macchia mediterranea

Conoscete la macchia mediterranea? È un ambiente che all'apparenza sembra ruvido e secco, ma cela una biodiversità unica: venite alla scoperta di ciò che si nasconde dietro a questi cespugli ispidi, tipici delle nostre coste mediterranee. Vamos!

Definizione e clima della macchia mediterranea

La macchia mediterranea è un bioma, cioè un ambiente caratterizzato da un clima e un tipo di vegetazione specifico. Il nome deriva dal bacino Mediterraneo, che identifica una serie di condizioni climatiche e ambientali tali da favorire una vegetazione fitta e aggrovigliata di alberi e arbusti. È una formazione vegetale costituita da sclerofille, specie sempreverdi con foglie e tronchi spessi e resistenti. Il suo nome deriva dal modo in cui si distribuisce, formando chiazze più o meno irregolari e "bucate".
La fascia climatica in cui si colloca la macchia è chiamata mediterranea e si estende tra i 30° e i 45° di latitudine a nord e a sud dell'equatore: è un clima di transizione tra quello temperato e tropicale-arido.
Il clima mediterraneo è mite ed è dato dall'alternanza di inverni non eccessivamente freddi ed estati calde e secche e, cosa forse più importante in assoluto, le precipitazioni sono tipiche di autunno e inverno ma scarse durante il periodo estivo.

mappa clima mediterraneo
in foto: Mappa delle aree con clima mediterraneo (in giallo) secondo la classificazione Köppen. (Credit: Wikipedia, Ali Zifan)

Questa grande varietà di specie si sviluppa sulle coste di Italia, Spagna, Croazia, Grecia e Africa, in particolar modo lungo i pendii che collegano il mare alle colline. Complessivamente queste aree rappresentano poco più dell’1% delle terre emerse e più della metà della loro estensione appartiene al bacino del Mediterraneo che, a sua volta, possiede una delle flore più diversificate al mondo (Cervelli, 2004). Così come il clima mediterraneo non si trova solo nel nostro bacino, anche la macchia si può trovare in altre regioni che condividono questo clima, come California, Cile centrale, Australia sud-occidentale e meridionale, e Provincia del Capo.
In questi Paesi il termine "macchia", inteso come vegetazione non continua ma "bucata", prende anche il nome di chapparal, maquis, matoral e fynbos.

macchia mediterranea Trieste
in foto: Scorcio della macchia mediterranea sulle falesie di Duino, Trieste (Credit: Andrea Moro)

Caratteristiche della macchia mediterranea

La macchia si struttura in tre livelli principali, stratificati:

  • 3° livello: è quello superiore, formato principalmente da vegetazione arborea;
  • 2° livello: è quello intermedio, formato da specie arbustive e cespugliose;
  • 1° livello:  è quello basale, formato da specie erbacee.

Il terzo livello, ovvero quello formato dagli alberi, viene anche chiamato "macchia alta" (con un massimo di circa 4-5 m di altezza) proprio perché le specie si stagliano rispetto agli arbusti che, a loro volta, costituiscono il livello intermedio chiamato anche "macchia bassa" (non più alta di 2 m). Questa struttura a piani permette alle piante di ottimizzare la ricezione di luce e sfruttare questa risorsa creando "nicchie ecologiche", senza darsi troppo fastidio a vicenda.
Il terreno in questi ambienti è prevalentemente roccioso, con suolo sottile e soggetto a drenaggio rapido: le piante qui svolgono l'importantissima funzione di difesa dall'erosione da parte di agenti atmosferici e dell'acqua, aiutando ad evitare i dissesti idrogeologici.

macchia mediterranea

Flora e fauna: le specie principali

Le specie spontanee adatte a vivere in questi ambienti sono perlopiù sempreverdi arbustive con parti fortemente legnose. Le foglie non cadono in autunno e persistono tutto l'anno, anche durante l'inverno che non è troppo rigido. Radici, tronco e foglie possiedono caratteri tali da garantire alla pianta di combattere la mancanza d'acqua (chiamato in gergo tecnico stress idrico), le temperature elevate e l'eccessiva traspirazione. Questo ambiente molto secco risulta difficile per molte piante, ma non eccessivamente per molti arbusti e specie arboree adattate a queste condizioni. Pensate che queste specie tenaci sono in grado di rimanere anche diversi mesi senza pioggia, rallentando il loro metabolismo in attesa della stagione delle piogge.

Tra la flora tipica della macchia mediterranea troviamo: leccio, quercia da sughero, erica, mirto, rosmarino, alloro, oleandrocappero e pistacchio. Molte di queste le conosciamo come specie aromatiche perché sono ricche di sostanze volatili che apprezziamo molto nell'arte culinaria e profumiera (linalolo, alfa-pinene, geraniolo ecc.). Oltre alle specie vegetali, questi ambienti creano l'habitat perfetto anche per la sopravvivenza della fauna tra cui insetti, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

Rosmarino
in foto: Il rosmarino, una tipica pianta aromatica mediterranea dalle foglie strette e lunghe, a forma di ago.

Sopravvivenza delle piante nella macchia

Per sopravvivere in questo ambiente relativamente ostile, le piante si sono adattate su tre diversi fronti: radici, tronco e foglie.
Le radici sono spesso molto profonde, permettendo di raggiungere riserve idriche non superficiali e garantirsi idratazione quando serve (ma sempre poca).
Il tronco è legnoso e la crescita prevalente è di tipo arbustivo, formando cespugli bassi, spinosi e rigidi che crescono prevalentemente in primavera e autunno, quando la disponibilità di acqua è maggiore viste le frequenti piogge stagionali. La dimensione della pianta è ridotta per motivi energetici: il grosso dell'energia viene incanalata nel metabolismo, attuando una sorta di risparmio energetico, diminuendo così il tasso di crescita (se si fa poca fotosintesi si producono pochi zuccheri e la pianta crescerà poco).

Le foglie sono coriacee e spesse, a volte ricche in cere cuticolari (sostanze impermeabilizzanti) e di piccoli peli chiamati tricomi, che servono per aumentare la riflessione e limitare la perdita di acqua. Le foglie sono di forma generalmente piccola, anche se non mancano specie che ne possiedono di dimensioni medio-grandi. Viste le temperature elevate e l'aria secca, la forma ottimizzata delle foglie è lunga e stretta, talvolta aghiforme o squamosa, per diminuire la superficie e limitare un'eccessiva traspirazione che seccherebbe la pianta ulteriormente.

Leccio
in foto: Le foglie delle sclerofille sono spesse e rigide, tali da evitare un’eccessiva traspirazione: qui vediamo le foglie del leccio (Quercus ilex), una delle specie arboree più importanti della macchia mediterranea.

Impatto antropico

Come accade anche con altre tipologie di vegetazione, l'impatto antropico ha un effetto non indifferente. In questo caso, ad esempio, a causa di continui tagli e incendi applicati alla macchia mediterranea (i cui motivi sono legati all'aumento della superficie adibita a coltivazione e pascolo) si può formare la gariga. Si tratta di un ambiente formato prevalentemente da specie arbustive alle quali mancano alberi e piante al alto fusto.

gariga mediterranea
in foto: Gariga mediterranea presso Grosseto, Toscana. (Credit: Wikipedia).


Queste modifiche alla vegetazione, aggravate dal cambiamento climatico, impoveriscono il terreno che diventa sempre più secco e inospitale. Non solo: l'impossibilità di crescita delle specie della "macchia alta" causa una perdita di biodiversità importante, sia sul fronte vegetale che animale. Quel che si ottiene è un paesaggio "crespo" e a tratti spoglio, alto non più di un metro, grigiastro e ricco in piante sempreverdi officinali come rosmarino, lavanda, timo e salvia.

Bibliografia:
Le specie arbustive della macchia mediterranea – CREA, a cura di Claudio Cervelli, 2004.
Camarda I. , Laureti L., Angelini P., Capogrossi R., Carta L., Brunu A., 2015 “Il Sistema Carta della Natura della Sardegna”. ISPRA, Serie Rapporti, 222/2015.

Articolo a cura di
Nicole Pillepich