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in foto: credit: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il 18 gennaio 2017 una valanga travolse l'Hotel Rigopiano a Farindola (PE), sul versante pescarese del Gran Sasso, in Abruzzo. La tragedia è stata provocata dal distaccamento di una grande massa di neve dalla cresta montuosa sovrastante: la valanga fu così violenta da ruotare l'hotel di circa 13° e spostarlo di 48 metri, causando la morte di 29 delle 40 persone presenti all'interno della struttura. A distanza di 5 anni dal disastroso evento, in questo articolo ci concentreremo sul lato tecnico-geologico del disastro, andando a ricostruire cosa accadde quel giorno, in particolare su quali furono le caratteristiche della valanga di Rigopiano e cosa la innescò.

Per farlo utilizzeremo come principale referenza uno studio (condotto da alcuni ricercatori dell'INGV, del Politecnico di Torino, del WSL Institute for Snow and Avalanche Research e dell'Osservatorio Geofisico di Monaco) nel 2020 e pubblicato su Nature Scientific Reports.

Cos'è successo a Rigopiano il giorno della tragedia?

Ricostruiamo la dinamica degli eventi che hanno portato all'innesco della valanga di Rigopiano. A partire dal 15 gennaio 2017 una serie di nevicate piuttosto intense interessò l'area dell'Hotel Rigopiano-Gran Sasso resort, depositando in pochi giorni circa 3,6 metri di neve. Per questo motivo durante la giornata del disastro l'unica strada che connetteva l'albergo al resto del paese era impraticabile – un dettaglio che si rivelerà poi di estrema gravità durante le fasi di soccorso.
Ad ogni modo, dalle 9:25 alle 13:33 di quella giornata si verificarono quattro scosse di magnitudo superiore a 5 ad una distanza di circa 45 km dall'Hotel Rigopiano. Nell'immagine sottostante sono riportate in giallo gli epicentri dei sismi mentre il quadrato grigio indica la posizione dell'albergo.

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in foto: Mappa con gli epicentri dei sismi del 18 gennaio 2017 (indicati con stelle gialle) (Braun et al., 2020).

Tra le 16:45 e le 16:49 si staccò una valanga dalla cima del monte Siella, iniziando a scorrere lungo il canalone che conduceva dritto all'Hotel Rigopiano, che venne violentemente colpito da questa enorme massa di neve.
I soccorritori impiegarono circa 20 ore per raggiungere l'albergo e fu presto avviata un'inchiesta da parte della Procura di Pescara per far luce sull'accaduto.

La valanga

Vale la pena spendere un paio di parole in più in merito alla valanga. Questo fenomeno può essere classificato come "valanga mista", cioè composta da un mix di neve, detriti e tronchi d'albero. La sua corsa iniziò a quota 1969 metri e, percorrendo in pochi secondi la vallata di 2 km che la separavano dall'Hotel Rigopiano, lo colpì violentemente ricoprendolo di neve e spazzando via anche il tetto e i piani superiori. Questo non dovrebbe stupire, viste le caratteristiche della valanga: secondo le ricostruzioni digitali, si staccarono 103 mila m3 di neve, per una massa totale di oltre 19 mila tonnellate, una densità di circa 400 kg/m3 e una velocità di impatto di 28 metri al secondo (circa 100 km/h).

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in foto: Simulazione del percorso della Valanga (Braun et al., 2020).

Cosa ha causato la valanga di Rigopiano?

La versione attualmente più accreditata vede come principale causa non i terremoti della mattinata ma la combinazione tra le abbondanti nevicate di quei giorni e l'aumento delle temperature nel pomeriggio. Questa combinazione di fattori avrebbe favorito l'innesco del fenomeno, come indicato nelle conclusioni stesse dello studio sopracitato:

L’aumento delle temperature sopra 0 °C nel corso della giornata, combinate con la crescita del manto nevoso, può aver contribuito in modo significativo alla destabilizzazione del versante nevoso, portando allo stress che ha provocato l’attivazione energetica della valanga letale.

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in foto: credit: Corpo Nazionale dei Vigli del Fuoco.

Altre teorie

Tra i vari studi effettuati sull'argomento, ha destato particolare interesse uno pubblicato a novembre 2020 sulla rivista Frontiers in Earth Science. In questo paper realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Pescara si analizza la possibilità che, invece, la valanga sia stata effettivamente innescata dal terremoto. In tutta l'area, infatti, in quelle stesse ore si verificarono numerose altre valanghe e, come confermato dagli stessi autori nello studio:

Nonostante il momento esatto di una valanga non sia sempre definito con precisione, è stata riscontrata una chiara connessione tra la distribuzione della maggior parte delle slavine e i maggiori eventi sismici.

Perché è così importante capire la causa della valanga di Rigopiano?

La risposta a questa domanda è principalmente di carattere legale. Se un albergo viene costruito in un'area a rischio valanghe, la responsabilità in caso di incidente può diminuire se la valanga stessa è causata da un fenomeno imprevedibile – come potrebbe essere un terremoto. Al contrario, una valanga innescata per carico gravitativo (quindi potremmo dire una valanga che si sarebbe verificata anche senza il terremoto) comporterebbe pene più severe.
Attualmente la Procura di Pescara ha vagliato e scartato l'ipotesi di un innesco legato al sisma, ma la decisione finale spetterà al giudice.

Bibliografia
Braun, T., Frigo, B., Chiaia, B. et al. Seismic signature of the deadly snow avalanche of January 18, 2017, at Rigopiano (Italy). Sci Rep 10, 18563 (2020).
Piacentini T, Calista M, Crescenti U, Miccadei E and Sciarra N (2020) Seismically Induced Snow Avalanches: The Central Italy Case. Front. Earth Sci. 8:599611. doi: 10.3389/feart.2020.599611

Articolo a cura di
Stefano Gandelli