
Quando si pensa ad una tenda, l'immaginazione corre immediatamente a quelle da campeggio o, al massimo, ai pittoreschi tendoni del circo. Eppure, la tenda più grande del mondo è il Khan Shatyr Entertainment Center di Astana, in Kazakistan. Sostenuta da un monumentale albero d'acciaio alto ben 150 metri e pesante 2.000 tonnellate, questa colossale struttura a trazione che copre un'area di 127.000 mq è un vero e proprio capolavoro di ingegneria e scienza dei materiali. Progettata per sfidare un clima ostile caratterizzato da forti venti ed escursioni termiche brutali (dai -35 °C ai +35 °C), l'opera sfrutta materiali innovativi come i polimeri ETFE per creare un'oasi protetta, capace di ospitare persino una spiaggia tropicale tutto l'anno. L'edificio ideato dell'architetto Norman Foster contiene al suo interno negozi, supermercati e spazi per eventi.
Khan Shatyr ad Astana: la descrizione del progetto
Dal punto di vista ingegneristico, il Khan Shatyr è una colossale struttura a trazione. Il nucleo portante dell'intera opera è costituito da un albero centrale d'acciaio a traliccio, alto 150 metri e pesante circa 2.000 tonnellate, inclinato di un angolo studiato per assecondare le forze dinamiche. Da questo fulcro abbiamo la diramazione di una fitta rete di cavi d'acciaio che si ancorano a una grande fondazione anulare in cemento armato posta sulla base. Questa vera e propria ragnatela strutturale va a sostenere una membrana trasparente, creando un volume conico asimmetrico in grado di andare a ridurre l'impatto visivo con una ottimizzazione della distribuzione dei carichi aerodinamici dovuti ai forti venti della steppa kazaka.

I materiali della tenda più grande del mondo
Dal punto di vista dei materiali impiegati per la realizzazione di questa interessante opera, uno degli aspetti più rilevanti è l'uso del polimero ETFE (Etilene Tetrafluoroetilene) per la realizzazione del rivestimento. La superficie è realizzata da un triplo strato di cuscini d'inflazione in ETFE, che vanno a garantire un isolamento termico eccezionale pur rimanendo incredibilmente leggeri rispetto al vetro tradizionale.
Questa scelta è stata fondamentale per affrontare l'escursione termica di Astana, dove le temperature oscillano dai -35 °C in inverno ai +35 °C in estate. I cuscini d'aria racchiusi nell'ETFE, combinati con un sistema di ventilazione forzata che convoglia l'aria calda verso l'alto, agiscono come una serra protettiva. Ciò permette di mantenere all'interno una temperatura costante di circa 20-24 °C tutto l'anno, ospitando persino una spiaggia tropicale artificiale all'ultimo livello.
La logistica e la costruzione dell'edificio
La costruzione del Khan Shatyr ha richiesto soluzioni logistiche e ingegneristiche di grande rilievo. In particolare, la realizzazione e l'innalzamento dell'albero centrale è stata realizzata grazie all'impiego di enormi martinetti idraulici per sollevare i macro-blocchi strutturali in un ambiente certamente ostile, dove il congelamento dell'acciaio rendeva i metalli fragili e le attività di saldatura molto complesse (molti lavori strutturali venivano interrotti quando le temperature scendevano sotto i -20 °C).
Inoltre, la struttura è stata progettata per rispondere in modo flessibile alle sollecitazioni sismiche e alle deformazioni indotte dai carichi di neve e vento. I cavi di tensione sono dotati di un sistema di monitoraggio continuo che permette di assorbire i movimenti strutturali senza stressare la membrana di rivestimento, garantendo la massima sicurezza e durabilità dell'opera.