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22 Aprile 2026
15:00

L’ingresso a Venezia torna a pagamento: come funziona il contributo di accesso e chi è esente

La misura, nata per contrastare l'over tourism e che ha visto la sua prima sperimentazione nel 2024, sarà attiva nei weekend e nei giorni festivi tra aprile e luglio, e prevede il pagamenti di un ticket tra i 5 e i 10 euro, a seconda dell'anticipo con cui viene prenotato.

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L’ingresso a Venezia torna a pagamento: come funziona il contributo di accesso e chi è esente
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Anche quest'anno, chi vuole visitare Venezia in giornata, senza pernottamento, nei weekend e nei giorni festivi, deve pagare un biglietto d’ingresso, tra i 5 e i 10 euro. Quella del biglietto non è una novità assoluta, visto che questo è il terzo anno consecutivo che il Comune attiva il cosiddetto contributo d'accesso, lanciato nel 2024 per contrastare l’over tourism e attivo quest’anno fino al 26 luglio, ma come ogni anno la discussione riprende: è una misura che serve davvero a contrastare l'over tourism?

Per il 2026 l'accesso è regolamentato in specifiche giornate di alta affluenza, tra aprile e luglio, e richiede ai visitatori giornalieri un contributo con un costo che varia seconda dell'anticipo sulla prenotazione, pagabile sul sito ufficiale cds.ve.it.

Quando è nato il “biglietto” a pagamento per Venezia

Il regolamento che istituisce il contributo di accesso, nato per contrastare l’over tourism in una delle città più visitate d’Europa, è stato approvato dal Consiglio Comunale di Venezia già nel 2019, ma la pandemia ha rallentato la sua applicazione e così la prima sperimentazione è partita appunto nel 2024. È stata la prima volta in cui, al mondo, è stato richiesto un pagamento per poter visitare un centro città (dalle 8.30 alle 16.00, in 29 giorni dell'anno, weekend e festivi) ai visitatori giornalieri che non soggiornano nel comune, non sono residenti in Veneto e senza hanno amici o parenti in città. Nel 2024 sono stati registrati 485.000 paganti e circa 2.400.000 euro di entrate (molto più del previsto, e con una perdita minima rispetto all’investimento tra strutture, personale e campagne informative).

Nel 2025 il sistema è stato ampliato, con un’estensione delle giornate attive: nei mesi di applicazioni sono stati inclusi anche i venerdì, arrivando a 54 giorni, e sono state aggiornate le tariffe, ancora oggi in vigore (5 euro per chi prenota entro il quart'ultimo giorno antecedente alla visita, 10 euro per chi lo fa nei tre giorni precedenti). Nel 2025, il sistema ha emesso dal 18 aprile al 27 luglio, oltre 720.000 voucher di visitatori giornalieri a pagamento, per un incasso complessivo di circa 5.400.000 euro. Per il momento non è ancora stato stabilito un tetto di accessi, che regoli quindi il numero di persone autorizzate ad accedere: anche per questo, i flussi (che nel 2024 sono aumentati rispetto all’anno precedente) non hanno visto cali significativi.

Come funziona il ticket a pagamento da aprile a luglio 2026

Nel 2026 c’è stata un’estensione ulteriore delle giornate, passate a 60 a partire dal 3 aprile. Il biglietto continua a essere attivo dalle 8:30 alle 16:30, con prenotazione obbligatoria attraverso il sito cda.ve.it, alla quale segue la ricezione di un QR code che va mostrato in caso di controllo – e da quest’anno questi avvengono in maniera più capillare e intransigente. Il costo è di:

  • €5,00: Prenotando in anticipo (entro 4 giorni prima);
  • €10,00: Prenotando negli ultimi 3 giorni precedenti la visita.

Il calendario completo delle giornate per il 2026 è il seguente:

  • Aprile: 3–6; 10–12; 17–19; 24–30
  • Maggio: 1–3; 8–10; 15–17; 22–24; 29–31
  • Giugno: 1–7; 12–14; 19–21; 26–28
  • Luglio: 3–5; 10–12; 17–19; 24–26

Chi visita la città fuori da queste date non deve fare nulla. Inoltre, per il 2026, il contributo non è richiesto per l’accesso alle isole minori: Murano, Burano, Torcello, Lido di Venezia, Pellestrina, Sant’Erasmo, Mazzorbetto, S. Andrea, S. Servolo, Poveglia, Mazzorbo, Vignole, La Certosa, S. Clemente, Sacca Sessola. Il contributo non è inoltre richiesto a chi accede esclusivamente alle aree del Ponte della Libertà, Stazione Marittima e Isola Nova del Tronchetto, P.le Roma, Ferrovia di Santa Lucia ed area di diretto collegamento con P.le Roma e Stazione di San Basilio, senza accedere alla Città Antica.

Sono inoltre esenti da qualsiasi pagamento i residenti o nati nel Comune di Venezia o in Veneto, bambini di età inferiore ai 14 anni – basterà esibire un documento di identità che lo dimostri. Sono esenti inoltre i lavoratori (anche pendolari), gli studenti che frequentano istituti con sede nella città antica o nelle isole e le persone con disabilità. Non dovranno pagare, ma comunque registrare e riservare il proprio accesso e compilare la dichiarazione sostitutiva, i turisti che pernottano nelle strutture ricettive del Comune (che già pagano quindi l’imposta di soggiorno), persone che partecipano a competizioni sportive, parenti e amici dei residenti, e altri ancora.

Non solo Venezia: gli altri esempi in Italia

Venezia è stata la prima città al mondo a introdurre una tassa d'ingresso giornaliera al centro storico, ma non è più l’unica ad adottare provvedimenti volti a contrastare l'over tourism, tra biglietti d’ingresso, tasse e tetti massimi di turisti.

Da febbraio 2026, a Roma, è in vigore un ticket da 2 euro per turisti e non residenti (da cui restano esclusi i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, le persone con disabilità e i bambini fino a 5 anni) per accedere al catino della Fontana di Trevi, il lunedì e il venerdì dalle 11.30 alle 22, gli altri giorni dalle 9 alle 22. Il sito registra una media di 30.000 accessi al giorno, con punte di 70.000, per un totale di oltre 9 milioni di visitatori l'anno. I biglietti sono acquistabili all’ingresso, online sul sito fontanaditrevi.roma.it, nelle biglietterie del Sistema Musei, nei Tourist Infopoint e nei punti vendita convenzionati. L’accesso alla piazza e la visione della fontana da lontano restano comunque liberi e gratuiti e insieme a questa “chiusura” dell’area della fontana, è stato però reso gratuito ai residenti l’accesso ad alcuni musei che erano stati a pagamento per tutti, come i Musei Capitolini, i Musei dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis e altri. Dal 2023 anche l’accesso al Pantheon, prima libero, era diventato a pagamento, previa prenotazione e acquisto di biglietto da 5 euro (con ridotto a 2 euro).

A Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, nelle giornate di massima affluenza (sabato, domenica, festivi) è richiesto l'acquisto di un ticket da 5 euro: ogni anno "la città che muore", con la sua decina di abitanti, accoglie oltre 700mila persone da tutto il mondo. Il Parco Archeologico di Pompei, in provincia di Napoli, che nel 2024 ha accolto 4 milioni di turisti, ha introdotto per motivi di tutela e sicurezza, a partire da novembre 2024, un tetto giornaliero di 20 mila visitatori, con acquisto di biglietto nominativo fino a esaurimento capienza e fasce orarie. Tra le spiagge, quella de La Pelosa, in Sardegna, ha per esempio limitato a 1.500 persone l’accesso giornaliero, tramite prenotazione e pagamento – accade anche in altre spiagge della regione, ma anche in Toscana, Liguria, Campania, Marche, Puglia, Sicilia.

In Liguria, nelle Cinque Terre, già dal 2001 per accedere ad alcuni dei sentieri più frequentati (il Sentiero Verde Azzurro, cioè il tratto costiero che collega i borghi, e la Via dell’Amore) è necessaria la Trekking Card del Parco delle Cinque Terre, a pagamento, personale e non cedibile – con un costo di 10 euro al giorno per gli adulti, che sale a 15 nei giorni di alta affluenza, come weekend e in alta stagione – che permette però anche visite guidate, utilizzo di bus, uso gratuito di servizi igienici e altri benefit. Quest’anno è attiva dal 14 marzo al 2 novembre 2026.

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