
Avete letto bene: la città con più napoletani al mondo potrebbe non essere Napoli! Il primato, infatti, spetterebbe a San Paolo, in Brasile, seguita da Buenos Aires (Argentina). Ma è davvero così?
Sono diverse le testate giornalistiche online – perlopiù locali – che riportano questa notizia: il capoluogo campano, tra l'altro, si posizionerebbe solo al quarto posto, dopo la città di Rio de Janeiro, sempre in Brasile. Come fonte di questa classifica viene citato uno studio condotto da un istituto americano, il "Demographic".
In questa nuova rubrica di fact-checking, cerchiamo di capire se questa notizia è autentica verificando le fonti primarie e consultando la (presunta) fonte originale.
L'analisi: l'ente Demographic non esiste e online non c'è traccia della ricerca
In realtà, la prima cosa che stride è proprio il fatto che è impossibile trovare l'istituto americano Demographic, citato come autore dello studio sulla quale si basa la notizia. Negli Stati Uniti, infatti, non esiste alcun ente di ricerca con questo nome: esistono istituti che si occupano di ricerche demografiche, come lo U.S. Census Bureau o l'Institute for Demographic Research, e che all'interno dei loro archivi non hanno alcun tipo di indagine sulla distribuzione delle persone di origine napoletana nel mondo.
Tra l'altro, i dati di questa ipotetica indagine potrebbero risultare parzialmente alterati, visto che terrebbero conto quasi esclusivamente del numero di discendenti dei napoletani, molti dei quali, magari, non hanno mai nemmeno visto Napoli.
Su questo punto va detto che, effettivamente, dalla seconda metà del 1800 iniziarono le migrazioni di massa degli italiani: come anche riportato sul sito della Camera dei Deputati, tra il 1861 (anno dell'Unità d'Italia) e gli anni '80 del 1900 sono emigrati oltre 29 milioni di italiani, molti dei quali diretti verso Argentina, Brasile o altri Paesi limitrofi. Per questo, il fatto che le prime tre città di questa fantomatica classifica si trovino proprio in Sud America, rende il tutto un po' più verosimile.
Gli italiani, comunque, sono tuttora un popolo di emigrati: secondo il “Rapporto Italiani nel Mondo 2025”, al 1° gennaio 2025 gli italiani iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) sono 6.412.752 milioni. E se l'Argentina è il Paese estero in cui vivono più italiani, la città brasiliana di San Paolo mantiene un forte legame con Napoli, al punto che ogni anno si celebra la Festa di San Gennaro con processioni che si svolgono principalmente nel quartiere della Mooca.
La conclusione del fact-checking: la notizia non è verificabile
Quindi, qual è la conclusione di questo fact-checking? La notizia non è verificabile risalendo alle fonti primarie, ossia alle fonti originali che vengono citate nella notizia (in questo caso lo studio dell'ente Demographic). E questo avviene per due motivi principali: innanzitutto, perché di questa ricerca non c'è traccia, non esistendo l'ente che l'avrebbe realizzata.
Ma, soprattutto, perché non esistono banche dati ufficiali per confrontare direttamente il numero di abitanti di Napoli – circa 905.000 – con il numero di persone di origine napoletana che vivono nel resto del mondo. Altrimenti, avremmo potuto realizzare noi stessi una classifica, sulla base delle fonti ufficiali. È vero che esiste l'AIRE, il registro ufficiale di tutti gli italiani residenti all'estero, ma si tratta di un elenco che, per sua natura, include persone che provengono da ogni parte d'Italia. Insomma, è pressoché impossibile risalire a un dato così specifico, soprattutto se consideriamo che nominativi e provenienza degli iscritti all'AIRE non sono pubblici, per chiari motivi di privacy.
Probabilmente, quindi, si tratta di una fake news: ciononostante, la notizia potrebbe essere considerata come autentica dai lettori, proprio perché verosimile. Se, infatti, la presunta classifica avesse riportato ai primi posti città come Bangkok o Copenhagen, forse la notizia avrebbe perso di credibilità fin da subito. E, invece, proprio la presenza di città sudamericane – dove effettivamente vivono numerosi discendenti degli italiani emigrati – ha reso il tutto più realistico, anche se la classifica resta presumibilmente fasulla.