
Una violenta alluvione lampo (flash flood in inglese) si è abbattuta sul Grand Canyon, travolgendo l'area di Phantom Ranch e il Bright Angel Canyon, nel cuore del Parco nazionale statunitense. Secondo l'ultimo bilancio, almeno una persona avrebbe perso la vita (si tratterebbe di un uomo di 46 anni), circa 15 risultano disperse o irreperibili, mentre 62 persone sono state evacuate dalla zona, alcune per via aerea.
L'alluvione è iniziata lo scorso 29 agosto intorno alle 14:30 (ora locale), con l'ondata di piena che ha distrutto diverse infrastrutture e tutti i ponti del Bright Angel Creek. Il personale del Parco nazionale del Grand Canyon sta continuando le operazioni di evacuazione e di soccorso, in coordinamento con il Dipartimento di Pubblica Sicurezza dell'Arizona, con l'obiettivo di rintracciare le persone che potrebbero aver transitato nella zona più colpita dalle piogge. Intanto, le strutture alberghiere con pernottamento saranno chiuse a partire da oggi, 31 agosto.
Le possibili cause della violenta alluvione
L'evento è iniziato nel pomeriggio del 29 agosto, intorno alle 14:30 ora locale (le 23:30 in Italia), quando un'ondata di piena si è abbattuta sul Bright Angel Canyon e sull'area di Phantom Ranch, il punto più basso e remoto del parco, dove si trovano alcuni dormitori e le cabine spesso usate da chi percorre il fiume in rafting. Come riportato sulla pagina ufficiale del Parco nazionale, la forza dell'acqua è stata tale da distruggere quasi tutti i ponti pedonali che attraversano il Bright Angel Creek, eliminando di fatto la possibilità per gli escursionisti di attraversare il torrente.
Nel frattempo, il personale del Parco Nazionale del Grand Canyon sta continuando a valutare i danni a sentieri, ponti, servizi, strutture e altre infrastrutture: il fiume Colorado è attualmente chiuso alla navigazione fluviale fino a nuovo avviso, a causa delle strutture metalliche e dei detriti che vi sono finiti dentro. A partire dalle 12:00 di oggi, 31 agosto, le autorità introdurranno delle restrizioni idriche di livello 4 sul South Rim. L'alluvione, infatti, ha causato ingenti danni alle infrastrutture nella parte interna del canyon, tra cui l'acquedotto Transcanyon, che rifornisce d'acqua il parco. Al momento l'acquedotto non è operativo, lasciando il parco con riserve idriche limitate e rendendo necessarie delle misure di risparmio idrico per garantire la disponibilità di acqua.
Ma perché il Grand Canyon è così vulnerabile a questo tipo di fenomeni? La risposta sta nella sua stessa natura. Il ricercatore Tom Martin, che studia ed esplora il canyon da 50 anni, ha spiegato che le alluvioni lampo fanno parte del Grand Canyon: i dirupi e i ripidi pendii del canyon, insieme al paesaggio desertico, fanno sì che la pioggia scorra rapidamente verso valle invece di infiltrarsi nel terreno.
Come sottolineato da Martin, nel Grand Canyon, un accumulo pluviometrico di circa 25 mm in 30 minuti, come avvenuto, rappresenta un decimo delle precipitazioni annuali: se poi la zona interessata è già stata colpita da un incendio (che ha quindi distrutto alberi e vegetazione in grado di trattenere l'umidità), la pioggia rischia di trascinare via il terreno lungo il pendio. L'esperto ha comunque evidenziato che le alluvioni lampo, pur essendo frequenti, raramente coinvolgono direttamente delle persone.
A rendere la situazione ancora più critica ha contribuito il contesto meteorologico: il National Weather Service aveva infatti emesso un Flood Watch (un avviso di possibile alluvione) valido per tutto il nord e il centro dell'Arizona fino alla sera di lunedì. Secondo il bollettino, temporali alimentati da profonda umidità monsonica si stavano sviluppando su suoli già saturi in diverse zone, mantenendo elevato il rischio di piene improvvise in torrenti, letti di fiumi normalmente asciutti e canyon stretti.
Le caratteristiche di un'alluvione lampo (flash flood) e perché è pericolosa
Per comprendere davvero questo evento conviene fare un passo indietro e capire la reale portata di un'alluvione lampo. Come riportato dalla Protezione Civile, le alluvioni lampo sono eventi idrologici improvvisi in cui grandi quantità d'acqua si concentrano in poco tempo in aree ristrette. Non sono quindi le classiche inondazioni che crescono con gradualità, ma fenomeni rapidi e improvvisi ed è proprio questa rapidità a renderli insidiosi. In estate risultano particolarmente pericolose, perché si verificano durante temporali brevi ma intensi su terreni indeboliti dalla siccità, e restano un rischio spesso sottovalutato.
La Protezione Civile sottolinea che, in generale, perché un'alluvione lampo si scateni servono diversi fattori: il primo è quello della pioggia intensa, tipicamente oltre 50 millimetri in una sola ora. Il secondo è un'area di raccolta delle acque piccola ma compatta, mentre il terzo è un terreno non in grado di assorbire l'acqua, perché secco, impermeabile o già saturo.
A questi si aggiungono anche le condizioni orografiche che convogliano le acque, come le valli strette e gli impluvi. Quando questi fattori si combinano, l'acqua scorre rapidamente verso i punti più bassi e forma ondate di piena che durano pochi minuti, ma hanno una grande potenza. Le zone più esposte sono proprio le valli strette e a forte pendenza, oltre che i torrenti minori e i fossi stagionali, cioè esattamente il tipo di ambiente che caratterizza un canyon.
La pericolosità di questi fenomeni sta anche in un dettaglio controintuitivo: può piovere in una zona e alluvionare in un’altra, se il bacino è impermeabile. Un torrente asciutto, quindi, può diventare letale in pochi minuti. Un’onda di flash flood, infatti, può raggiungere una strada in 10-20 minuti da quando inizia la pioggia violenta e questo non dà tempo per evacuazioni organizzate. Ma il pericolo è soprattutto legato alla forza dell'acqua: 15-20 cm di acqua in rapido movimento bastano a far cadere una persona adulta, 30-50 cm trascinano un’auto e 1 metro travolge mezzi pesanti.
In Italia, alcune delle alluvioni lampo più disastrose sono state quelle registrate nelle Marche nel 2022 e in Emilia-Romagna nel 2023, con numerosi danni e diverse vittime.