
Una violenta inondazione improvvisa ha travolto Rasuwa, un distretto al confine tra il Nepal e il Tibet, devastando interi villaggi nel nord del Nepal e causando la morte di almeno 538 persone, secondo l'ultimo rapporto della Polizia, e più di 900 ancora dispersi. Tra di loro anche 517 cittadini stranieri irreperibili, da India, Australia, Paesi Bassi, Sudafrica e Regno Unito.
La Farnesina ha da poco fatto sapere che nella regione ci sarebbero circa 90 italiani registrati: due di loro sono rimasti bloccati con la loro guida a monte della frana che ha bloccato una strada, ma sono in buone condizioni e in contatto con il Ministero degli Esteri.
Il disastro, purtroppo, ha colpito duramente anche il versante tibetano, dove i media statali cinesi hanno parlato di possibili gravi perdite tra la popolazione. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato «il massimo sforzo» per organizzare i soccorsi nelle zone colpite, anche se il meteo avverso sta rallentando le operazioni.
Le informazioni iniziali fornite dal Ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal al Parlamento indicavano come causa dell'inondazione improvvisa un terremoto di magnitudo 4.4 avvenuto alle 08:37 locali (le 04:52 in Italia): i dati aggiornati dell'USGS hanno invece indicato il collasso di un ghiacciaio.
Il climatologo del Consorzio Lamma-Cnr, Tommaso Torrigiani, ha confermato all'ANSA che si è trattato di un'alluvione-lampo, che riguardano in genere corsi d'acqua minori e possono essere pericolose perché inaspettate. Le autorità hanno comunicato che una seconda alluvione non è esclusa.
Questo articolo è stato aggiornato il 27 agosto alle ore 10:30
Non è stato il terremoto di M 4.4 a provocare una frana che ha bloccato il fiume BhoteKoshi
All'origine di questo episodio, quindi, non c'è la sola pioggia. Come anticipato, il Ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal aveva inizialmente dichiarato in Parlamento che intorno alle 08:37 del mattino si è verificato un terremoto di magnitudo 4.4, con epicentro a Kodari e localizzato a una profondità di appena 10 km, come confermato dai dati dell'USGS (il Servizio Geologico Statunitense).
Il Servizio USA, tuttavia, ha successivamente riportato che l'evento sismico era invece dovuto al collasso di un ghiacciaio e alla conseguente colata detritica, che hanno generato lo scuotimento successivo.
A quel punto, il materiale franoso avrebbe bloccato il fiume Bhote Koshi (che ha origine in Tibet) causandone una piena improvvisa proveniente dal lato tibetano che ha successivamente provocato l'inondazione che ha travolto la regione.

Per capire la portata geografica del fenomeno vale la pena ricordare che il Bhote Koshi nasce in territorio cinese e scende verso il Nepal scorrendo spesso in gole profonde (tanto da essere una meta apprezzata per il rafting), per poi confluire, attraverso il sistema fluviale nepalese, fino al Gange in India.

Non è la prima volta che quest'area paga un prezzo altissimo alla forza della natura: il distretto di Rasuwa era già stato devastato da un terremoto di magnitudo 7.8 che colpì il Nepal nel 2015, che causò più di 8.500 vittime, tra cui centinaia di persone nel Langtang National Park, sepolti da una frana e e circa 19.000 feriti.
Oltre 900 dispersi: il bilancio dei danni e delle vittime
Il bilancio dei danni e delle vittime, purtroppo, è drammatico: i rapporti, ancora provvisori, dei soccorsi parlano di almeno 538 vittime e di oltre 900 dispersi, ma il numero è quasi sicuramente destinato a salire: nel complesso, la regione ospita circa 50.000 persone. L'inondazione ha spazzato via ponti in cemento e decine di case, con ingenti danni soprattutto nei distretti di Rasuwa e Nuwakot, come visibile nel video qui sotto.
Secondo i video di sorveglianza, la piena ha anche travolto le strutture doganali nei pressi del valico di frontiera di Rasuwa-Kerung, distruggendo veicoli e interrompendo le vitali vie commerciali terrestri. Squadre di pronto intervento e forze di sicurezza rimangono attivamente dispiegate nelle regioni di confine colpite, impegnate in operazioni di ricerca.
Sessanta lavoratori impegnati nel progetto in costruzione della centrale Langtang Khola, nel comune di Rasuwa, risultano dispersi: secondo le informazioni riportate dalle testate locali, al momento della piena stavano eseguendo lavori di getto di calcestruzzo all'interno di un tunnel e l'impianto ha subìto danni gravissimi.
La zona colpita, del resto, è un'area dove diversi progetti idroelettrici sfruttano i fiumi rapidi che scendono dalle montagne e questo la rende particolarmente esposta.
Gli ulteriori aggiornamenti sono inseriti nell'articolo che trovate qui sotto.