
Un team di ricercatori italiani ha sviluppato un nuovo modello di Intelligenza Artificiale, chiamato IceBoost v.2.0, per ricostruire il volume e la distribuzione dei ghiacciai sul pianeta, escludendo le calotte polari. Dal modello, addestrato con oltre 7 milioni di misure di spessore del ghiaccio, è risultato che nel complesso i ghiacciai del pianeta (escluse le calotte di Groenlandia e Antartide) contengono circa 150.000 km3 di ghiaccio. Se fondessero completamente, il livello medio del mare si innalzerebbe di 32,3 cm. Anche se già in precedenza erano state fatte stime analoghe, il nuovo modello è più fedele alle misure ottenute sul campo. Conoscere meglio i volumi di ghiaccio disponibili contribuisce a elaborare scenari più realistici sulla futura evoluzione dei ghiacciai. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Data, è stato coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione con l’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP).
Le stime del volume dei ghiacciai secondo il modello AI e la mappa
Come riporta il World Meteorological Organization (WMO), a livello globale si trovano – oltre alle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide – circa 220.000 ghiacciai. Secondo gli studi più recenti, che si basano sui rilevamenti sul campo e sui dati satellitari, questi occupano una superficie i circa 700.000 km² e hanno un volume di circa 158.000 km³. Questo valore è simile a quello ottenuto con il nuovo modello di machine learning a partire da 7 milioni di dati relativi allo spessore dei ghiacciai del pianeta.

Il modello li ha combinati con 26 variabili fisiche e geometriche dei ghiacciai, quali la pendenza e la curvatura del terreno, la velocità del ghiaccio e la temperatura. In questo modo ha ricostruito, punto per punto, lo spessore del ghiaccio e quindi il volume di ogni ghiacciaio presente nel Randolph Glacier Inventory, la mappatura più aggiornata dei ghiacciai esistenti, escluse le calotte polari. Rispetto alle stime precedenti, quelle di IceBoost 2.0 sono più fedeli, fino al 40%, alle misure ottenute sul campo e più realistiche rispetto alla distribuzione di ogni ghiacciaio. Per esempio, IceBoost 2.0 stima che il Geikie Plateau in Groenlandia orientale ospiti quasi il doppio del ghiaccio rispetto agli studi precedenti. I dati possono essere consultati anche dai singoli cittadini grazie a un’app interattiva.

A che cosa serve conoscere il volume dei ghiacciai
Attualmente in tutto il mondo i ghiacciai si stanno ritirando e stanno perdendo massa a causa del riscaldamento globale. Si stima che, tra il 2000 e il 2023, i ghiacciai abbiano perso in media una massa di circa 273 miliardi di tonnellate all’anno. La variazione media complessiva dello spessore del ghiaccio, considerando tutti i ghiacciai monitorati tra il 1976 e il 2025, è pari a circa 16,5 m. Il ghiaccio perso a livello globale solo nel 2025 corrisponde a circa cinque volte la quantità di ghiaccio contenuta in tutti i ghiacciai delle Alpi europee.

Conoscere con la massima precisione lo stato attuale dei ghiacciai serve per prevedere come evolveranno entro il 2100 e in che misura la loro fusione contribuirà all’innalzamento del livello del mare. Per la sua attendibilità, il nuovo modello di Intelligenza Artificiale sarà la fonte dei dati sui ghiacciai su cui si baseranno le prossime simulazioni che verranno fornite all’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Conoscere meglio lo spessore e il volume del ghiaccio aiuta a costruire scenari più affidabili anche sulla futura disponibilità di acqua dolce, soprattutto per le aree ad alto rischio desertificazione. Inoltre i risultati ottenuti con Iceboost 2.0 evidenziano le aree in cui le stime sono meno affidabili, per esempio quelle dell’Himalaya, del Karakorum e della Patagonia. In questo modo orientano le future campagne di monitoraggio che avranno l’obiettivo di integrare i dati con nuove misurazioni.