
Nelle ultime 48 ore un'intensa fase di maltempo ha colpito le regioni del Nord Italia e la Toscana. Il fenomeno è stato innescato dallo sprofondamento di una saccatura atlantica verso la Penisola Iberica. Questa configurazione atmosferica ha attivato un richiamo di correnti umide e calde da sud-ovest verso il bacino del Mediterraneo centro-occidentale.
Quando questo flusso instabile e carico di vapore si è scontrato con l'aria più fresca presente in quota, si sono generati i presupposti termodinamici per lo sviluppo di sistemi temporaleschi di notevole intensità.
Numerosi i danni: piogge intense sono state registrate nelle province di Massa Carrara, Lucca e Grosseto; nella zona della Lunigiana, si sono registrati picchi fino a 300 mm . In provincia di Bergamo, invece, sei paesi sono rimasti isolati, con circa 350 evacuati. I Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre 1000 interventi nel giro di 24 ore.
Per la giornata di domani, sabato 22 agosto, sono comunque attese delle ampie schiarite: tuttavia, secondo le previsioni, è atteso un nuovo leggero peggioramento nel Nord Italia a partire da martedì 25 agosto, mentre nel Mezzogiorno il tempo resterà stabile e soleggiato.
Maltempo, supercelle temporalesche e vento forte: il ruolo del Mar Ligure
Durante la giornata di ieri, giovedì 20 agosto, le prime manifestazioni di forte instabilità hanno interessato la Liguria, in particolare l'area del Centro-Levante. Su questa regione si sono formate diverse supercelle temporalesche (come visibile nel video poco sopra di Marco Mancini, che mostra la spiaggia di Chiavari): si tratta di strutture convettive caratterizzate da una corrente ascensionale rotante (mesociclone).

Il fattore determinante per l'alimentazione di questi sistemi è stata la temperatura del Mar Ligure, le cui acque superficiali registravano valori compresi tra 28 °C e 30 °C. L'elevata temperatura marina ha fornito un'ingente quantità di energia potenziale, permettendo ai temporali di rinforzarsi rapidamente prima di impattare sulla costa.
Nell'entroterra di Chiavari e Lavagna, sono caduti 120 mm in un'ora, valori che definiscono la presenza di nubifragi veri e propri, oltre alla grandine di piccole/medie dimensioni a seconda dei quartieri e alle raffiche di vento superiori ai 100 km/h.
Sulle aree di pianura, la situazione si è mantenuta inizialmente più tranquilla nella prima metà della giornata. Dal pomeriggio, tuttavia, il peggioramento ha raggiunto la Lombardia, dove la provincia di Bergamo è stata colpita da violenti rovesci temporaleschi che hanno causato allagamenti, frane ed esondazioni. Sei comuni sono isolati in Valle Seriana dove sono state evacuate anche 350 persone, mentre Brembo e Serio sono in piena, come visibile nel video qui sotto.
Nella serata di mercoledì 19 agosto invece, in Piemonte, l'intensa energia in gioco ha favorito la formazione di una struttura temporalesca di forte intensità nei pressi dell'area del Lago di Viverone, tra le province di Torino e Biella, dove potrebbe essersi abbattuto un tornado, ancora da accertare.

Il passaggio del fronte e i picchi di precipitazioni in Toscana
Nella mattinata di oggi, venerdì 21 agosto, è transitato il fronte vero e proprio, determinando una copertura piovosa diffusa su gran parte del Settentrione e un nuovo e severo riacutizzarsi dei fenomeni tra la Liguria di Levante e l'Alta Toscana. Su quest'ultima, in provincia di Massa, nella zona della Lunigiana, si sono registrati picchi fino a 300 mm di pioggia accumulati in un arco temporale ristretto, poco meno di 4 ore.

La tendenza: dopo i temporali torna il sole
Quella di venerdì 21 agosto sarà l'ultima giornata caratterizzata da questa intensa fase perturbata. Nelle prossime ore si assisterà a un graduale allontanamento del sistema verso Est, lasciando spazio a temporali residui sul Centro Italia e sul Triveneto tra il pomeriggio e la sera.
La giornata di sabato 22 agosto vedrà un netto miglioramento delle condizioni meteorologiche su tutto il Paese, con ampie schiarite anche sulle regioni colpite dai nubifragi degli ultimi giorni. La tregua del fine settimana potrebbe tuttavia essere temporanea: le ultime proiezioni indicano la possibilità di un nuovo leggero peggioramento all'inizio della prossima settimana, concentrato principalmente nella prima parte di martedì 25 agosto. Sempre tanto caldo e sole invece nel Mezzogiorno, dove non si intravede alcun tipo di cambiamento.
Il "nuovo normale": dalla siccità prolungata ai temporali quasi tropicali
L'evento delle ultime 48 ore non rappresenta un'anomalia isolata, ma si inserisce in un trend climatico con cui dovremo fare i conti sempre più spesso. L'aumento progressivo delle temperature medie sta trasformando il Mediterraneo in un vero e proprio serbatoio di energia termica. Il meccanismo è puramente fisico: un'atmosfera e un mare più caldi accumulano un quantitativo enorme di vapore acqueo e calore latente. Questo porta a lunghi periodi di stabilità, caldo estremo e siccità, in cui i 35-38 °C permangono per settimane senza che una goccia di pioggia riesca a scendere.
Quando poi una goccia fredda o una saccatura atlantica riesce a perforare questa bolla calda, la liberazione di quell'energia accumulata avviene in modo repentino ed esplosivo. I temporali che ne derivano assumono caratteristiche quasi tropicali per intensità d'acqua, ma con un fattore di rischio in più: l'orografia complessa del nostro Paese. Catene montuose come le Alpi e gli Appennini, trovandosi a ridosso del mare, bloccano e incastrano questi sistemi temporaleschi (fenomeno del stau o dell'orografia bloccante), costringendoli a scaricare centinaia di millimetri d'acqua sempre sulle stesse zone. Il risultato è un’alternanza sempre più marcata tra estreme secche e violenti nubifragi.