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Con rivoluzione scientifica si intende un momento della storia dell’uomo che ha completamente messo in discussione e scardinato il modo di conoscere il mondo e la sua natura.
Comunemente quando si usa questo termine ci si riferisce all’insieme degli eventi che hanno contribuito alla nascita della scienza moderna nel periodo che va dal 1543, anno di pubblicazione dell’opera di Niccolò Copernico il De revolutionibus orbium coelestium, al 1687 in cui Isaac Newton pubblicò i Principia matematica Philosophiae Naturalis.

Il termine “rivoluzione”, presente nel titolo dell’opera di Copernico per indicare il moto della Terra intorno al Sole, viene dal verbo latino revolvere che sta per “rovesciare”. Generalmente questa parola è associata a tutti quei passaggi storici che hanno implicato cambiamenti radicali come la rivoluzione francese o la rivoluzione industriale.

Che cos'è la rivoluzione scientifica?

Il filosofo della scienza Thomas Kuhn sostiene che una rivoluzione scientifica sia un episodio, più o meno dilatato nel tempo, in cui un paradigma scientifico, ovvero la visione del mondo che porta con sé una determinata teoria (come la teoria geocentrica di Tolomeo), viene completamente sostituita da un nuovo paradigma completamente incompatibile col primo (come la teoria eliocentrica di Copernico).

La prima rivoluzione scientifica è proprio quella avvenuta a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento. La scienza, in tutte le sue forme (matematica, fisica, chimica, biologia ecc…), inizia in quel periodo ad acquisire le caratteristiche di oggettività che oggi le attribuiamo: capacità di osservazione e descrizione in termini matematici di un evento naturale, valutazione delle cause e misurazione, sperimentazione e ripetibilità dell’esperimento.

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Tutto questo approccio fu riassunto ed elaborato da Galileo Galilei con la sua formulazione del metodo sperimentale.
Il sapere scientifico diventa fondato esclusivamente sull’esperienza e sulle dimostrazioni secondo ragione, cosa che oggi diamo per scontata ma che allora fu davvero di strabiliante impatto.
Cambia inoltre la concezione della natura che diventa meccanicistica: i fenomeni naturali accadono esclusivamente in modo casuale (cioè senza che ci sia una volontà divina a dirigerli o a predisporli) e, allo stesso tempo, sono spiegabili tramite cause fisiche determinate e meccaniche che implicano una serie di effetti a catena e misurabili.
Non esiste dunque alcuna volontà superiore che agisca sulla natura.

La rivoluzione scientifica poté avvenire anche grazie ai miglioramenti apportati agli strumenti di misurazione e osservazione dei fenomeni. Fu infatti in questi anni che vennero inventati strumenti come il cannocchiale, il telescopio, il microscopio, il cronometro e il barometro.

La rivoluzione copernicana e le sue conseguenze sul mondo delle scienze

Centrale per la prima rivoluzione scientifica fu certamente il lavoro di Niccolò Copernico sulla rivoluzione della Terra attorno al Sole presentato in uno dei libri che hanno cambiato il corso della storia della scienza: il De revolutionibus orbium coelestium.
L’astronomo di origini polacche fu in grado di esporre per la prima volta la sua teoria eliocentrica che prevedeva che il Sole (elios dal greco) fosse al centro e che la Terra gli ruotasse attorno.

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in foto: Credit: The British Library

In questo stesso trattato Copernico realizza anche un’impostazione corretta delle orbite dei pianeti che ruotano attorno al Sole e della rotazione della Terra intorno al proprio asse.
Copernico rivoluzionò e ribaltò davvero tutta la visione dell’universo dell’epoca che invece era ancora basata sulla struttura della teoria geocentrica di Tolomeo, astronomo greco che la espose nel suo testo l'Almagesto.
La teoria tolemaica prevedeva che ci fosse la terra fissa e ferma al centro e che il Sole e gli altri pianeti le ruotassero attorno.

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La prosecuzione degli studi sull’eliocentrismo passò poi dall’astronomo Johannes Kepler, italianizzato Giovanni Keplero, che elaborò le sue famosissime tre leggi relative alle orbite dei pianeti attorno al Sole.
Seguirono le ricerche di Galileo Galilei, la sua scoperta delle macchie solari, di quelle lunari e i satelliti di Giove. La teoria copernicana divenne protagonista dell’opera di Galileo Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, e nel suo Il Saggiatore fu presentato per la prima volta il metodo sperimentale.
Contemporaneo di Galilei fu Francis Bacon, agli italiani noto come Francesco Bacone, intellettuale e filosofo inglese. Bacone, nell’opera Novum Organum, formulò la sua teoria sul metodo induttivo che stabiliva la necessità di costruire il sapere partendo da una “pars denstruens” (tutti gli errori fondati su altro dalla scienza di cui dobbiamo liberarci e che costituiscono “la parte da distruggere”) per poi avere una “pars construens” (tutte le nuove conoscenze acquisite mettendo alla prova le proprie ipotesi con un esperimento ripetibile).
Fu poi il momento di Isaac Newton che nella sua opera Principia Naturalis descrisse le leggi relative alla gravitazione universale, i principi della dinamica, le definizioni di massa, accelerazione e velocità.

Molti altri scienziati e studiosi presero parte a questa svolta epocale, ciò che è certo è che Copernico aprì una nuova stagione della storia dell’Uomo.

Articolo a cura di
Camilla Ferrario