
In Italia in questi giorni si discute sull'eventuale posticipo dell'inizio dell'anno scolastico al 1°ottobre, dopo la richiesta avanzata dalla docente di un istituto campano e dai Sindacati per evitare di tornare sui banchi in aule in cui si superano i 30°C.
Da una parte quindi c'è chi sostiene questa proposta, dall'altra c'è chi ricorda che il problema non è tanto il calendario, quanto le stesse scuole: oltre il 90% degli istituti italiani risulta infatti privo di impianti di climatizzazione. Oggi 7 settembre, intanto, inizia la scuola nella Provincia autonoma di Bolzano, che verrà seguita nei prossimi giorni dalle altre regioni, per ultima la Puglia, il 17 settembre.
La proposta di posticipare l'inizio delle scuole in Italia al 1° ottobre
A far partire la discussione è stata una petizione lanciata a fine agosto su Change.org da un'insegnante di un istituto campano, che ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri di far slittare il rientro dal 15 settembre (data di inizio delle lezioni in diverse regioni, tra cui la Campania) al 1° ottobre, definendo «insopportabili» le condizioni in classe con questo caldo.
Anche in Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, l'inizio dell'anno scolastico è quest'anno previsto per martedì 15 settembre 2026; le prime a riaprire oggi sono le scuole della Provincia autonoma di Bolzano (7 settembre), seguita da altre regioni. Qui il calendario completo di quest'anno.
Sulla stessa linea si sono mossi i sindacati: la FLC CGIL, la federazione della scuola, ha chiesto di poter posticipare l'inizio delle lezioni dove le temperature in aula sono troppo elevate, richiamando il decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il nodo, però, è strutturale: secondo i dati del Ministero, oltre 9 scuole su 10 non sono dotate di climatizzazione, e i sindacati stimano che solo il 6,45% degli edifici (3.966 su 61.308) sia dotato di condizionatori. Per adeguare tutte le aule servirebbero cifre nell'ordine del miliardo di euro (il sindacato dei docenti CNDDU ha proposto un piano da 1,5 miliardi in tre anni).
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha invece scelto un'altra strada: il ministro Giuseppe Valditara ha stanziato 20 milioni di euro per l'acquisto di dispositivi di raffrescamento, escludendo modifiche al calendario. Una posizione condivisa da oltre il 72% dei docenti in un sondaggio de La Tecnica della Scuola. Ma questi soldi sono lontani dal miliardo che sembrerebbe necessario.
Quando inizia l'anno scolastico 2026/2027 negli altri Paesi europei
In Europa non esiste un sistema condiviso: ogni Paese – con specificità anche per regione o area geografica – determina le date di inizio, con differenze che riguardano anche la durata delle vacanze estive e l'effettivo numero di giorni di scuola. I calendari in Italia non vengono determinati a livello nazionale, ma vengono stabiliti dalle istituzioni locali (tenendo comunque conto dei parametri fissati dal Ministero dell'Istruzione) e possono cambiare in base al ciclo di istruzione, con periodi di riposo più lunghi per gli studenti delle scuole elementari rispetto alle superiori.
Ci sono Paesi europei in cui la scuola è già iniziata da quasi un mese, Paesi in cui l'inizio è sempre fissato per il 1° settembre e Paesi in cui l'inizio può essere scaglionato di diverse settimane, come accade per esempio in Germania, a seconda del Land (lo stato federale) e poi c'è Malta, che ogni anno chiude l'elenco.
Ecco le date d'inizio dell'anno scolastico 2026/2027:
- Finlandia: 6-13 agosto
- Germania: 10 agosto-14 settembre
- Danimarca: 10-13 agosto
- Svezia: 17-19 agosto
- Paesi Bassi: 17-31 agosto
- Belgio: 24 agosto-1 settembre
- Irlanda: fine agosto-inizio settembre
- Rep. Ceca, Estonia, Francia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia: 1 settembre
- Croazia e Romania: 7 settembre
- Austria e Cipro: 7-14 settembre
- Spagna: 4-15 settembre
- Italia: 7-17 settembre
- Grecia: 11 settembre
- Portogallo: 11-21 settembre
- Bulgaria e Lussemburgo: 15 settembre
- Malta: 28 settembre