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25 Giugno 2023
8:30

La Mappa Mundi babilonese è la più antica carta geografica del mondo: cosa rappresenta?

La Mappa Mundi babilonese è la più antica mappa mai ritrovata che rappresenti il mondo intero (così come conosciuto nell'VIII secolo a.C. dai babilonesi). Vediamo cosa rappresenta.

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La Mappa Mundi babilonese è la più antica carta geografica del mondo: cosa rappresenta?
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Il legame tra uomo e ambiente è sempre stato molto forte, un legame in cui gli esseri umani hanno guardato con meraviglia e curiosità il territorio che li circondava. Da sempre disegnare mappe è stato un modo per gli esseri umani di comprendere meglio questo ambiente e, così facendo, le mappe sono diventate strumenti importanti per l’interpretazione del mondo, la sua gestione e la sua esplorazione. Ma da dove è iniziato tutto? La più antica “mappa del mondo” ritrovata finora risale al 700 a.C. circa è conservata al British Museum di Londra ed è la Mappa Mundi babilonese (detta anche Imago Mundi).

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La Mappa Mundi babilonese

Cosa è la Mappa Mundi babilonese

La Mappa Mundi babilonese fu ritrovata nel 1881 a Tell Abu Habbah, poco a sud di Baghdad, dove un tempo sorgeva l’antica città babilonese di Sippar. La mappa si presenta come una piccola tavoletta d’argilla con una grande figura e un testo inciso in caratteri cuneiformi sia davanti che sul retro; non molto diversa dalle altre settantamila ritrovate in quella stessa area. In Mesopotamia, infatti, le tavolette di argilla erano un comune supporto per la scrittura. Queste erano prima incise con uno stilo appuntito e poi cotte perché si indurissero e conservassero i segni applicati.

La Mappa Mundi non sembrava molto importante all’inizio, in quanto peggio conservata rispetto ad altre tavole. La sua importanza venne alla luce quando, alla fine del 1800, si tradusse il testo: comprendendo il significato di quelle incisioni si capì che si trattava di un’antica mappa del mondo conosciuto. Quando fu datata, la sua importanza crebbe ancora: la tavoletta risale circa al 700 a.C. e ciò la rende ancora oggi la più antica evidenza archeologica ritrovata finora che rappresenta la mappa dell’intero mondo conosciuto (secondo la prospettiva di chi l'ha prodotta. cioè i babilonesi).

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Tipica tavoletta di argilla incisa con scrittura cuneiforme (credit: Zunkir)

Cosa descrive la mappa

La Mappa Mundi babilonese è incisa su una tavoletta grande 12 x 8 cm e raffigura la superficie terrestre come due cerchi concentrici. Il cerchio interno è un disco che dovrebbe rappresentare l’intero mondo, mentre il cerchio esterno è indicato con il nome di marratu, cioè “mare salato” e sta ad indicare l’oceano che circonda il mondo. Nel cerchio interno sono disposte figure geometriche come cerchi, rettangoli e linee curve, tutti centrati su un foro centrale, che rappresentano luoghi e caratteristiche topografiche, come montagne, fiumi (tra cui si riconoscono il Tigri e l’Eufrate), paludi. Tra questi si distinguono siti importanti come l’Assiria o Babilonia. Quest’ultima era la città più grande della Mesopotamia.

La raffigurazione di questi elementi all’interno del cerchio però pare abbastanza casuale: le dimensioni relative e la posizione di molti elementi sulla mappa del mondo sembrano assurde. Al di là del cerchio esterno sono state incise 8 aree triangolari (delle quali solo 5 sono conservate) disposte in modo regolare che sono identificate come nagu, ovvero “regioni periferiche" e spazio inesplorato. Questo disegno è unico tra le mappe mesopotamiche perché, sebbene si conoscano mappe dello stesso periodo che rappresentano città e aree rurali, la Mappa Mundi babilonese è l’unica disegnata su una scala così ampia.

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Dettaglio della mappa

Contenuto del testo

L’importanza della Mappa Mundi babilonese è evidente solo una volta che si traduce il testo cuneiforme inciso sulla parte superiore e sul retro della tavoletta. Il testo è di difficile decifrazione, perché la frammentazione della tavola ne ha fatto conservare solo una parte. Nonostante ciò, buona parte è stata tradotta.

Retro della tavola

Le scritte sul retro sono probabilmente contemporanee alle incisioni del disegno, sono composte da 27 righe divisibili in 9 sezioni. La prima sezione è probabilmente un’introduzione del testo, in cui si spiega come riconoscere i nagu, i triangoli che circondano il mare. In questo testo si presenta anche lo scriba come un discendente di Ea-bēl-ilī. Le restanti sezioni invece sono una descrizione dettagliata degli otto nagu, che sono descritti come luoghi esotici e meravigliosi.

Il fronte della tavola

Il fronte conserva undici righe di testo ed è stato probabilmente inciso successivamente. In queste undici righe si può notare una generale attenzione per i luoghi lontani e i tempi antichi. Nel testo ci sono numerosi riferimenti alla mitologia babilonese, agli Dei, agli eroi babilonesi e ai tempi della creazione del mondo. Si fa riferimento anche ad animali esotici, non presenti in Mesopotamia, ma familiari alle persone grazie a statue che adornavano i palazzi dei re assiri e babilonesi. Questo testo aveva forse lo scopo di glorificare Babilonia e la mitologia babilonese, oltre a porre l’accento sulle terre lontane: gli animali descritti avrebbero fornito un legame tangibile con i luoghi lontani rappresentati nella mappa.

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Dettaglio del testo nella parte superiore. Credit: Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg)

Importanza della mappa

Sebbene la Mappa Mundi babilonese possa essere considerato il primo tentativo di rappresentare l’intero mondo conosciuto su una mappa (quindi la più antica mappa del mondo), era già da secoli che gli esseri umani si stavano cimentando nel disegno di mappe. Uno degli esempi più antichi la mappa di Bedolina, che si trova in Italia, in Val Camonica, e risale all’età del ferro. Si tratta di un’incisione rupestre grande circa 50mq e rappresenta un territorio limitrofo, del quale si riconoscono campi, case e sentieri.

La Mappa Mundi babilonese, però, è ritenuta così importante perché per la prima volta gli esseri umani si sono cimentati nella produzione di una mappa ad una scala mondiale. Questo perché, probabilmente, non si voleva rappresentare solo la topografia del mondo. In un periodo in cui non era comune viaggiare e, anzi, fare viaggi lunghi comportava notevoli rischi, rappresentare ed enfatizzare le terre lontane su una mappa doveva suscitare un senso di meraviglia nell’osservatore, che veniva travolto così dal potere di Babilonia e dalla sua mitologia incisa nel testo.

La Mappa Mundi, quindi, era una rappresentazione della cosmologia babilonese e soprattutto un modo di diffondere la visione del mondo babilonese, sancendo così il dominio ed il potere delle élite politiche locali. L’obiettivo era probabilmente quello di mostrare il mondo sottolineando che Babilonia era al suo centro e lo dominava. Infatti, probabilmente, per chi osservava questa tavoletta nel periodo in cui è stata prodotta, il dominio di babilonia doveva apparire molto chiaramente.

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Carta della Mesopotamia (credit: Goran tek–en)
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