
Sulle coste di Ibiza, il colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis) – un serpente terrestre introdotto accidentalmente sull'isola a inizio anni 2000 – ha iniziato a nuotare in mare aperto per colonizzare i piccoli isolotti circostanti. Questa migrazione mette in serio pericolo la sopravvivenza della lucertola delle Pitiuse (Podarcis pityusensis), una specie endemica già classificata come "in pericolo" dalla IUCN. A documentare questo allarmante comportamento è un recente studio pubblicato sulla rivista Ecology, che certifica come la barriera naturale dell'acqua salata non sia più sufficiente a fermare l'avanzata del predatore. Quella che era iniziata come una lenta invasione silenziosa si è trasformata in una corsa contro il tempo per salvare le ultime linee evolutive di un rettile unico al mondo.
Come ha fatto un serpente terrestre ad arrivare sull’isola
La storia di questa invasione inizia nei primi anni 2000, quando il colubro ferro di cavallo è stato introdotto accidentalmente a Ibiza attraverso l'importazione di ulivi e piante ornamentali dalla Penisola Iberica. Si tratta di un serpente originario della Spagna continentale e del Nord Africa, dove vive come predatore attivo che si nutre di lucertole, piccoli mammiferi e nidiacei. Il suo habitat ideale è la macchia mediterranea e le zone rocciose e assolate, ma si adatta anche ad aree rurali.
A Ibiza, però, il colubro si è trovato in una situazione da sogno: nessun predatore naturale e un'abbondanza enorme di prede facili, in particolare la lucertola delle Pitiuse (Podarcis pityusensis), che da migliaia di anni viveva sull'isola. Il risultato è stato una proliferazione esplosiva. Dopo i primi avvistamenti nel 2003, la popolazione di colubri è cresciuta in modo esponenziale: nel 2010 occupava meno del 5% di Ibiza, nel 2016 era salita al 40%, e nel 2025 ha raggiunto il 90% del territorio dell'isola. Nonostante la rimozione di oltre 12.000 serpenti dal 2016, l'eradicazione completa è considerata impossibile.

Perché i serpenti si buttano in mare: il caso di Santa Eulària
Fino a poco tempo fa, gli scienziati speravano che almeno le popolazioni di lucertole sugli isolotti circostanti fossero al sicuro, protette dall'acqua di mare. Lo studio su Ecology dimostra il contrario. Sull'isolotto di Santa Eulària (appena 4,67 ettari), nel settembre 2023 i ricercatori hanno installato 12 trappole. In 13 visite fino al maggio 2025 sono stati catturati 58 serpenti con una densità stimata di 12,4 esemplari per ettaro. In parallelo, i censimenti delle lucertole raccontano un crollo verticale: nel 2016 ne erano state contate 72, nel settembre 2023 solo 2 e da ottobre 2023 in poi, nessuna. La popolazione è considerata completamente estinta. E non si tratta di un caso isolato, la lucertola è già scomparsa da almeno 10 isolotti, e i serpenti ne hanno colonizzati tra 12 e 15.

Come spiega Oriol Lapiedra, ricercatore del CREAF, «All'inizio dell'espansione ci volevano dagli otto ai dieci anni perché le lucertole scomparissero, ma ora, quando raggiunge un punto dall'altra parte dell'isola, il tempo per la completa eradicazione è di due o tre anni».
Cosa spinge un serpente terrestre a tuffarsi in acqua salata? La risposta, a oggi, non è ancora certa. Lo studio su Ecology propone due ipotesi principali: la prima è che si tratti di una conseguenza della competizione intraspecifica innescata dall'esaurimento delle prede mentre, la seconda ipotesi, è che le linee invasive possano aver sviluppato una maggiore propensione all'esplorazione rispetto alle popolazioni native. È una domanda aperta, e gli stessi autori dello studio sottolineano che approfondirla sarà fondamentale per prevedere meglio le dinamiche di diffusione dei predatori invasivi.
Quello che è certo, invece, è che il fenomeno non è accidentale. I ricercatori hanno raccolto 14 avvistamenti indipendenti di serpenti in mare aperto attorno a Ibiza tra il 2015 e il 2025. Il 77% è avvenuto entro 200 metri dalla costa (con un caso estremo a 3,2 km), tutti in condizioni meteo tranquille: non si tratta di animali trascinati al largo da una tempesta, ma di dispersione attiva e volontaria.

Ogni isolotto è una linea evolutiva unica
Su Ibiza, Formentera e i 39 isolotti circostanti, migliaia di anni di isolamento genetico hanno prodotto oltre 30 unità evolutive significative di lucertola delle Pitiuse, molte con colorazioni uniche (verdi, blu, nere, grigie). Quando un serpente raggiunge uno di questi isolotti cancella una linea evolutiva che non esiste in nessun altro luogo.

La lucertola delle Pitiuse, essendo stata a lungo l'unico vertebrato terrestre sugli isolotti, svolge un ruolo chiave nell'ecosistema. Controlla le popolazioni di insetti, contribuisce all'impollinazione e disperde i semi. La sua scomparsa può avere ripercussioni a cascata sull'intero ecosistema. Per questo è stata avviata un'operazione di salvataggio: esemplari provenienti dalle popolazioni più a rischio vengono trasferiti allo zoo di Barcellona, che ospita già individui da diverse aree. Lapiedra ha descritto la situazione come una sorta di "Arca di Noè".
Come riporta El Paìs, la stampa internazionale ha riportato la notizia in toni allarmistici, e ci sono state segnalazioni di turisti che hanno valutato di cancellare le vacanze. È importante sottolineare che il colubro ferro di cavallo essendo un ofide aglifo, è sprovvisto di denti specializzati per inoculare veleno e pertanto il suo morso non è velenoso e non rappresenta alcun pericolo per l'uomo.