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8 Giugno 2026
14:00

Myxicola albertoangelai, scoperta nuova specie di verme marino nel Mediterraneo dedicata ad Alberto Angela

Ricercatori dell'Università del Salento hanno scoperto 4 nuove specie di anellidi nel Mediterraneo. Una, trovata nello Ionio, è stata chiamata Myxicola albertoangelai in onore del noto divulgatore, i cui programmi televisivi hanno ispirato la carriera in biologia marina degli autori.

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Myxicola albertoangelai, scoperta nuova specie di verme marino nel Mediterraneo dedicata ad Alberto Angela
Myxicola albertoangelai
Myxicola albertoangelai. Credit: Matteo Putignano et al. Eyelash worms get a makeover: integrative taxonomy of Myxicola (Sabellidae) reveals four new species in the Mediterranean Sea and a novel genus, Zoological Journal of the Linnean Society, March 2026

Ricercatori dell'Università del Salento hanno identificato e descritto quattro nuove specie di anellidi nel Mar Mediterraneo nell'ambito di una revisione tassonomica del genere Myxicola. Una di queste, trovata nelle acque ioniche al largo di Nardò a 10 metri di profondità, è stata chiamata Myxicola albertoangelai in onore del divulgatore scientifico Alberto Angela, indicato dagli autori come una delle influenze decisive nelle loro scelte di carriera. La ricerca è stata pubblicata a marzo 2026 sul Zoological Journal of the Linnean Society. Noi di Geopop non possiamo che applaudire questa iniziativa dedicata a un simbolo della divulgazione in Italia, nonché un grande modello anche per noi. E chissà se un giorno non toccherà anche a noi l'onore di un Myxicola geopopi!

Cosa sono i Myxicola e perché sono difficili da classificare

Myxicola è un genere di anellidi policheti appartenente alla famiglia dei Sabellidae. Sono organismi sessili, vivono cioè fissi al substrato, all'interno di un tubo gelatinoso e trasparente da cui fuoriesce un apparato branchiale piumato a forma di ventaglio. Questa struttura, usata per filtrare le particelle di cibo sospese nell'acqua, dà loro il nome popolare inglese di eyelash worms, "vermi con le ciglia". La corona branchiale a imbuto è così caratteristica che ha a lungo reso difficile collocare il genere all'interno dell'albero evolutivo dei Sabellidae: per decenni si era discusso se i Myxicola fossero un gruppo isolato o integrato nella famiglia. Solo analisi molecolari recenti basate su dati genetici hanno chiarito la questione, collocandoli definitivamente all'interno dei Sabellidae nella sottofamiglia Myxicolinae.

Per oltre un secolo, tutti gli esemplari mediterranei del genere erano stati raggruppati sotto un'unica specie descritta del 1808, Myxicola infundibulum, distribuita in tutto il mondo. Le descrizioni ottocentesche si basavano sulla morfologia visiva, e alcune differenze tra individui erano praticamente invisibili senza strumenti molecolari.

La specie dedicata ad Alberto Angela: dove vive e perché porta quel nome

Myxicola albertoangelai è una delle due nuove specie del genere Myxicola descritte nello studio. L'esemplare tipo, l'individuo di riferimento che definisce ufficialmente la specie, è stato rinvenuto a 10 metri di profondità a Santa Caterina di Nardò, nel Mar Ionio settentrionale, lungo la costa della provincia di Lecce. La specie possiede una colorazione arancio intenso, che sfuma verso il giallo nell'addome, con la corona branchiale gialla alla base e arancio intenso nella metà distale, un aspetto che la distingue dalle altre specie del Mediterraneo, che hanno invece colorazioni da viola scuro a porpora. Il corpo misura tra i 20 e i 25 mm di lunghezza con una larghezza massima di 3,9 mm. La corona branchiale è lunga 11,5 mm con 16 paia di radioli. L'habitat preferenziale è la zona infralitorale su substrati di ghiaia mista a sabbia, tra 10 e 20 metri di profondità.

radioli
Dettaglio delle punte radiolari e della membrana palmata di Myxicola albertoangelai. Credit: Matteo Putignano et al. Eyelash worms get a makeover: integrative taxonomy of Myxicola (Sabellidae) reveals four new species in the Mediterranean Sea and a novel genus, Zoological Journal of the Linnean Society, March 2026

La scelta del nome è spiegata direttamente dagli autori nella dedica formale dello studio: i programmi televisivi di Alberto Angela hanno influenzato le loro scelte formative e professionali e riconoscono in quella divulgazione una delle ragioni per cui hanno intrapreso la carriera nella biologia marina. Qui sotto il paragrafo dedicato nell'articolo scientifico:

Questa specie è stata chiamata così in onore del paleontologo e divulgatore scientifico italiano Alberto Angela in riconoscimento del suo contributo alla divulgazione scientifica in Italia attraverso numerosi programmi televisivi di successo, tutti incentrati sulla promozione della conoscenza presso un pubblico generale, dalle scienze naturali e dalla medicina alla storia e alla tecnologia, che hanno lasciato un'impronta duratura sulla maggior parte dei coautori e hanno contribuito alle loro scelte di carriera.

Come funziona la tassonomia integrativa e perché ha cambiato il quadro

Il team dell'Università del Salento, guidato da Matteo Putignano con i colleghi Joachim Langeneck, Ekin Tilic, Andrea Toso e Adriana Giangrande, ha applicato la tassonomia integrativa: un metodo che affianca all'analisi morfologica tradizionale le più moderne tecniche genetiche, permettendo il confronto tra marcatori specifici per ricostruire le relazioni evolutive tra organismi.

Combinando l'esame di campioni museali storici con materiale raccolto di recente nel Mediterraneo e nella Macaronesia, i ricercatori hanno scoperto che il genere Myxicola si divide in realtà in due linee evolutive profondamente divergenti. Le differenze morfologiche tra i due gruppi erano così marcate e mai registrate prima per la famiglia dei Sabellidae nel suo complesso, da giustificare la creazione di un genere del tutto nuovo: Paramyxicola gen. nov. Il risultato finale dello studio include la descrizione di quattro nuove specie (due per ciascun genere), la conferma della distinzione di M. cosentini e M. giuliae da M. infundibulum, la sinonimizzazione di M. cataldoi (che non costituisce una specie indipendente) e la prima segnalazione di alcune specie.

Al di là della singola scoperta, lo studio è un esempio di come il patrimonio di biodiversità del Mediterraneo sia ancora in parte non catalogato. Specie che per oltre un secolo erano state considerate varianti di un unico organismo si sono rivelate entità distinte, con storia evolutiva e distribuzione geografica proprie.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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