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20 Aprile 2026
14:31

In Uganda è in corso una guerra tra scimpanzé: le due fazioni erano un tempo unite un gruppo di 200 individui

Oltre 200 scimpanzé, un solo gruppo e poi la frattura: in Uganda una comunità si è in fazioni rivali che hanno iniziato una guerra civile nonostante l'abbondanza di risorse. Secondo gli esperti, la scissione potrebbe essere stata provocata da una crescita eccessiva del gruppo.

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In Uganda è in corso una guerra tra scimpanzé: le due fazioni erano un tempo unite un gruppo di 200 individui
scimpanze uganda
Scimpanzè del gruppo Ngogo in Uganda. Fonte: Sandel et al. (2026).

Il più grande gruppo di scimpanzé conosciuto, la comunità Ngogo in Uganda che conta oltre 200 individui, si è gradualmente diviso in due fazioni separate che sono entrate in una vera e propria “guerra civile”. A descrivere nel dettaglio questo raro fenomeno è uno studio recentemente pubblicato su Science. È la prima volta che si osserva la scissione di un gruppo di scimpanzé sfociare in un conflitto dagli anni '70, quando l'etologa Jane Goodall studiò una guerra tra due fazioni rivali nel Parco Nazionale del Gombe, in Tanzania. Questa però è la prima volta in assoluto che si osserva questo fenomeno anche in condizioni di abbondanza di risorse. Questo contraddice l’idea che l’abbondanza porti automaticamente a maggiore cooperazione tra gruppi. Al contrario, nel caso degli scimpanzé in Uganda, la crescita del gruppo oltre una certa soglia sembra aver favorito la formazione di fazioni e, infine, il conflitto aperto.

Come il gruppo di scimpanzé si è diviso in due fazioni

Il caso documentato in Science mostra in modo dettagliato come il gruppo di scimpanzé sia passato da una struttura sociale unitaria a una divisione completa in due fazioni rivali. Attraverso le analisi delle associazioni sociali, i ricercatori hanno identificato la comparsa progressiva di cluster (sottogruppi di individui più strettamente connessi tra loro rispetto al resto della rete sociale) distinti all’interno del gruppo. Questi sottogruppi non erano inizialmente stabili: molti individui passavano da una fazione all’altra nel corso degli anni, segno che la divisione non era ancora consolidata. Con il tempo, però, i legami tra i cluster si sono indeboliti. Alcuni individui chiave, che fungevano da “ponti” tra i sottogruppi, sono scomparsi (anche a causa di malattie) riducendo ulteriormente la connessione tra le fazioni.

Queste dinamiche hanno portato a una riorganizzazione non casuale delle relazioni sociali: i legami si sono riallineati lungo una nuova linea di divisione. A quel punto, il gruppo originario non esisteva più come unità funzionale, ma si era trasformato in due gruppi distinti. Un'analisi interessante perché dimostra che anche nelle società di scimpanzé la somma di piccoli cambiamenti cumulativi può portare a una frattura irreversibile in una struttura che prima era coesa.

La “guerra civile” tra scimpanzé in Uganda

Una volta completata la separazione, la relazione tra le due fazioni di scimpanzé è rapidamente degenerata: i membri dei due gruppi hanno iniziato a comportarsi come veri e propri rivali territoriali.

Le prime fasi del conflitto sono state caratterizzate da pattugliamenti dei confini. Piccoli gruppi, spesso composti da maschi adulti, esploravano le aree di confine tra i territori. Nel giro di pochi anni, questa tensione si è trasformata in violenza diretta, configurando una vera e propria “guerra civile” tra ex membri dello stesso gruppo. Gli attacchi si sono concentrati inizialmente sui maschi adulti per poi estendersi anche agli individui più vulnerabili, come gli infanti.

Questo schema suggerisce che la violenza non sia casuale, ma strategica, legata alla competizione per territorio, risorse e riproduzione. Il dato più sorprendente è che questa escalation non è stata causata da scarsità di risorse: al contrario, il gruppo originario prosperava in un ambiente ricco, capace di sostenere una popolazione molto numerosa.

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