
Una violenta inondazione improvvisa ha travolto Rasuwa, un distretto al confine tra il Nepal e il Tibet, devastando interi villaggi nel nord del Nepal e causando la morte di almeno 95 persone, secondo l'ultimo rapporto della Polizia, e più di 400 dispersi. Tra di loro anche 291 cittadini stranieri irreperibili, da India, Australia, Paesi Bassi, Sudafrica e Regno Unito.
La Farnesina ha da poco fatto sapere che nella regione ci sarebbero circa 90 italiani registrati: due di loro sono rimasti bloccati con la loro guida a monte della frana che ha bloccato una strada, ma sono in buone condizioni e in contatto con il Ministero degli Esteri.
Il disastro, purtroppo, ha colpito duramente anche il versante tibetano, dove i media statali cinesi hanno parlato di possibili gravi perdite tra la popolazione. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato «il massimo sforzo» per organizzare i soccorsi nelle zone colpite, anche se il meteo avverso sta rallentando le operazioni.
Secondo le informazioni preliminari fornite dal Ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal al Parlamento, le cause dell'inondazione improvvisa sarebbero da ricondurre a un terremoto di magnitudo 4.4 avvenuto alle 08:37 locali (le 04:52 in Italia), a seguito del quale è avvenuta una frana che ha bloccato il fiume Bhote Koshi. Le autorità avvertono che una seconda alluvione non è esclusa.
Un terremoto di M 4.4 ha provocato una frana che ha bloccato il fiume BhoteKoshi
All'origine di questo episodio, quindi, non c'è la sola pioggia. Come anticipato, il Ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal ha appunto dichiarato in Parlamento che intorno alle 08:37 del mattino si è verificato un terremoto di magnitudo 4.4, con epicentro a Kodari e localizzato a una profondità di appena 10 km, come confermato dai dati dell'USGS (il Servizio Geologico Statunitense).
Il terremoto ha provocato una frana di grandi dimensioni: a quel punto, il materiale franoso avrebbe bloccato il fiume Bhote Koshi (che ha origine in Tibet) causandone una piena improvvisa che ha successivamente provocato l'inondazione che ha travolto la regione.

È un meccanismo diverso da quello a cui siamo abituati quando pensiamo a un'alluvione: in questo caso specifico, è stata la terra a muoversi per prima, staccando dai versanti una massa di detriti abbastanza grande da ostruire il fiume e trasformarlo, in pochissimo tempo, in un'ondata di piena proveniente dal lato tibetano che si è riversata a valle. Per capire la portata geografica del fenomeno vale la pena ricordare che il Bhote Koshi nasce in territorio cinese e scende verso il Nepal scorrendo spesso in gole profonde (tanto da essere una meta apprezzata per il rafting), per poi confluire, attraverso il sistema fluviale nepalese, fino al Gange in India.
Non è la prima volta che quest'area paga un prezzo altissimo alla forza della natura: il distretto di Rasuwa era già stato devastato da un terremoto di magnitudo 7.8 che colpì il Nepal nel 2015, che causò più di 8.500 vittime, tra cui centinaia di persone nel Langtang National Park, sepolti da una frana e e circa 19.000 feriti.
Oltre 400 dispersi: il bilancio dei danni e delle vittime
Il bilancio dei danni e delle vittime, purtroppo, è drammatico: i rapporti, ancora provvisori, dei soccorsi parlano di almeno 95 vittime e di oltre 400 dispersi, ma il numero è quasi sicuramente destinato a salire: nel complesso, la regione ospita circa 50.000 persone. L'inondazione ha spazzato via ponti in cemento e decine di case, con ingenti danni soprattutto nei distretti di Rasuwa e Nuwakot.
Secondo i video di sorveglianza, la piena ha anche travolto le strutture doganali nei pressi del valico di frontiera di Rasuwa-Kerung, distruggendo veicoli e interrompendo le vitali vie commerciali terrestri. Squadre di pronto intervento e forze di sicurezza rimangono attivamente dispiegate nelle regioni di confine colpite, impegnate in operazioni di ricerca.
Sessanta lavoratori impegnati nel progetto in costruzione della centrale Langtang Khola, nel comune di Rasuwa, risultano dispersi: secondo le informazioni riportate dalle testate locali, al momento della piena stavano eseguendo lavori di getto di calcestruzzo all'interno di un tunnel e l'impianto ha subìto danni gravissimi.
La zona colpita, del resto, è un'area dove diversi progetti idroelettrici sfruttano i fiumi rapidi che scendono dalle montagne e questo la rende particolarmente esposta.