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17 Agosto 2026
7:00

Il troppo caldo ostacola il volo degli aerei: riduce la densità dell’aria e la spinta del motore

Il caldo che ha investito l'Europa in questi mesi ha effetti anche sugli aerei. La causa è aerodinamica: l'aria molto calda si espande e diventa meno densa. Questa rarefazione riduce la portanza delle ali e diminuisce la massa d'aria in ingresso nei motori, togliendo loro la spinta. Servono quindi piste più lunghe o velivoli più leggeri.

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Il troppo caldo ostacola il volo degli aerei: riduce la densità dell’aria e la spinta del motore
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L'estate del 2026 si sta rivelando una vera spina nel fianco per il settore aereonautico: la presenza di aria troppo calda sulla pista, infatti, può rendere la fase di decollo non sicura, costringendo le compagnie ad annullare alcuni voli. Ma per quale motivo? La risposta è di natura fisica e ha a che fare con la densità dell'aria.

Perché il caldo è un problema per gli aerei

Quando la temperatura sale, le molecole d'aria si espandono e si allontanano l'una dall'altra. L'aria diventa perciò meno densa e questo riduce in maniera importante la portanza generata dalle ali. La portanza, detta in maniera semplice, non è altro che la forza che spinge l'aereo verso l'alto, permettendogli di volare.

Ma non è finita qui, perché i motori turbofan hanno bisogno di "inghiottire" grandissime quantità di aria per generare la spinta necessaria. Se l'aria è meno densa, allora ne entra meno anche nei motori, riducendo la spinta del mezzo. Il tutto senza considerare che in caso di caldo estremo i motori si possono surriscaldare, perdendo ulteriore spinta.

Dal punto di vista pratico, tutto ciò costringe gli aerei a raggiungere velocità più alte prima di decollare e quindi di percorrere piste più lunghe. Se ciò non fosse possibile – magari perché la pista stessa ha una lunghezza ridotta –  il mezzo non può prendere il volo in sicurezza.

Come si risolve il problema?

La soluzione più semplice per risolvere il problema è quella di alleggerire l'aeromobile. Così facendo la velocità necessaria al decollo diminuisce, compensando l'aumento dovuto all'aria calda. Questo è particolarmente utile in caso di piste corte, dal momento che, altrimenti, non sarebbe possibile decollare. E come si toglie peso da un aereo? Ci sono diverse opzioni.

La prima prevede di offrire rimborsi e incentivi economici ai passeggeri che sono disposti a non prendere quel volo: in fondo, meglio perdere qualche passeggero che non decollare affatto. In alternativa, la compagnia può scegliere di non imbarcare parte delle merci commerciali, oppure di partire con meno carburante a bordo, programmando poi – se necessario – uno scalo tecnico lungo il percorso.

Un'altra strategia è quella di spostare l'orario dei voli, specialmente quelli a lunga percorrenza, preferendo le ore più fresche della giornata a quelle del pomeriggio. Infine sulla pista possono essere adottati accorgimenti tecnici come condizionatori esterni o chiedendo ai passeggeri di tenere gli oscuranti abbassati prima del decollo.

Gli impatti del caldo sugli aerei nel 2026

Il 2026 si sta confermando come un anno estremo dal punto di vista dl caldo. Negli Stati Uniti, il mese di luglio è stato registrato come il più caldo in assoluto dal lontano 1895, e questo ha messo a dura prova il sistema aeroportuale. Le conseguenze più evidenti si sono registrate negli scali situati in aree desertiche o soggette a picchi estremi. Un esempio lampante è quello di Las Vegas, presso l'aeroporto internazionale Harry Reid, quando le temperature hanno toccato i 47 gradi Celsius circa. Durante queste giornate una compagnia aerea è stata costretta a sbarcare ben 32 passeggeri da un singolo volo: i calcoli dei piloti indicavano che, con quel peso e con quell'aria così calda, l'aereo non avrebbe mai potuto staccarsi dalla pista in sicurezza.

Purtroppo però non dobbiamo pensare che queste circostanze straordinarie siano esclusive delle zone desertiche. Effetti del genere stanno iniziando a comparire anche in Europa e in altre regioni temperate, costringendo tutto il settore a ripensare le proprie rotte, i calendari dei voli e persino il limite di passeggeri e carico.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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