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26 Aprile 2026
13:00

La gigantesca centrale idroelettrica da 11.000 MW sull’Himalaya tra India e Cina: il Siang Upper

Una diga enorme, alta 300 metri e un bacino da 9 miliardi di metri cubi di acqua. L'Upper Siang Multipurpose Project si prospetta come uno dei progetti infrastrutturali più importanti al mondo, in grado di garantire all'india energia pulita per i prossimi anni.

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La gigantesca centrale idroelettrica da 11.000 MW sull’Himalaya tra India e Cina: il Siang Upper
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L'Upper Siang Multipurpose Project (conosciuto anche come Siang Upper) è una vera e propria risposta a dir poco titanica dell'India alla sfida energetica e geopolitica tra le vette dell'Himalaya. Situato nello stato nord-orientale dell'Arunachal Pradesh, sbarrerà il corso del fiume Siang ed è destinato a diventare la centrale idroelettrica più grande dell'intero subcontinente indiano. Questa mega-infrastruttura nasce con un duplice obiettivo: da un lato, generare enormi quantità di energia pulita e garantire risorse idriche stabili per l'agricoltura locale; dall'altro, fungere da vero e proprio "scudo" strategico per contrastare i colossali progetti idrici che la Cina sta costruendo a monte, appena oltre il confine.

Descrizione del progetto Upper Siang Multipurpose Project in India

Situata in una delle regioni più estreme ed impervie del mondo, Con una capacità installata prevista di 11.000 MW, supererà di oltre cinque volte l'attuale record indiano, posizionandosi come una delle infrastrutture energetiche più grandi al mondo. Il vero e proprio cuore pulsante dell'intero progetto è, infatti, una diga con un'altezza di ben 300 metri e sbarrerà il fiume Siang (il tratto indiano dello Yarlung Tsangpo). Il bacino idrico risultante, quindi, avrà una capienza impressionante: ben 9 miliardi di metri cubi d'acqua. L'operatività a pieno regime sarà raggiunta intorno al 2032.  

L’impatto economico della gigantesca centrale idroelettrica

Dal punto di vista economico, la realizzazione di un mega progetto di questa portata ha richiesto un investimento iniziale di ben 13 miliardi di dollari. Oltre alla generazione di energia, il progetto ha una valenza strategica vitale: funge da "scudo" contro i piani della Cina di costruire una mega-diga da 60.000 MW a Medog, poco oltre il confine, di cui abbiamo già parlato qui. Inoltre, la creazione di uno stoccaggio di 9 miliardi di m3 di acqua è in grado di garantire alla popolazione posta a valle un costante approvvigionamento di acqua, fondamentale in una zona rurale ed agricola.

lo Stato, inoltre, andrà a ricevere il 12% dell'energia prodotta gratuitamente, pari a circa 1.320 MW, implementando l'economia locale attraverso la vendita di surplus elettrico e la creazione di diverse migliaia di posti di lavoro nei settori dell'edilizia, della manutenzione e del turismo legato al bacino (sport acquatici e trasporti fluviali su un bacino lungo oltre 120 km).

L'impatto ambientale

Da considerare, di fondamentale importanza, anche l'impatto ambientale dell'opera. Dal punto di vista ambientale il progetto si presenta come un pilastro della strategia Net Zero dell'India, con un risparmio di ben 32 milioni annui di metri cubi di CO2 immessi ogni anno nell'ambiente. Ma non è tutto oro quel che luccica: infatti la realizzazione dell'enorme bacino acquifero richiede l'inondazione di un'enorme area di foresta himalayana, con gravi conseguenze per alcune specie animali che già rischiano, pesantemente, l'estinzione, tra cui il leopardo nebuloso e l'orso nero indiano.

L'impatto non è solo strettamente legato all'ambiente, ma ha anche delle conseguenze dal punto di vista antropologico. Uno dei principali problemi riguarda il reinsediamento delle comunità indigene dell'etnia Adi: il progetto potrebbe infatti coinvolgere l'allagamento  di terreni agricoli tradizionali e potenzialmente colpire centri abitati come Yingkiong. Per mitigare l'impatto, il governo sta lavorando a importanti o piani di protezione della biodiversità in collaborazione con il Mouling National Park, alla ricerca costante di un compromesso tra la necessità nazionale di energia pulita e la salvaguardia di un ecosistema e di una cultura vecchia di millenni.

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