
Settembre 2026 segna il passaggio dall'estate all'autunno astronomico nell'emisfero boreale e porterà con sé diversi eventi da segnare in calendario. La Luna sarà protagonista di numerosi incontri ravvicinati con pianeti, stelle e ammassi stellari, tra cui le Pleiadi il 3 e il 30 settembre, Marte il 6, Giove l'8 e soprattutto Venere il 14. Proprio Venere sarà uno degli oggetti più interessanti del mese, raggiungendo la massima luminosità dell'anno il 22 settembre, quando sarà facilmente riconoscibile poco dopo il tramonto in direzione sud-ovest.
Il 26 settembre sarà invece una giornata particolarmente ricca: Nettuno raggiungerà l'opposizione, trovandosi nelle migliori condizioni dell'anno per essere osservato con un telescopio, mentre poche ore più tardi avremo la Luna piena del Raccolto, cioè il plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno. Quest'ultimo avverrà alle 02:05 di mercoledì 23 settembre, segnando ufficialmente la fine dell'estate astronomica nell'emisfero boreale.
Le congiunzioni tra la Luna e i pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove e Urano
Il primo incontro planetario del mese avverrà tra il 3 e il 4 settembre, quando la Luna gibbosa calante passerà nei pressi di Urano, nella regione di cielo tra Toro e Gemelli. La minima separazione angolare sarà di circa 5,4 gradi. Il pianeta avrà una magnitudine intorno a 5,7 e sarà quindi al limite della visibilità a occhio nudo sotto un cielo perfettamente buio, ma la presenza della Luna renderà praticamente indispensabile l'utilizzo di un binocolo o di un piccolo telescopio. Dall'Italia la coppia sarà osservabile dalla tarda serata guardando verso est. Nella stessa zona del cielo saranno presenti anche le Pleiadi e Aldebaran.
Il 6 settembre toccherà invece a Marte, che passerà a circa 3 gradi dalla Luna calante nella regione di cielo occupata dalla costellazione dei Gemelli. Il pianeta rosso avrà magnitudine intorno a 1,2 e sarà facilmente visibile a occhio nudo. Dall'Italia la configurazione sarà da cercare soprattutto nelle ore che precedono l'alba, guardando verso est, anche se il momento della minima separazione angolare avverrà quando i due oggetti non saranno contemporaneamente ben posizionati nel nostro cielo.
Uno degli incontri più interessanti arriverà l'8 settembre, quando una sottilissima falce di Luna calante, illuminata per meno del 10%, si troverà nella stessa regione di cielo di Giove. La minima separazione tra i due corpi sarà inferiore a un grado, circa 46 minuti d'arco. Dall'Italia bisognerà cercarli prima dell'alba, bassi sull'orizzonte est, dove la luminosità del crepuscolo renderà progressivamente più difficile individuare la sottile falce lunare. Nella stessa zona si troverà anche l'Ammasso del Presepe. In alcune regioni della Terra (Canada, Groenlandia, Russia e negli Stati Uniti) la Luna occulterà temporaneamente Giove, ma l'occultazione non sarà visibile dall'Italia.
Più difficile sarà invece l'incontro con Mercurio del 12 settembre. La Luna sarà appena uscita dalla fase di Luna nuova e il pianeta si troverà anch'esso relativamente vicino al Sole nel cielo. I due oggetti saranno separati di poco meno di 4 gradi e, per provare a individuarli, sarà necessario disporre di un orizzonte ovest completamente libero poco dopo il tramonto. La luminosità del cielo e la bassissima altezza sull'orizzonte renderanno comunque l'osservazione particolarmente impegnativa.
Decisamente più spettacolare sarà la configurazione del 14 settembre, quando la sottile falce di Luna crescente passerà vicino al pianeta Venere, l'oggetto più luminoso del cielo dopo Sole e Luna. La minima separazione angolare sarà di appena 29 minuti d'arco, poco meno del diametro apparente della Luna. Il massimo avvicinamento avverrà però nelle ore diurne in Italia: al tramonto i due oggetti si saranno già allontanati, ma resteranno comunque vicini e facilmente riconoscibili bassi nel cielo sud-occidentale. Sarà quindi necessario disporre di un orizzonte libero per riuscire a seguirli prima che tramontino. In alcune regioni, inoltre, Venere verrà completamente occultato dalla Luna, in una fascia che comprende Europa, Africa del Nord, Medio Oriente, India e sud-est asiatico. Tuttavia, l'evento in Italia non sarà visibile poiché avverrà di giorno, dalle 11:27 alle 12:46.
Gli incontri ravvicinati tra la Luna e gli ammassi stellari
Nel corso del mese, la Luna avrà degli incontri ravvicinati anche con diverse stelle brillanti e ammassi stellari. Il 3 settembre passerà a poco più di un grado dalle Pleiadi, il celebre ammasso aperto nella costellazione del Toro. La coppia sarà ben visibile a occhio nudo, anche se un binocolo permetterà di apprezzare meglio le stelle dell'ammasso nonostante la luminosità della Luna, che in quella data sarà ancora illuminata per poco più della metà.
Il 7 settembre il nostro satellite naturale passerà vicino a Polluce, la più luminosa delle due stelle principali dei Gemelli insieme a Castore. La mattina successiva, l'8 settembre, la sottile falce lunare attraverserà invece la regione dell'Ammasso del Presepe, nella costellazione del Cancro, a meno di un grado dall'ammasso e non lontano da Giove. Particolarmente ravvicinato sarà anche il passaggio del 9 settembre nei pressi di Regolo, la stella più luminosa del Leone, quando la separazione minima sarà di circa 0,5 gradi. La Luna sarà ormai ridotta a una falce sottilissima a meno di due giorni dalla fase nuova e la coppia sarà molto bassa sull'orizzonte est prima dell'alba, rendendo l'osservazione difficile a causa del crepuscolo.
Il 13 settembre la Luna crescente passerà invece a poco più di 2 gradi da Spica, la stella più luminosa della Vergine. Anche in questo caso dall'Italia la coppia sarà molto bassa sull'orizzonte ovest dopo il tramonto, con condizioni leggermente più favorevoli nelle regioni meridionali. Il 17 settembre sarà poi la volta della stella Antares, nella costellazione dello Scorpione, che passerà a poco più di mezzo grado dalla Luna. Un'occultazione di Antares avverrà nello stesso giorno, ma sarà osservabile solamente da alcune regioni dell'emisfero australe. Il mese si chiuderà infine con un nuovo incontro con le Pleiadi il 30 settembre, con una separazione di poco superiore a un grado dall'ammasso.
La Luna piena del raccolto
Alle 18:49 ora italiana del 26 settembre avverrà la Luna piena del mese. Quella di settembre 2026 prende il nome tradizionale di Luna del Raccolto, o Harvest Moon, perché sarà il plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno del 23 settembre. Al momento esatto del plenilunio la Luna si troverà nella costellazione dei Pesci.
Il nome non indica una particolare caratteristica fisica della Luna, né significa che il nostro satellite apparirà più grande o assumerà necessariamente un colore particolare. L'espressione deriva invece dalla tradizione agricola dell'emisfero settentrionale: nelle serate intorno al plenilunio più vicino all'equinozio, la Luna sorge relativamente poco tempo dopo il tramonto per diverse sere consecutive, fornendo in passato una maggiore quantità di luce nelle ore serali durante il periodo del raccolto.
Venere al massimo splendore e Nettuno in opposizione
Tra gli eventi planetari del mese spicca Venere, che il 2 settembre passerà a circa 1,5 gradi da Spica, nella costellazione della Vergine. I due oggetti saranno visibili dopo il tramonto in direzione ovest, anche se Spica, molto meno luminosa di Venere, diventerà progressivamente più difficile da individuare man mano che la coppia si avvicinerà all'orizzonte.
Il momento più interessante arriverà però il 22 settembre, quando Venere raggiungerà la massima luminosità del 2026, con una magnitudine intorno a -4,7. Il pianeta sarà quindi estremamente luminoso e facilmente riconoscibile a occhio nudo poco dopo il tramonto, basso sull'orizzonte sud-ovest. Con un telescopio non apparirà però come un disco quasi pieno, ma come una sottile falce, con soltanto circa un quarto della superficie illuminata dal Sole. Venere, come la Luna, possiede infatti le fasi. La sua elevata luminosità deriva dalla combinazione tra la frazione illuminata, le grandi dimensioni apparenti raggiunte avvicinandosi alla Terra e l'elevata capacità delle sue nubi di riflettere la luce solare.
Il 26 settembre toccherà invece a Nettuno, che raggiungerà l'opposizione nelle prime ore della notte. In questa configurazione il pianeta si troverà dalla parte opposta del cielo rispetto al Sole visto dalla Terra e sarà quindi visibile per tutta la notte, raggiungendo contemporaneamente una delle minori distanze dalla Terra e la massima luminosità dell'anno. Nonostante queste condizioni favorevoli, Nettuno raggiungerà solamente una magnitudine intorno a 7,8 e rimarrà quindi invisibile a occhio nudo. Sempre il 26 settembre, poco dopo il tramonto, Mercurio passerà a meno di un grado da Spica. Si tratterà però di un'osservazione impegnativa, perché entrambi gli oggetti saranno immersi nella luce del crepuscolo e molto bassi sull'orizzonte ovest.
Sciami meteorici attivi a settembre
Settembre non è uno dei mesi più favorevoli dell'anno per le "stelle cadenti", ma saranno comunque attivi diversi sciami meteorici minori. Il mese si apre con le Aurigidi, attive tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre e con il massimo previsto proprio il 1° settembre. Il loro radiante si trova nella costellazione dell'Auriga e il tasso orario zenitale teorico, o ZHR, è di circa 6 meteore all'ora. Si tratta del numero che sarebbe osservabile in condizioni ideali, con il radiante allo zenith e un cielo perfettamente buio, per cui il numero effettivamente visibile sarà generalmente inferiore.
Oltre alle Aurigidi, i due più attivi sono le Epsilon Perseidi di settembre e le Lincidi di settembre. Le prime, sebbene provengano anch'esse dalla costellazione di Perseo, non vanno confuse con le più famose Perseidi, le "stelle cadenti" della notte di San Lorenzo. Le Epsilon Perseidi sono infatti originate dai detriti lasciati da un diverso corpo celeste, una cometa a lungo periodo sconosciuta, in orbita retrograda, con un periodo orbitale dell'ordine di mille anni. Le Epsilon Perseidi sono attive dal 2 al 23 settembre, col picco previsto quest'anno per il 9 settembre. Il loro radiante, vicino alla stella epsilon Persei, è circumpolare dalle nostre latitudini, cioè sempre al di sopra dell'orizzonte durante tutta la notte. Per quanto riguarda le Lincidi, invece, esse sono attive dal 4 al 19 settembre, col picco previsto per il 12. Il loro radiante è anch'esso circumpolare, nella parte nord della costellazione della Lince, quindi visibile per l'intera notte. Sia le Epsilon Perseidi che le Lincidi hanno uno ZHR pari a 5 secondo il sito dell'American Meteor Society; sono quindi due sciami particolarmente deboli e al picco ci si attende al massimo due/tre meteore all'ora che però entreranno a gran velocità (circa 60 km/s) in atmosfera.
Gli altri due sciami meteorici appartengono alla classe IV, quella degli sciami meteorici più deboli. Si tratta delle chi Cignidi e delle Sestantidi diurne, le prime attive dal 7 al 23 settembre e le seconde attive dal 22 settembre al 13 ottobre. Entrambe hanno uno ZHR inferiore a due al picco del 16 settembre (Cignidi) e 2 ottobre (Sestantidi), un valore davvero basso che rende questi due sciami non degni di nota. L'unica peculiarità significativa delle Sestantidi diurne, come suggerisce il nome, è che in questo periodo dell'anno la costellazione del Sestante è vicina angolarmente al Sole, per cui nè la costellazione, nè tantomeno le meteore, saranno avvistabili.
Equinozio d'autunno del 23 settembre
Chiudiamo la carrellata degli eventi astronomici più importanti del mese con l'equinozio d'autunno, che segna la fine dell'estate astronomica nell'emisfero boreale. Quest'anno l'equinozio cadrà il 23 settembre alle 02:05 ora italiana.