
È tra i suoni più forti nelle foreste europee, uno in grado di lacerare il silenzio all'inizio dell'autunno: il bramito del maschio del cervo rosso (Cervus elaphus) è, per chi abita nei pressi dei boschi, un segnale inconfondibile dell'arrivo della nuova stagione. Oltre che sviluppare un aumento dell'aggressività e della territorialità nei confronti dei rivali, durante il periodo riproduttivo i maschi di cervo rosso emettono spesso versi rauchi e profondi. Si ritiene, anche se si tratta di misure non confermate scientificamente, che siano in grado di raggiungere circa 100 decibel e propagarsi per circa un chilometro. Il maschio segnala non solo la sua presenza e disponibilità ad accoppiarsi, ma anche la sua stazza, poiché un tono più basso corrisponde a maggiori dimensioni corporee, che le femmine tendono a prediligere.
La stagione riproduttiva nei cervi
La stagione riproduttiva del cervo rosso va da settembre a metà novembre, raggiungendo il picco a ottobre inoltrato. Per i cervi maschi corrisponde a una serie di cambiamenti ormonali che li rende più attivi, in particolare di notte, e più aggressivi a causa dell'incremento del livello di testosterone nel loro corpo (ragione per cui è preferibile stare alla loro larga ancora più del solito durante le nostre escursioni autunnali), come rilevato in studi già degli anni Settanta. I maschi diventano anche molto protettivi nei confronti del territorio, che marchiano graffiando la corteccia degli alberi con le proprie corna o strofinando sugli alberi apposite ghiandole odorifere che si trovano sulla testa e sulle zampe. La competizione tra i maschi è feroce, ed è questo il periodo in cui è più facile osservare un duello tra contendenti intenti a incrociare le corna per il favore di una femmina o per difendere il proprio angolo di foresta. L'attività frenetica li rende più suscettibili a malattie e infezioni e giungono esausti al termine della stagione: spesso perdono i palchi di corna e fino a 23 chili di peso.

A cosa serve: il richiamo per attirare le femmine
In inglese, questo periodo dell'anno viene chiamato rut, dal latino rugitus, a indicare i versi che tipicamente accompagnano la stagione riproduttiva di molti ungulati come alci e renne. Non tutti i cervi emettono bramiti e non tutti nella stessa maniera: la vocalizzazione riproduttiva dei daini (Dama dama), per esempio, è una serie di bassi richiami gutturali ad altissima frequenza, ripetuti a volte per ore di fila, come riportato da uno studio del 2008. Nel caso del cervo rosso, il bramito ricorda un muggito di una mucca ma più vibrante e prolungato. Racconti informali di guide ed escursionisti attribuiscono a questo suono un'intensità di 100-120 decibel e che possa essere udito per miglia, ma in realtà non esistono studi che attestino di preciso questa misura.
Studi di monitoraggio dei cervi, che spesso trasmettono registrazioni del loro verso per attirare gli animali, utilizzano altoparlanti settati a circa 105 decibel (l'equivalente di sirena di ambulanza a una decina di metri di distanza), che replicherebbe a detta dei ricercatori un volume paragonabile a quello del tipico verso di un maschio in calore. A seconda delle condizioni e di quanto è fitta la vegetazione circostante, un suono di questa intensità può propagarsi fino a un chilometro, sufficiente a sovrastare il tipico silenzio delle foreste temperate e permettere ad animali tipicamente schivi di incontrarsi. Da un lato il maschio cerca l'attenzione delle femmine, dall'altro scoraggia altri cervi maschi ad avvicinarsi troppo.
Gli studi scientifici sul verso dei cervi si concentrano, invece che sul volume, sulla tonalità: le femmine sembrano essere in grado di selezionare il maschio prediletto anche in base al suo bramito. Una ricerca sui daini ha mostrato come delle vocalizzazioni dalla frequenza più bassa corrispondano a maggiori dimensione corporee, e che queste venivano emesse dai daini riproduttivamente dominanti. Un gruppo di ricercatori dell'University of Sussex ha invece trasmesso dei bramiti registrati da altoparlanti posizionati nella foresta, alterando di volta in volta la banda di frequenza e osservando la reazione delle femmine di cervo rosso. Queste ultime sembravano prediligere i richiami dalla frequenza più bassa, e lo stesso richiamo sortiva meno successo se veniva alterato per diventare più acuto. Ma questa non sembra essere una regola universale: un altro studio su una popolazioni di cervi rossi scozzesi, ad esempio, non ha mostrato una particolare preferenza per la frequenza del verso da parte delle femmine.
L'evoluzione dei richiami sessuali
Attirare un partner con dei forti bramiti ha un costo in termini di sopravvivenza: i cervi segnalano la loro presenza all'altro sesso, ma anche a potenziali predatori (e cacciatori umani, che dagli albori della civiltà fanno ricorso a richiami che imitano i versi animali proprio per questo motivo). Tale comportamento può sembrare una contraddizione in termini evolutivi, ma si tratta invece di un esempio di selezione sessuale, che porta all'insorgenza di precise caratteristiche allo scopo di incrementare il successo riproduttivo – anche a costo di rischi.
L'esempio più noto per spiegare questa apparente contraddizione è quello della coda del maschio del pavone. Per l'animale, un tale ammasso di piume sembra in prima analisi controproducente: a che pro sviluppare un piumaggio così appariscente è dispendioso in termini energetici e avere una coda che potrebbe rivelarsi d'impaccio in caso di fuga da predatori? Ma i maschi di pavone più forti, agili e in migliori condizioni di salute (ovvero quelli che possiedono un patrimonio genetico migliore) sono proprio quelli che possono permettersi il piumaggio più bello. È quindi la qualità del piumaggio a segnalare alle femmine di essere un buon partner, uno che passerà geni forti alla propria prole, e questo spinge la selezione naturale a favorire le code più belle nonostante i potenziali inconvenienti. Il bramito del cervo maschio è quindi l'equivalente di una coda di pavone: in termini di costi e benefici, in alcune circostanze esporsi aumenta le chances di riprodursi con successo.