0 risultati
video suggerito
video suggerito
10 Ottobre 2026
13:00

Ghiacciai e riserve d’acqua si stanno riducendo: per la bancarotta idrica stimati 11.400 miliardi di euro

In molte aree del mondo utilizziamo l’acqua più velocemente di quanto i sistemi naturali riescano a rigenerarla. Oltre 180 milioni di persone soffrono oggi la scarsità idrica nel Mediterraneo (destinate a superare i 250 milioni entro il 2050), a fronte di 11.400 miliardi di euro di investimenti necessari entro il 2040.

Ti piace questo contenuto?
Ghiacciai e riserve d’acqua si stanno riducendo: per la bancarotta idrica stimati 11.400 miliardi di euro
bancarotta idrica

Nel 2026 un rapporto della United Nations University – Institute for Water Environment and Health (UNU-INWEH) ha affermato che il mondo è entrato nell'era della global water bankruptcy, la bancarotta idrica globale. Un fenomeno di cui esistono già segnali concreti: circa il 70% dei principali acquiferi del mondo mostra un calo a lungo termine. Il concetto di bancarotta descrive una condizione in cui, in molte aree del mondo, utilizziamo l’acqua più velocemente di quanto i sistemi naturali riescano a rigenerarla, arrivando a compromettere anche le riserve che la accumulano e la rendono disponibile nel tempo, come falde, laghi, zone umide e ghiacciai. Non significa che l'acqua sulla Terra stia finendo, ma che alcuni sistemi idrici stanno perdendo la capacità di tornare alle condizioni del passato. Il problema viene definito globale perché molti di questi hanno già superato soglie critiche e perché gli effetti sono interconnessi attraverso commercio, clima, migrazioni e dipendenze geopolitiche.

Cosa significa "bancarotta idrica"?

La bancarotta idrica non indica semplicemente una situazione di scarsità d'acqua. Secondo la UNU-INWEH, questa condizione si verifica quando i prelievi di acqua superficiale e sotterranea superano in modo persistente la capacità di rinnovo delle risorse, fino a provocare danni difficili o troppo costosi da recuperare. La differenza rispetto a una normale crisi idrica è proprio questa: anche quando tornano le precipitazioni, alcuni sistemi possono non riuscire più a recuperare le condizioni precedenti. È quello che succede, per esempio, quando preleviamo troppa acqua dalle falde senza dare loro il tempo di ricaricarsi, oppure quando zone umide e ghiacciai si riducono progressivamente.

Immagine
Vulnerabilità dei diversi Paesi alle criticità legate all’acqua, considerando condizioni ambientali, sociali ed economiche. Fonte: UNU–INWEH, Global Water Bankruptcy: Living Beyond Our Hydrological Means in the Post–Crisis Era (2026), su dati del Water Resources Vulnerability Monitor.

Le risorse idriche stanno diminuendo: il rapporto UNU-INWEH

I segnali sono già visibili in diverse risorse d'acqua dolce. Secondo il rapporto della UNU-INWEH, circa il 70% dei principali acquiferi del mondo mostra un calo a lungo termine e più della metà dei grandi laghi ha perso acqua dagli anni Novanta ad oggi. Negli ultimi cinquant'anni sono inoltre scomparsi circa 410 milioni di ettari di zone umide naturali.

fronte del ghiacciaio Athabasca, in Canada
Il cambiamento climatico testimoniato dalla posizione del fronte del ghiacciaio Athabasca, in Canada, nel 1982.

Anche i ghiacciai stanno perdendo massa. Lo State of Global Water Resources 2025, rapporto della World Meteorological Organization, segnala che il 2025 è stato il quarto anno consecutivo di perdita diffusa dei ghiacciai in tutte le regioni monitorate e che, nell'ultimo decennio, è diminuita anche la quantità complessiva di acqua immagazzinata sulla terraferma. Circa 3 miliardi di persone e più della metà della produzione alimentare mondiale si trovano in aree dove le riserve d’acqua sono in diminuzione o instabili. Nell'Artico questo  cambiamento è visibile anche dalle immagini satellitari. Con la riduzione del ghiaccio marino aumentano infatti le superfici di oceano libero, molto più scure rispetto a neve e ghiaccio. La differenza non è quindi soltanto visiva, in quanto le superfici bianche riflettono una parte maggiore della radiazione solare, mentre l'oceano ne assorbe di più. Quando il ghiaccio diminuisce, quindi, la superficie diventa più scura e aumenta l'energia assorbita dall'acqua, favorendo ulteriore riscaldamento e fusione del ghiaccio: è il cosiddetto feedback dell'albedo. L'andamento dei ghiacci può essere seguito anche giorno per giorno attraverso il Sea Ice Today: portale del National Snow and Ice Data Center (NSIDC) che aggiorna mappe e dati satellitari sull'estensione del ghiaccio marino. Secondo lo U.S. Climate Resilience Toolkit, dal 1979 a oggi, l’estensione del ghiaccio marino artico nel mese di settembre è diminuita di oltre il 13% per decennio.

Immagine
Dopo l’ondata di calore che colpì l’Antartide nel febbraio 2020, le immagini Sentinel–2 mostrano pozze di fusione, ghiaccio marino in diminuzione e acque più torbide rispetto a gennaio. Fonte: European Union, Copernicus Sentinel–2 imagery

Chi usa più acqua: agricoltura, industria e data center

La maggior parte dell'acqua dolce prelevata nel mondo viene utilizzata dall'agricoltura, che secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) rappresenta circa il 72% dei prelievi globali. Il resto è destinato principalmente agli usi industriali e civili. Tra le pressioni più recenti ci sono anche i data center, che utilizzano acqua per raffreddare i server e, indirettamente, attraverso la produzione dell’elettricità che consumano. Il Lawrence Berkeley National Laboratory afferma che il loro consumo idrico varia molto in base al sistema di raffreddamento, al clima e al mix energetico. Per questo il problema può diventare particolarmente rilevante a livello locale, soprattutto nelle aree già soggette a stress idrico. In altre parole, non conta solo quanta acqua consumano, ma anche dove.

L'uso dell'acqua in agricoltura.
L'uso dell'acqua in agricoltura.

Quanto costa la crisi idrica e cosa si può fare

Il Mediterraneo è una delle aree più esposte alla scarsità idrica. Il Forum Euromediterraneo dell’Acqua 2026 stima che oltre 180 milioni di persone nella regione vivano già in condizioni di scarsità d’acqua. La Banca Europea per gli Investimenti aggiunge inoltre che questo numero potrebbe superare i 250 milioni entro il 2050.

Il problema non dipende soltanto dalla diminuzione delle precipitazioni: pesano anche l’aumento delle temperature, il sovrasfruttamento delle falde e una distribuzione molto disomogenea delle risorse. Per questo, oltre a ridurre gli sprechi, servono infrastrutture più efficienti, sistemi di riuso dell’acqua, tecnologie per la desalinizzazione e una gestione più attenta delle risorse disponibili. Il Forum indica proprio riuso e dissalazione tra le soluzioni strutturali da sviluppare nelle aree più esposte. Ma adeguare i sistemi idrici richiede anche investimenti enormi. Significa estendere e ammodernare acquedotti e reti fognarie, ridurre le perdite, potenziare il trattamento e il riuso delle acque reflue e rendere le infrastrutture più resistenti a siccità e alluvioni. Un rapporto del World Economic Forum, realizzato in collaborazione con Acea e l’Università di Cambridge, stima che entro il 2040 saranno necessari 11.400 miliardi di euro di investimenti. Rispetto alla traiettoria attuale, rimarrebbe un divario di circa 6.500 miliardi di euro.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views