulla qualità prima di autorizzarne l'impiego.
Le temperature di conservazione, tuttavia, cambiano da un prodotto sanitario all'altro. La maggior parte dei vaccini, ad esempio, richiede valori compresi tra 2 e 8 °C. Per alcuni, anche il congelamento accidentale può comprometterne l'efficacia.
Oltre alle strutture trasfusionali e ai centri vaccinali, la refrigerazione è essenziale per alcuni medicinali, campioni biologici e materiali di laboratorio. Sul versante alimentare, invece, coinvolge stabilimenti di produzione, magazzini, centri logistici e trasporti a temperatura controllata. Si tratta di ambiti potenzialmente esposti quando impiegano apparecchiature connesse e vulnerabili, non di un elenco di servizi già compromessi dagli attacchi di novembre.
Nel settore sanitario, l'eventuale perdita di medicinali o emocomponenti potrebbe ridurre temporaneamente le scorte disponibili per alcune cure. Per limitare le conseguenze, accanto alla protezione informatica, servono piani di continuità che prevedano sistemi di allarme, strutture alternative in cui trasferire rapidamente i prodotti e procedure per isolare quelli potenzialmente compromessi, in attesa delle verifiche necessarie.
