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7 Settembre 2026
14:30

L’ONU abbandona la mappa di Mercatore: le vere dimensioni dell’Africa e del mondo secondo Equal Earth

L'Assemblea Generale dell'ONU ha raccomandato di abbandonare la proiezione di Mercatore, mappa del mondo dal 1569, in favore di Equal Earth, che restituisce all'Africa le sue vere proporzioni. Chi decide davvero qual è "la" mappa del mondo e cosa succederà ora.

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L’ONU abbandona la mappa di Mercatore: le vere dimensioni dell’Africa e del mondo secondo Equal Earth
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Sullo sfondo, la mappa proposta da Equal Earth. In giallo, la proiezione di Mercatore.

Guardando una mappa del mondo appesa al muro di un'aula, la Groenlandia sembra enorme, grande più o meno quanto l'intera Africa, ma è un'illusione. Nell'Africa, infatti, di “Groenlandie” ce ne starebbero quattordici. Questo non è l’unico caso in cui la mappa ci inganna sulle proporzioni e sulle reali dimensioni dei Paesi del mondo.

Questa deformazione è nata nel 1569 con la proiezione del cartografo fiammingo Mercatore, nata per agevolare la navigazione e divenuta standard mondiale, ed è da oltre un secolo che i cartografi ne denunciano i limiti. Lo scorso 4 settembre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, con 164 voti sìfavorevoli, un solo contrario e 6 astenuti, la risoluzione A/RES/80/307, "Correct the Map" (Correggi la mappa), per raccomandare al governi, scuole, organizzazioni internazionali e altri soggetti di smettere di rappresentare la Terra secondo Mercatore e di adottare una mappa più fedele alle sue dimensioni reali, chiamata “Equal Earth”.

Si tratta di un evento storico, raccontato dalla stampa di tutto il mondo come il tentativo dell'ONU di restituire all'Africa una mappa che ne rispetti in modo più fedele le dimensioni. Questo voto, tuttavia, per il momento non obbliga nessuno a fare niente: è infatti un testo non vincolante, una raccomandazione. Ma se non esiste un'autorità capace di imporre una mappa, chi ha deciso e deciderà qual è quella «giusta»?

Chi decide la mappa del mondo: la risoluzione votata dall’ONU

La risoluzione approvata a New York si chiama "Correggi la mappa: riequilibrare la rappresentazione cartografica globale e promuovere un'equa rappresentazione delle regioni del mondo, in particolare dell'Africa" ed è il punto d'arrivo di una campagna promossa dall'Unione Africana e portata all'ONU dal Togo, che ha presentato la risoluzione a nome del Gruppo degli Stati africani, appoggiata anche dalla Comunità caraibica (CARICOM). A co-promuoverla è stata la Francia, che ha annunciato di voler abbandonare Mercatore per prima.

Come riportato nel Comunicato Stampa ONU pubblicato lo scorso 4 settembre:

Oggi l'Assemblea Generale ha compiuto un passo importante verso la correzione delle distorsioni nelle carte del mondo di uso comune, in particolare nella proiezione di Mercatore, che si ritiene falsino le dimensioni relative dei continenti e contribuiscano a sminuire la percezione dell'Africa e di altre regioni equatoriali.

Il testo incoraggia governi, scuole, organizzazioni internazionali e aziende tecnologiche a usare proiezioni equivalenti (cioè che rispettano le aree reali), in particolare quando è importante rappresentare correttamente le dimensioni relative delle superfici, a partire da "Equal Earth", disegnata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič, Bernhard Jenny e Tom Patterson, definita "a relevant option". L'Unione africana aveva già adottato Equal Earth prima del voto ONU, ribadendo nel marzo 2026 la scelta. L'Onu non vieta Mercatore, non impone una sostituzione, e anzi, ne riconosce la validità per la navigazione aerea e marittima, ma incoraggia i Paesi anche a insegnare caratteristiche, limiti e applicazioni delle diverse proiezioni.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha annunciato che i suoi servizi (le mappe ufficiali utilizzate dalla diplomazia e sul fronte esteri) abbandoneranno la proiezione di Mercatore e utilizzeranno d'ora in poi la proiezione Eckert IV (proiezione equivalente pseudocilindrica ideata nel 1906 dal cartografo tedesco Max Eckert), che restituisce in modo più fedele le proporzioni reali dei continenti. La Francia quindi apparirà più piccola, così come Stati Uniti e Russia. «Cambiare carta non cambia ovviamente il mondo. Ma correggere una rappresentazione che lo deforma è già un’opera di verità», ha dichiarato e riportato su X Barrot.

L'unico voto contrario è arrivato dagli Stati Uniti, che hanno bollato l'iniziativa come «portatrice di un'agenda ideologica», mentre i sei astenuti sono stati Estonia, Georgia, Lituania, Moldova, Serbia e Ucraina – quest’ultima perché «questa mappa raffigura parti del territorio ucraino temporaneamente occupate dalla Federazione Russa in un modo del tutto inaccettabile».

Chi scelse la mappa di Mercatore del 1569? La praticità per i naviganti

La mappa che tutti conosciamo e utilizziamo non è mai stata votata, decisa o imposta da nessun ente mondiale: si è imposta per un motivo pratico. Nel 1569 il geografo fiammingo Gerardo Mercatore (Gerhard Kremer, 1512-1594) pubblicò una grande carta intitolata Nova et Aucta Orbis Terrae Descriptio ad Usum Navigantium (nuova e ampliata descrizione della Terra a uso dei naviganti).

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Nova et aucta orbis terrae descriptio ad usum navigantium emendata accomodata, 1569, via Wikipedia

Con quella carta Mercatore aveva risolto un problema che tormentava i marinai: sulla sua mappa, una rotta a bussola costante (le lossodromie, cioè le linee che tagliano tutti i meridiani con lo stesso angolo) appariva come una linea perfettamente dritta. I naviganti potevano tracciare una retta tra partenza e arrivo, leggere l'angolo e tenere quella bussola per settimane in mezzo all’oceano.

Tuttavia, il prezzo di questa comodità era la deformazione: per far sì che gli angoli restassero fedeli, in una proiezione cosiddetta “conforme”, la mappa doveva ingrandire progressivamente tutto ciò che si allontanava dall'equatore. Nella rappresentazione, infatti, più ci si avvicina ai poli, più la scala aumenta. Groenlandia, Canada, Russia ed Europa del Nord risultano ingranditi, mentre Africa, India e Sud-est asiatico rimpiccioliti.

La proposta di Mercatore non ebbe successo immediato e divenne lo standard solo nel Settecento, quando gli strumenti di navigazione permisero di sfruttarlo appieno. Da quel momento si è diffuso a cascata: dalle carte nautiche è passato agli atlanti, dagli atlanti alle aule scolastiche e così via, fino ai nostri schermi: oggi Google Maps e moltissimi servizi di cartografia online usano una variante chiamata Web Mercator (o sistemi basati su di essa) semplice da calcolare e perfetta per lo zoom sulle strade.

Non è la prima volta che il mondo «cambia mappa»

Il voto dell'ONU non è il primo segnale: la proposta di andare oltre è già arrivata diverse volte, sempre dal basso, un'istituzione alla volta e spesso tra grandi polemiche. Il precedente più celebre è la proiezione di Peters. La matematica era già stata descritta dal reverendo scozzese James Gall nel 1855, ma a renderla un caso mondiale fu nel 1973 Arno Peters, regista e storico tedesco che la presentò in conferenza stampa come una mappa «finalmente equa».

L’argomento di Peters non era tecnico, bensì politico, e anticipava il dibattito odierno: rimpicciolendo i Paesi vicini all'equatore, Mercatore faceva infatti sembrare piccoli e marginali Africa, Asia e America Latina. La mappa proposta da Peters, rispettando le reali aree, avrebbe corretto una distorsione che le penalizzava, ma fece insorgere i cartografi professionisti, in quanto quella mappa, per salvare le aree, avrebbe deformato i continenti in figure allungate e innaturali, in particolare nelle basse latitudini.

Più di recente, la battaglia si è spostata nelle scuole: nel 2017 le scuole pubbliche di Boston hanno sostituito Mercatore con la proiezione di Gall-Peters, e nel 2024 il Nebraska è arrivato limitare nelle aule Mercatore per legge.

Da dove arriva Equal Earth, la mappa «bella e giusta»

La proposta di oggi nasce proprio dalla scuola: quando Boston, nel 2017, scelse la proiezione Gall-Peters, tre cartografi (Bojan Šavrič, Bernhard Jenny e Tom Patterson) rimasero convinti dell'idea di rispettare le aree, ma insoddisfatti del risultato e di quelle forme stiracchiate. Così, nel 2018, ne disegnarono una nuova: Equal Earth, ispirata alla proiezione di Robinson (presentata per la prima volta nel 1963 da Arthur H. Robinson). Si tratta di una nuova proiezione pseudocilindrica equivalente per i planisferi, creata "per offrire un'alternativa visivamente gradevole alla proiezione di Gall-Peters, che alcune scuole e gruppi impegnati nel sociale hanno adottato per una questione di equità."

L'obiettivo è l’equilibrio: ottenere una proiezione equivalente, che mantenesse le proporzioni reali dei continenti, mostrando i Paesi in via di sviluppo ai tropici e i Paesi sviluppati al nord con la dimensioni corrette, ma anche gradevole da guardare, con i lati curvi che suggeriscono la rotondità del pianeta e i continenti dalle forme riconoscibili. Un compromesso che non si propone come "la mappa vera", ma come quella giusta abbastanza per un uso quotidiano e rispettoso.

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Le proiezioni a confronto. Fonte: Equal Earth

Il risultato è:

  • Una forma complessiva simile a quella della proiezione di Robinson (la quale, pur essendo popolare e piacevole alla vista, non è equivalente quanto la Equal Earth);
  • I lati curvi della proiezione, che suggeriscono la forma sferica della Terra;
  • I paralleli dritti, che rendono più facile confrontare la distanza dei luoghi a nord o a sud rispetto all'equatore.

Cosa succederà davvero dopo il voto

Dopo il voto, cambierà qualcosa? Il cambiamento sarà probabilmente lento e a macchia di leopardo.

Il Togo ha già dichiarato di voler aggiornare i propri materiali scolastici entro la fine dell'anno 2026; la Francia si è impegnata a fare da apripista con l'adozione di Eckert IV a livello burocratico, ed è probabile che altri governi e organizzazioni internazionali possano seguire.

Il Web Mercator continuerà comunque a essere utilizzato nei servizi di cartografia online: Google, pur avendo introdotto dal 2018 una vista a globo 3D, la mostra solo quando ci si allontana molto con lo zoom, mentre continua a utilizzare Web Mercator nei sistemi di coordinate. Il voto dell'ONU agirà inizialmente più sui simboli (le mappe alle pareti, sui libri, nell'immaginario) che sulla tecnologia.

La verità è che non esiste, e non può esistere, una mappa perfetta. Lo dimostrò il matematico Carl Friedrich Gauss con il suo Theorema Egregium (il teorema notevole): una sfera non può essere appiattita su un piano senza deformarla. Ogni mappa del mondo, quindi, è una distorsione necessaria: può conservare le aree o le forme o gli angoli o le distanze, ma mai tutto insieme.

Scegliere una proiezione significa decidere cosa siamo disposti a distorcere, cosa mettere al centro e cosa ai margini, ed è quindi una scelta culturale e politica. Per secoli abbiamo impiegato una proiezione nata per uno scopo preciso, la navigazione, come rappresentazione generale del mondo, accettando la forte distorsione delle superfici alle alte latitudini, mentre ora il voto dell'ONU prova a cambiare questa prospettiva: come ha sintetizzato il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey: «Una mappa giusta non cambia la geografia del mondo. Cambia il modo in cui lo vediamo».

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