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27 Luglio 2026
11:30

Scoperti 24 nuovi fossili di Homo antecessor ad Atapuerca: una specie antica vissuta 850.000 anni fa

La campagna di scavo 2026 di Atapuerca, in Spagna, ha restituito 24 nuovi fossili di Homo antecessor (850.000 anni fa), tra cui importanti resti di adulti. Nuove scoperte anche alla Sima del Elefante, Galería e Galería de las Estatuas arricchiscono il quadro conoscitivo su altri periodi della preistoria.

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Scoperti 24 nuovi fossili di Homo antecessor ad Atapuerca: una specie antica vissuta 850.000 anni fa
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Ricercatori al lavoro nel sito di Atapuerca. Credit: IPHES.

La campagna di scavo 2026 nei siti della Sierra de Atapuerca, in Spagna, ha restituito nuovi reperti che arricchiscono il quadro dell'evoluzione umana in Europa. Tra i risultati più importanti ottenuti dagli archeologi dell'archeologi dell'Institut Català de Paleoecologia Humana i Evolució Social (IPHES) si distinguono i 24 nuovi fossili attribuiti a Homo antecessor, una delle specie umane più antiche del continente, vissuta circa 850.000 anni fa.

Homo antecessor, finora attestato solamente nel sito di Atapuerca, rappresenta la più antica popolazione ad oggi nota di specie di Homo europea. La sua posizione nell'albero evolutivo umano è tuttora molto discussa, e non è chiara la relazione evolutiva tra Homo antecessor, Homo erectus e Homo heidelbergensis, considerato forse l'ultimo antenato comune fra Homo neanderthalensis e Homo sapiens. Lo studio di Homo antecessor può darci dunque informazioni importantissime per la nostra conoscenza dell'evoluzione umana in Europa.

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Un'ulna di Homo antecessor, uno dei nuovi 24 fossili umani acquisiti nel corso dell'ultima campagna di scavo. Credit: IPHES.

I resti rinvenuti provengono dal livello TD6 della Gran Dolina, lo stesso che negli anni Novanta portò all'identificazione della specie. La nuova serie comprende reperti appartenuti sia a individui giovani sia, per la prima volta in modo significativo, ad adulti. Questo consentirà ai ricercatori di comprendere meglio la variabilità anatomica della popolazione e di ricostruire con maggiore precisione le caratteristiche di questa specie, considerata fondamentale per lo studio delle prime occupazioni umane dell'Europa occidentale. La campagna ha prodotto risultati anche in altri settori del complesso di Atapuerca. Nella Sima del Elefante, uno dei siti più antichi dell'Europa occidentale, sono emersi nuovi strumenti in pietra e resti di animali che contribuiscono a ricostruire l'ambiente frequentato dalle popolazioni di circa 1,4 milioni di anni fa. Le ricerche stanno ampliando le conoscenze sulle prime popolazioni che raggiunsero il continente europeo.

Anche nel sito di Galería gli archeologi hanno individuato un'importante concentrazione di resti animali e manufatti litici, utili per comprendere il modo in cui gli esseri umani sfruttavano le risorse disponibili e interagivano con i grandi mammiferi del Pleistocene. Nella vicina Galería de las Estatuas sono invece emerse nuove evidenze dell'occupazione neandertaliana, che contribuiranno a ricostruire la frequentazione da parte dei gruppi durante il Paleolitico medio (150.000-50.000 anni fa).

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Il gruppo di lavoro impegnato nella campagna di scavo di quest'anno. Credit: Fundacion Atapuerca.

Le indagini sono proseguite anche nella Cueva Fantasma, dove è continuato lo studio di livelli ancora in gran parte inesplorati, e nella Cueva de El Mirador, che conserva testimonianze delle comunità agricole e pastorali del Neolitico. L'insieme complessivo di questi risultati conferma il valore della Sierra de Atapuerca, uno dei più importanti complessi paleoantropologici al mondo. In pochi chilometri quadrati sono conservate testimonianze che coprono oltre un milione di anni di presenza umana, dalle prime colonizzazioni del continente fino alle società neolitiche.

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