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13 Ottobre 2026
14:30

Criminalità in Italia in calo, meno furti e più truffe online: a Milano record di denunce, i dati

Più truffe online e danneggiamenti, ma reati gravi in calo: nel 2025 gli omicidi volontari sono scesi dell'11,3% rispetto all'anno precedente. È il quadro dei reati denunciati nel 2025 secondo l'Indice della criminalità. Ecco quali sono le province italiane più e meno colpite.

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Criminalità in Italia in calo, meno furti e più truffe online: a Milano record di denunce, i dati
crimini informatici

Meno furti in casa, meno rapine, meno omicidi. La mappa dei reati in Italia sta cambiando fisionomia e la nuova classifica delle province lo mostra città per città. A scattare questa fotografia è l’ultima edizione dell’Indice della Criminalità del Sole 24 Ore, su dati forniti dal Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, che mette a confronto 106 territori provinciali, misurando per ciascuno quante denunce si registrano ogni 100mila abitanti.

Truffe e frodi informatiche, invece, sono in aumento, insieme a percosse, estorsioni e incendi. Tra le città con più denunce si posizionano Milano (1° in Italia), seguita da Firenze e Roma. Chiudono la classifica Enna, Potenza e Oristano, città con il minor numero di denunce (ma non necessariamente considerate le più sicure d'Italia).

Va detto, infatti, che questi dati vanno letti contestualizzandoli. Un alto numero di denunce non indica necessariamente una maggiore pericolosità: può semplicemente riflettere una maggiore propensione dei cittadini a denunciare. Al contrario, città con poche denunce potrebbero avere una criminalità sommersa elevata, dove le vittime non denunciano per sfiducia nelle istituzioni, paura di ritorsioni o rassegnazione. Questi dati sulle denunce, quindi, misurano la criminalità emersa, non quella reale.

I reati che diminuiscono e aumentano: omicidi, truffe online e danneggiamenti

Secondo i dati, nel 2025 gli omicidi volontari sono stati 289, l'11,3% in meno dell'anno precedente. Un numero così basso, nella serie storica che parte dal dopoguerra, si era visto soltanto nel 2020, quando il Paese era chiuso in casa. Scendono sotto quota mille anche i tentati omicidi. È il dato più eloquente di un bilancio che nel complesso si ferma a 2,36 milioni di delitti denunciati, l'1,8% in meno del 2024. E la tendenza sembra rafforzarsi considerato che i numeri provvisori dei primi sei mesi del 2026 segnano un calo vicino al 10%.

Alcuni reati diminuiscono ma tra questi non ci sono le truffe e le frodi informatiche che invece continuano a crescere. Infatti, per questo tipo di trasgressione viene segnalato un +4,4% nel 2025, toccando quota 298.651, e un +40% sul 2019, pari a 12.565 casi in aumento. Ad aumentare sono anche danneggiamenti, percosse, estorsioni e incendi, con i danneggiamenti che sono stati 288.938 in 12 mesi, ovvero +3,9% sul 2024, in aumento di 10.954 casi.

Parallelamente i furti, che nel 2019 erano quasi la metà di tutti i reati denunciati, oggi pesano per il 42%. Si ruba meno nelle case o sulle auto parcheggiate, con un’inversione di tendenza che segna rispettivamente un -8,7% e un -16%, e anche le b, diminuite del 3,6%. In tutto i furti sono stati -62mila in un anno, scendendo a 992.600 e tornando sotto il milione per la prima volta dal 2022.

Secondo Marco Dugato, ricercatore dell’Università Cattolica, i piccoli furti commessi per necessità vengono segnalati sempre meno e una parte del calo potrebbe quindi essere solo apparente. All'opposto, le violenze sessuali si sono assestate intorno alle 6.600 l'anno dopo una lunga fase di crescita, segnando -2,8%.

Le città con più denunce

I dati evidenziano come quasi il 50% degli illeciti si concentrino nelle grandi aree urbane del Centro Nord e tra queste è proprio Milano ad essere prima per incidenza. Il capoluogo lombardo supera i 7mila reati ogni 100mila abitanti, con un aumento di 0,6% nel 2025. Milano guida la classifica per rapine e furti, a cui seguono Firenze, Roma, Bologna e Torino.

Nonostante ciò, città come Firenze, Roma e Bologna hanno chiuso l’anno con meno denunce del precedente pur restano ai vertici della classifica, mentre a crescere sono proprio le province lombarde con Lodi +12,1%, Varese +6,2%, Sondrio +5,6%, Mantova +4,7%, Pavia +3,4% e Bergamo +3,1%.

Quindi, come dicevamo, Milano si conferma capofila in Italia per furti e rapine, oltre a occupare il secondo gradino per i danneggiamenti, mentre Roma primeggia nelle denunce legate al traffico di stupefacenti. Firenze insegue il capoluogo lombardo tanto nei furti quanto nelle rapine e conquista il primato in furti con destrezza, furti negli esercizi commerciali e rapine sulla pubblica via. Sul fronte degli omicidi volontari, la graduatoria nazionale vede davanti a tutte Foggia, seguita da Trieste e Lodi. Per le truffe informatiche la provincia più colpita è Novara, davanti a Belluno e Trieste.

Le province con meno reati e il calo nel Mezzogiorno

L’Istat ha stimato che lavoratori e studenti portano quotidianamente nelle città metropolitane quasi due milioni di presenze in più, senza contare i turisti. A Milano la popolazione diurna arriva al 121% di quella residente, a Roma al 115%, a Firenze al 109%, secondo le statistiche sperimentali sulla popolazione insistente aggiornate al 2023. Più gente e più vita notturna, spiega Dugato, significano più occasioni di reato. Vale anche per Rimini, dove scippi e borseggi sugli autobus seguono i flussi balneari e fieristici, come nota il sindaco Jamil Sadegholvaad. Inoltre, la provincia con l’aumento più forte d’Italia, ovvero +15,1% su base annua di reati denunciati, è Aosta, nonostante un tasso di criminalità tra i più contenuti.

All’altro capo della graduatoria c’è Oristano, con un tasso quattro volte inferiore a quello milanese, ovvero 1.707 denunce ogni 100mila abitanti, seguita da Potenza, Enna e Benevento. È nel Mezzogiorno che le denunce arretrano di più e la Sicilia guida la tendenza: otto province su nove chiudono l’anno con il segno meno e in tutta l’isola i reati restano sotto i livelli del 2019. I cali più netti riguardano Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%). Scendono anche le province campane, con Caserta a -4,8% e Napoli a -1,6%, mentre le sole a muoversi in direzione opposta sono Cosenza (+2,3%) e Brindisi (+0,4%).

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