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Il razzo di SpaceX ha creato un nuovo cratere precipitando sulla Luna a 8.700km/h: immagini della sonda NASA

La NASA ha diffuso le immagini scattate dalla sonda LRO del cratere formatosi sulla Luna dopo l'impatto dello stadio superiore di razzo Falcon 9 di Space X. Lo schianto, avvenuto a una velocità di 8.700 km/h, ha creato un nuovo cratere largo 18 metri e profondo meno di 3m: servirà a studiare impatti e geologia lunare.

19 Agosto 2026
15:16
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Il razzo di SpaceX ha creato un nuovo cratere precipitando sulla Luna a 8.700km/h: immagini della sonda NASA
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Il nuovo cratere formatosi sulla Luna dopo lo schianto del razzo Falcon 9, indicato dalla freccia gialla. Credit: NASA

La NASA ha rilasciato nuove immagini del cratere formatosi sulla Luna dopo l'impatto dello stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX, immortalato dalla sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter). L'impatto, avvenuto a una velocità di circa 8.700 km/h, risale in realtà allo scorso 5 agosto, ma solo ora la NASA ha pubblicato le immagini con un confronto del prima e dopo: i video circolati nei giorni successivi all'evento sono stati infatti generati con l'intelligenza artificiale, come ammesso anche da Elon Musk.

Come sottolineato dall'Agenzia spaziale americana, ottenere le immagini dello schianto ha richiesto diverso tempo: gli ingegneri hanno infatti dovuto inclinare la sonda in modo che le sue telecamere puntassero verso il cratere ogni volta che LRO passava a circa 96 km sopra la Luna, viaggiando a 1,6 chilometri al secondo.

Il razzo Falcon 9 era stato lanciato a gennaio 2025 dalla Florida nel corso della missione Firefly Blue Ghost 1: a bordo trasportava due lander lunari, il Blue Ghost dell'azienda Firefly Aerospace e il Resilience (missione Hakuto-R) della giapponese ispace.

Dopo aver rilasciato il carico, lo stadio superiore del razzo avrebbe dovuto rientrare nell'atmosfera terrestre e disintegrarsi. Le cose, però, non sono andate così: il detrito spaziale è finito in un'orbita alta attorno alla Terra, a una distanza simile a quella della Luna, tanto da incrociarne il percorso. L'evento, comunque, servirà agli scienziati per approfondire la formazione di crateri sulla Luna e la propagazione di onde sismiche, fornendo preziosi elementi di geologia lunare.

Le immagini del nuovo cratere della sonda LRO e i dati della NASA

A immortalare il nuovo cratere è stato il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), la sonda della NASA che orbita attorno alla Luna, con una serie di scatti raccolti tra l'11 e il 12 agosto, quindi circa sei giorni dopo l'impatto, avvenuto nei pressi del cratere Einstein alle 08:35 italiane, verso il bordo occidentale della Luna. E qui c'è una prima curiosità tecnica che vale la pena raccontare, perché fotografare quel punto preciso non è stato affatto banale.

LRO orbita attorno alla Luna viaggiando da un polo all'altro in circa 2 ore – a una velocità di 1,6 chilometri al secondo – mentre il nostro satellite naturale ruota lentamente sotto la sonda. Per inquadrare il cratere, gli ingegneri hanno quindi dovuto inclinare la sonda e aspettare che quella zona entrasse nel suo campo visivo, il che ha richiesto sei giorni.

sonda LRO
La sonda LRO della NASA. Credit: NASA

In questo caso, il margine di errore per gli esperti della NASA era praticamente pari a zero: se la fotocamera avesse scattato anche solo 10 secondi troppo presto o troppo tardi, il bersaglio sarebbe finito fuori centro di circa 16 km.

Lo sforzo, però, è stato ripagato. Riprendendo il cratere da angolazioni e con illuminazioni diverse, gli scienziati hanno potuto misurare le dimensioni del nuovo cratere: circa 18 metri di larghezza e una profondità inferiore ai 3 metri, stimata a partire dalla lunghezza dell'ombra proiettata dal bordo. A rendere possibile questo livello di dettaglio è la Narrow-Angle Camera di LRO, capace di distinguere oggetti larghi appena 90 centimetri.

cratere luna
Le immagini del nuovo cratere formatosi sulla Luna dalle diverse angolazioni. Credit: NASA

Le foto mostrano anche qualcosa di affascinante: dei raggi chiari e scuri che si irradiano dal cratere. Le striature più scure sono fatte di polvere e rocce superficiali alterate nel tempo dal vento solare, dai raggi cosmici galattici e dall'impatto di micrometeoriti. Le striature più chiare vicino al bordo del cratere, invece, sono materiale fresco portato in superficie da profondità maggiori.

Com'è stato individuato il punto esatto dell'impatto del razzo di Space X e perché è importante

Per identificare il punto esatto dell'impatto è stato necessario il coordinamento globale tra esperti e appassionati dell'astronomia. A individuare per primi la traiettoria del razzo, infatti, sono stati alcuni astronomi indipendenti, partendo da dati pubblici. Poi è entrato in gioco il Center for Near Earth Object Studies della NASA – che si occupa di monitorare gli oggetti naturali che potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra – che ha sfruttato l'occasione per collaudare i propri strumenti di previsione degli impatti.

Il centro ha affinato passo dopo passo la traiettoria fino a identificare il punto esatto dell'impatto, poi comunicato ai colleghi coreani della sonda Danuri (Korea Pathfinder Lunar Orbiter), che poche ore dopo hanno fotografato il cratere con la telecamera ad alta risoluzione LUTI a bordo di Danuri, confermando che la previsione era accurata entro circa 0,9 km.

Proprio questa accuratezza, con un margine di errore di meno di 1 km, ha permesso di aggiornare con precisione le coordinate del centro del cratere. Dopo aver catturato le immagini del cratere, la missione Danuri ha inviato le coordinate al team LRO della NASA per contribuire a perfezionare la sequenza di immagini successive. Confrontando le nuove immagini del cratere con quelle precedenti all'impatto, il team LRO ha aggiornato le coordinate del centro del cratere: 19.4759°N, 266.7138°E, 511 metri di altitudine.

E qui arriviamo al punto: perché una collisione del genere è così importante? Perché ci aiuta a capire meglio come funzionano gli impatti sul nostro satellite naturale.

Quando un meteorite naturale colpisce la Luna, infatti, non conosciamo molto di quell'oggetto spaziale. Del razzo Falcon 9, invece, conoscevamo tutto: massa (circa 4 tonnellate), dimensioni (lungo circa 12 metri e largo 4) e velocità d'impatto (circa 8.700 km/h). Questo trasforma lo schianto in un laboratorio in tempo reale, utile per verificare la precisione dei nostri modelli matematici sulla formazione dei crateri e sulla propagazione delle onde sismiche, permettendoci di studiare più a fondo la geologia lunare e, in prospettiva, progettare basi lunari più sicure, monitorando con più precisione la spazzatura spaziale.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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