
Il progetto Forest City a Johor, in Malesia, è uno dei più controversi casi dell'urbanistica moderna: un'utopia ecologica da 100 miliardi di dollari concepita per ospitare 700.000 persone, che oggi soffre di un tasso di occupazione estremamente ridotto, guadagnandosi l'appellativo di "città fantasma".
Caratteristiche del progetto titanico
Quando si parla di Forest City è necessario tenere a mente un fattore: l'enormità del progetto. La realizzazione di questa città, infatti, ha richiesto un investimento iniziale enorme: ben 100 miliardi di dollari, che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di un complesso urbano per 700.000 persone.

Dal punto di vista ingegneristico, il primo intervento che si è reso necessario è stato quello della bonifica dell'area marina sulla quale la città è stata realizzata. Il processo ha richiesto lo spostamento di oltre 160 milioni di metri cubi di sabbia per sollevare il fondale marino, un’operazione che ha alterato profondamente la morfologia costiera.
Il concept prevedeva una "città foresta" con giardini pensili e facciate verdi, progettate per ridurre l'effetto isola di calore urbano e migliorare l'efficienza energetica.
La pianificazione ha previsto sistemi di gestione delle acque piovane, impianti di trattamento delle acque reflue integrati e una viabilità concepita per separare il traffico veicolare (sotterraneo) da quello pedonale (ai livelli superiori).

L'impatto socio economico: focus sulle cause del fallimento
Nonostante l'enormità e la portata del progetto, la sua realizzazione e sopratutto il successo è stato un fallimento. Il dato ad oggi è infatti una presenza umana nel complesso urbano assai risicata. In pratica non ci vive quasi nessuno.
Vediamo quindi di andare a focalizzarci sulle cause che hanno portato un progetto tanto costoso, a fallire. Innanzitutto, l progetto era destinato quasi esclusivamente agli investitori cinesi, ma le restrizioni sui capitali imposte dal governo di Pechino nel 2017 hanno azzerato il flusso di acquirenti, lasciando migliaia di unità invendute. La posizione isolata, unita unita alla mancanza di un sistema di trasporto pubblico efficiente, e di un mercato del lavoro stabili, ha reso la città poco attraente per la classe media malese o per professionisti internazionali. Con un investimento stimato in 100 miliardi di dollari, la sostenibilità finanziaria del progetto è stata compromessa dalla bolla immobiliare, lasciando gli sviluppatori con un enorme debito insostenibile.

L'impatto ambientale
Certaente, come già avrete avuto modo di capire, la realizzazione di un progetto di tale portata, ha avuto delle conseguenze ambientali assai importanti. Vediamo più da vicino cosa ha comportato, per l'ambiente, la realizzazione di questo progetto.
Partiamo dalle attività di bonifica dell'area marina, di cui abbiamo già fatto cenno. Questa attività ha distrutto ampie porzioni di praterie di fanerogame marine e mangrovie, fondamentali per la biodiversità locale e per la protezione naturale contro l'erosione costiera. La creazione delle isole ha influenzato profondamente le correnti marine nello Stretto di Johor, causando un aumento del tasso di sedimentazione che ha soffocato le barriere coralline nelle vicinanze.
Sebbene il design prevedesse un'impronta carbonica ridotta, l'attuale sottoutilizzo energetico delle infrastrutture (luci, servizi, manutenzione) rende il bilancio energetico del sito decisamente inefficiente rispetto alle ambizioni originali.