
Un aereo cargo è uscito di pista durante la fase di atterraggio all'Aeroporto internazionale di Miami, provocando almeno cinque morti e cinque feriti. Il velivolo era un Boeing 767-300, operato da 21 Air per conto di Amazon, partito dall'aeroporto Luis Muñoz Marín di San Juan (a Portorico): a bordo si trovava solo l'equipaggio, ma uscendo di pista il cargo ha travolto diversi veicoli a terra.
L'incidente è avvenuto in uno dei fine settimana di maggior traffico dell'anno, con milioni di persone in viaggio per il Labor Day (che si celebra ogni anno il primo lunedì di settembre): la Transportation Security Administration (TSA) ha stimato che solo domenica sarebbero transitate 2,3 milioni di persone negli USA.
Lo scalo di Miami, tra l'altro, è il più trafficato degli Stati Uniti per quanto riguarda il traffico merci internazionale e, secondo il New York Times, genera 212 miliardi di dollari di indotto all'anno: circa il 60% di tutti i visitatori internazionali che arrivano in Florida transitano per questo aeroporto.
A indagare sulle cause dell'incidente sarà l'ente federale statunitense per la sicurezza dei trasporti, l'NTSB.
La dinamica dell'incidente aereo
Il velivolo ha toccato terra poco prima delle 14:00 (ora locale, le 20:00 in Italia) di ieri, domenica 6 settembre: in fase di atterraggio, invece di arrestarsi entro i limiti della pista, ha superato la cosiddetta pista diagonale dello scalo, proseguendo la corsa fino a fermarsi all'estremità nord-occidentale dell'aeroporto, in un'area vicina al parcheggio che serve un magazzino Amazon e altre attività.
Una ricostruzione grafica pubblicata dalla BBC mostra come l'aereo sia arrivato in diagonale sulla pista e abbia continuato ben oltre il suo termine, distante dalla zona di atterraggio prevista. I dati del sito di tracciamento FlightRadar24 indicano che, nel momento in cui ha lasciato la parte utilizzabile della pista, l'aereo viaggiava ancora a 112 nodi (circa 207 km/h), una velocità estremamente elevata per un mezzo che a quel punto avrebbe dovuto essere quasi fermo. Al momento dell'incidente, su Miami c'erano deboli temporali e raffiche di vento.
Uscendo di pista, l'aereo cargo ha travolto diversi veicoli: alcune persone sono rimaste intrappolate sotto le auto e hanno dovuto essere estratte dai soccorritori. Tre dei cinque feriti sono in condizioni critiche e sono stati trasportati in un centro traumatologico. Lo scalo di Miami, infatti, è circondato da magazzini, centri direzionali e quartieri residenziali.
L'impatto ha inoltre innescato un incendio: i mezzi di soccorso, ha riferito la sindaca della contea di Miami-Dade Daniella Levine Cava, sono arrivati sul posto nel giro di pochi istanti e, complessivamente, sono intervenuti oltre 200 vigili del fuoco, che hanno trovato l'aereo già avvolto da fiamme e fumo intensi. Le fiamme sono state domate, ma sul luogo è rimasta una perdita di carburante attiva.
Secondo la IATA, le uscite di pista (in inglese runway excursion, cioè quando un aereo oltrepassa o fuoriesce dalla pista in decollo o atterraggio) sono il tipo di incidente aereo più segnalato ogni anno e possono dipendere da molte cause, dagli avvicinamenti instabili, alle condizioni della pista fino ai venti trasversali.
Per questo caso specifico, però, le autorità hanno chiarito che è troppo presto per stabilire una causa: le indagini sono affidate all'NTSB, che dovrebbe organizzare una conferenza stampa oggi, lunedì 7 settembre.
Le caratteristiche del Boeing 767-300 cargo e il precedente del 1997
Secondo le informazioni a disposizione, sappiamo che il velivolo coinvolto era un Boeing 767-300 in versione cargo, costruito nel 1994 come aereo passeggeri e successivamente convertito in cargo, secondo i dati Cirium riportati dal New York Times.
Si tratta di un modello che Boeing colloca nella categoria dei freighter widebody di media taglia, cioè velivoli con doppio corridoio ma dimensioni contenute rispetto ai giganti come il 777. Secondo le schede tecniche di Boeing, il 767-300 ha un carico utile massimo di 57 tonnellate, un peso massimo al decollo di circa 187 tonnellate (186.880 kg) e un'autonomia di 3.300 miglia nautiche (6.110 km).
L'aeromobile è lungo 54,9 metri, ha un'apertura alare di 47,6 metri, è alto 15,8 metri ed è spinto da motori CF6 di GE Aerospace. La compagnia che operava materialmente il volo, la 21 Air, descrive il modello come capace di trasportare 55 tonnellate e dotato di “eccellente efficienza nei consumi”.
Boeing presenta il 767-300 come il freighter di media taglia più efficiente sul piano dei costi e come il mezzo ideale per la crescita dell'e-commerce e del trasporto merci espresso, esattamente il tipo di attività al centro del business di Amazon. La rete Amazon Air, spiega il New York Times, conta più di 250 voli al giorno ed è un tassello chiave della logistica dell'azienda, che però non gestisce direttamente questi voli, ma li affida in appalto a operatori terzi.
Non è la prima volta che un aereo cargo è protagonista di un evento di questo tipo allo scalo di Miami. Nell'agosto del 1997, infatti, un altro incidente causò anch'esso cinque vittime: in quel caso, si trattava di un DC-8 della Fine Air che, subito dopo il decollo, cabrò bruscamente verso l'alto, entrò in stallo e precipitò in un campo aperto. Il velivolo prese fuoco, slittò attraversando un'autostrada a sei corsie e finì la sua corsa in un parcheggio. Le indagini dell'NTSB (lo stesso ente federale che si occuperà anche dell'incidente di domenica) stabilirono che il carico dell'aereo era stato stivato in modo scorretto.